“Dracula – A Comedy of Terrors” diventa una commedia

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Il classico della letteratura gotica in versione grottesca allo Spazio Diamante di Roma

Arriva per la prima volta in Italia “Dracula – A Comedy of Terrors”, riscrittura umoristica del celebre romanzo di Bram Stoker firmata dal duo americano Gordon Greenberg e Steven Rosen.

 

Lo spettacolo, prodotto da Viola Produzioni, in collaborazione con Cattive Compagnie, per la regia di Leonardo Buttaroni, sarà in scena allo Spazio Diamante di Roma dal 19 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026.

 

Dopo il successo di 39 Scalini, che ha superato le cento repliche in tutta Italia, Cattive Compagnie torna a confrontarsi con un classico della letteratura gotica. Il testo, che ha debuttato negli Stati Uniti, viene rappresentato contemporaneamente in Australia, Sud Africa e Gran Bretagna.

 

Il risultato è una revisione dichiaratamente ironica di un classico della narrativa europea, che rinuncia all’atmosfera cupa per trasformare il racconto di Bram Stoker in una sequenza di gag, equivoci e situazioni paradossali.

 

In scena, Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante, Diego Migeni, Yaser Mohamed e Marco Zordan, impegnati in un continuo cambio di ruoli, danno vita a oltre una dozzina di personaggi. Travestimenti fulminei, trasformazioni improvvise e scenografie essenziali diventano il motore di una narrazione costruita su ribaltamenti continui, senza mai perdere il filo del racconto.

 

Il conte Dracula rivisto in chiave comica e grottesca (ph. Sisi C.)

La vicenda mantiene la struttura narrativa originale. Lucy e il fidanzato tentano di salvare la sorella da una misteriosa malattia del sangue e finiscono per confrontarsi con il conte Dracula. Qui, il più celebre dei vampiri, è reinventato come figura ambigua e grottesca. Il terrore cede il passo all’ironia e l’elemento horror viene costantemente smontato.

 

Non è un dramma gotico, ma un esercizio di decostruzione teatrale, che punta sulla forza dell’attore e conferma la linea artistica di una compagnia, che continua a esplorare il confine tra grandi testi di repertorio e comicità contemporanea.

 

“Quando ci siamo imbattuti in questo lavoro – spiega il regista – abbiamo subito capito che poteva essere una nuova sfida”. Buttaroni parla esplicitamente di “commedia dell’errore”, sottolineando come la sfida sia quella di dissacrare il mito attraverso paradossi, iperboli e assurdità. Non è un’operazione caricaturale, ma utilizzare un testo molto noto per costruire un’esperienza collettiva fondata sulla precisione del gioco scenico.

 

Le scene sono di Paolo Carbone, i costumi di Francesca Burattini, le musiche originali di Samuel Desideri. La traduzione italiana è di Enrico Luttmann. L’assistente alla regia è Emiliano Morana.

 

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