E’ in partenza da palermo centrale il treno espresso delle 17.20
Per Roma Termini, effettua le seguenti fermate…..
Termini Imerese, Cefalù, Patti, Capo d’Orlando, Milazzo, Messina etc.
Era Novembre del 1974 quando iscrittomi alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma, cominciavo i miei viaggi in treno verso la capitale.
Il costo del biglietto di un posto a sedere, era di circa 10 mila lire, (attuali 73 euro) con l’aggiunta di 2500 lire potevi prendere un posto in cuccetta, in uno scompartimento composto di sei posti letto.
Il viaggio in aereo per quanto scontato aveva un costo tra le 70 e le 100 mila lire praticamente inaccessibile.
Insomma si parte, cinque fermate lungo il tragitto di 200 km tra Palermo e Messina, dove si arrivava intorno alle 21 30, quattro ore alla media di 50 Km orari.
Arrivati a Messina si aspettava il traghetto delle Ferrovie per l’imbarco, l’operazione non aveva inizio prima di 30-40 minuti, dopo di che’ il treno lentamente si avviava per entrare a spezzoni nel ventre della nave, entra stacca, esci, entra stacca, ad operazione completata ore 23/ 23, 30, dopo sei ore ci si muoveva verso Villa San Giovanni, ed era il momento di salire sul ponte dove mi aspettava l’arancina da degustare mentre salutavo la Madonnina che “ Benedicimus vos et ipsam civitatem” e vedevo allontanarsi la mia terra, la mia Sicilia, diretto verso il continente.
L’arrivo a Villa prevedeva le stesse macchinose operazioni di entrata ed uscita dei vagoni ferroviari.
Nel frattempo cercavo di prendere posto nello scompartimento prima che tutti si togliessero le scarpe rendendo l’aria irrespirabile, meglio adattarsi agli odori lentamente.
Da Villa ci si muoveva verso la capitale fermandosi a Gioia Tauro, a Lamezia Terme, e di seguito a Paola, Sapri, Salerno, Napoli, Aversa, Formia-Gaeta, Latina e infine verso le 7.30/ 8.00 circa, ecco la città eterna.
Novecento trentasette chilometri in 13/ 14 ore media 66 km orari circa.
Nello stesso anno, nello stesso periodo un milanese percorreva 574 km con un treno espresso in partenza alle 23.20 da Milano Centrale e arrivo a Roma alle 7 e 20 , in 8 ore, con una media di 70 km orari circa.
Il Milanese aveva in più, in quegli anni, la possibilità di raggiungere Roma con il famoso TEE, ( trans europe express ) in circa sei ore con una media di quasi 100 km orari.
Ebbene a distanza di 51 anni il milanese raggiunge Roma in meno di tre ore, con una media di quasi 200 km orari e il Palermitano con il treno piu’ veloce in 11 ore circa, ed una media di 90 Km orari.
A prescindere dal ponte sullo stretto direi che il divario nord/sud in questo mezzo secolo di storia non si è ridotto anzi, si è raddoppiato.
Da siciliano, che ha alle spalle decine di avventurosi viaggi Palermo-Roma in treno, ho sempre coltivato il sogno che un giorno potessi salire su un treno a Palermo ed essere a Roma in cinque ore, oppure a Catania ed essere a Roma in quattro ore, e ancor di piu’ io abitante di Caltanissetta o Enna, di Agrigento, o Siracusa raggiungere la capitale in sei ore.
Perché non sognare tutto ciò, soprattutto quando nel mondo si realizzano opere colossali, anche con il genio italiano, quando circolano treni che raggiungono velocità doppia rispetto ai nostri frecciarossa.
Perché non sognare che ogni abitante della Sicilia possa sentirsi nel cuore della nazione, nel cuore d’Europa, non è possibile che un odio “sinistro” per Berlusconi prima e Salvini dopo possa mortificare una regione, tanta gente, lasciandola nel suo ormai secolare isolamento.
Non voglio prendere neanche in considerazione le illustri e dotte esternazione di sinistri che dicono che il ponte non serve perché ci sono gli aerei, sono esternazioni offensive, radical chic, che umiliano la voglia, il desiderio di crescere, di un popolo.
Continuo a sperare, a battermi, per una infrastruttura che difficilmente vedrò, ma che prima o poi il buon senso, l’onestà intellettuale, l’amore per il bene comune più che per le proprie idee, ne permetteranno la realizzazione.
Ed allora se la vedrò sarò il primo a salire in quel treno espresso delle 17.20 in partenza da Palermo centrale con arrivo a Roma Termini alle 22.20…. prometto che ci sarò, insieme a tutti coloro che vogliono bene alla Sicilia e amano riportarla al centro della storia come è stato in un passato lontano.
Giuseppe Failla
















Complimenti. Racconto vero e condito dei sapori di chi viaggia. Quel giorno felice io sarò a Roma alle 22.20 e offrirò un cappuccino schiumato a tutti i siciliani che amano Roma!!
Caro Giuseppe ci puoi giurare che lo divulgherò hai proprio ragione.
Questo e’ un sogno che non puo’ rimanere tale perche’ offende il nostro Paese, e non puo’ essere politicizzato perche’ offende tutti noi italiani.
Carissimo, più che condividere la tua “esternazione”, non posso fare. Sono romano e di Roma. Ma il mio migliore amico era di Catania. Pur essendo benestante e potendo permettersi l’aereo, mi raccontava fin dal 1974 quando entrai di ruolo in ospedale le vicissitudini che passavano i meno abbienti per arrivare a Roma. Sono stati costruiti i ponti nei mari del Nord in Giappone con altrettanti pericoli di maremoti, i terremoti, ma non è crollato uno. Andare contro è tipico di una certa mentalità, soprattutto se la scelta non è stata fatta da loro e realizzata da loro. Ti abbraccio.
Giancarlo
Bell’articolo! Ti auguro e ci auguriamo tutti che questo sogno diventi presto realtà.
Bellissimo racconto tra passato presente e futuro , caro Peppino con la malinconia di chi soffre per le scaramucce senza lo sguardo sulla persona e sulle persone, con la povertà e la miopia del cuore oltre che della ragione. Grazie per ciò che hai scritto perché è VITA VISSUTA NELLA TRASPARENZA DELL’ANIMA.
Una storia infinita dove la politica e non solo, mettono in campo interessi che vanno contro il bene comune di tutto il popolo italiano.
Grazie Dott. Failla per il suo articolo.
L’ articolo del dott. Failla che ci dà una testimonianza diretta, vissuta in prima persona, è quanto di più sentito e reale si possa avere. Io sono Abruzzese ma ho vissuto gli anni degli studi universitari a Roma incontrando molti colleghi provenienti da quella splendida e affascinante regione che è la Sicilia. Sono pienamente d’accordo con l’autore dell’articolo, Noi tutti italiani dovremmo essere orgogliosi di un’opera che ci avvicina a una tra le regioni più belle del nostro paese e che vanta un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo intero ci invidia.
Sono pienamente d’accordo! Bravo dott. Failla
Bellissimo articolo e concordo pienamente
Concordo pienamente, speriamo che il sogno diventi realtà!