“In Africa la democrazia esiste solo nominalmente. Il vero problema è la disuguaglianza”

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L’avvocato Francesco Petrocchi racconta l’esperienza in Kenya con Spirito Libero e il suo ultimo libro sull’Eritrea: “Prima del diritto a emigrare c’è quello di vivere con dignità nella propria terra”

Avvocato e amministratore pubblico con oltre vent’anni di esperienza nelle istituzioni locali e nazionali, Francesco Petrocchi ha affiancato all’attività professionale un impegno costante nel volontariato e nella promozione culturale.

 

Nel corso della sua carriera ha ricoperto gli incarichi di consigliere comunale, assessore ai lavori pubblici e consigliere provinciale di Roma, con un ruolo attivo nelle commissioni bilancio, lavoro, servizi sociali e ambiente.

Dal 2008 al 2012 è stato vicepresidente del Consiglio provinciale di Roma. Inoltre, ha svolto funzioni di supporto diretto ai vertici istituzionali, fino alla nomina a capo segreteria del Sottosegretario di Stato alla Pubblica Amministrazione e all’Innovazione.

 

Accanto all’attività professionale e istituzionale, Petrocchi ha sviluppato un impegno nel volontariato. L’origine di questo percorso risale a un viaggio in Kenya con la famiglia, durante il quale è entrato in contatto con la realtà del villaggio di Kokotoni, una comunità segnata da condizioni di povertà estrema.

 

Da quell’incontro è nata l’associazione Spirito Libero, della quale è Presidente, e che opera in Kenya con interventi essenziali e autofinanziati. Scuole, pozzi per l’acqua potabile, distribuzione di beni di prima necessità e iniziative educative, ogni azione è ispirata al principio secondo cui “il diritto a vivere con dignità nella propria terra precede quello a emigrare”.

 

Dall’esperienza diretta nei villaggi africani alle riflessioni sui limiti della democrazia esportata, fino a Eritrea. Viaggio nella memoria, Petrocchi propone una lettura non convenzionale di temi spesso affrontati per slogan. Il libro non è né un saggio né un diario intimista, ma un racconto in cui la storia viene restituita attraverso l’esperienza vissuta.

 

La comunità locale al pozzo costruito da Spirito Libero: un intervento che garantisce acqua potabile e sostegno concreto alle famiglie del villaggio (ph. F.P.)

Avvocato, possibile che tutto sia nato da un viaggio in famiglia? Com’era Francesco da adolescente, che faceva, che interessi aveva?

Da ragazzo ho sempre avuto una molteplicità di interessi. In particolare, ho sempre coltivato la passione per la cultura classica, la politica, i viaggi e per la geografia, soprattutto africana. Da piccoli giocavamo a chi indovinava più capitali africane. In estate andavo a lavorare in cantiere per mettere da parte i soldi necessari a viaggiare. L’Interrail fino al Mar del Nord dormendo in tende, stazioni e sacrestie, la Romania del Ceaușescu appena deposto, la Berlino ancora segnata dalle macerie del muro appena abbattuto.

 

Da dicembre 2025 il Kenya è una repubblica presidenziale democratica guidata da William Samoei Ruto, ma la scena politica appare segnata da alleanze trasversali e compromessi. Dal tuo punto di vista, che Paese è oggi il Kenya?

Il Kenya è teoricamente una democrazia, ma purtroppo noi europei abbiamo il grosso limite di giudicare il mondo con i nostri parametri. Pur esistendo nominalmente, nella realtà il sistema democratico keniota non funziona. A governare è un’oligarchia che depreda per consuetudine il proprio popolo. Il vero problema non è la povertà, ma la disuguaglianza. Chi occupa posizioni di potere in Africa diventa smisuratamente ricco. Il consenso si fonda, per lo più, sulla corruzione, intesa come metodo ordinario per intrattenere rapporti di ogni tipo. Pensare che si possa esportare la democrazia europea nel mondo è solo illusione e presunzione.

 

Il tuo ultimo libro, Eritrea. Viaggio nella memoria. Italianità in terra d’Africa, intreccia ricostruzione storica e testimonianze personali. Qual è stato l’aspetto della presenza italiana in Eritrea che più ti ha colpito?

Le testimonianze degli anziani. I loro racconti su quanto realizzato dagli italiani. Il rispetto per il patrimonio culturale di Asmara, creato dalla fusione di due popoli, italiano ed eritreo. L’orgoglio degli eritrei per questa eredità condivisa. La modernità delle infrastrutture, che all’epoca rappresentavano un’avanguardia.

 

Presentazione di “Eritrea. Viaggio nella memoria”, un libro che combina racconto personale e ricostruzione storica, frutto dell’esperienza diretta sul campo (ph. F.P.)

Oltre all’impegno umanitario in Kenya e in altri Paesi, Spirito Libero promuove corsi di lingua italiana per i bambini e iniziative culturali in Italia. Qual è l’obiettivo di questi progetti?

All’interno della scuola in Kenya abbiamo avviato corsi di alfabetizzazione italiana per fornire strumenti utili alla vita. Le lingue consentono nuovi sbocchi professionali e possono garantire un futuro, per esempio nel turismo, ai bambini di oggi e agli adulti di domani. Senza la necessità di migrare ed essere sradicati dalla propria terra.

 

“Non è importante sapere quanto tempo è rimasto, ma cosa fare con il tempo concesso” è il motto di Spirito libero. In che modo questo principio giuda le attività dell’associazione?

È una delle memorabili frasi di Gandalf ne “Il Signore degli Anelli”. È uno sprone a fare il proprio dovere, la cosa giusta. Anche nella propria infinita modestia, così come modesti erano gli hobbit della saga tolkeniana.

 

Guardando al futuro, quali sono i progetti, o le sfide, che vorresti portare avanti, sia a livello personale sia con Spirito Libero?

Diffondere sensibilità rispetto a principi che hanno sempre informato la società tradizionale. Sottoporre a critica l’equazione tra progresso e positività. La modernità e la tecnica non sempre rappresentano un dato positivo. Basti pensare allo sviluppo illimitato dei social, che da strumento hanno trasformato l’uomo in oggetto commerciale e destinatario di alienazione.

 

Intorno alla scuola in Kenya, vorremmo creare anche un circuito economico che garantisca, attraverso le coltivazioni agricole, l’autosufficienza alimentare del villaggio e interrompa il circolo vizioso della dipendenza. La soddisfazione è che si incontra tanta umanità e generosità. Molte persone si mostrano sensibili e offrono il proprio contributo. Questo è sicuramente un grande stimolo.

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