La sinistra europea deve ancora fare i conti con un antisemitismo strisciante

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La sinistra europea deve fare i conti con un suo assai contradditorio rapporto con la Palestina e soprattutto con lo Stato di Israele, fin dai tempi dei Ds di D’alemoa, Veltroni e Fassino. Poi quando accadono fatti gravissimi come quelli di Genova, è chiaro che la destra ha gioco facilissimo ad accusare una certa sinistra di commistioni con ambenti che hanno come si vede chiare connivenze con terrorismo ed estremismo islamico” cosi dice un deputato d vecchio corso de Pd. Ed in effetti quanto accaduto a Genova, con le indagini della magistratura che hanno portato a 9 arresti, tra cui Mohammad Hannoun, presidente della associazione dei palestinesi d’Italia, persona assai apprezzata a sinistra da una certa parte dell’aooposizione, e che veniva spesso invitato a conferenze ed eventi pubblici,  ripropone con forza il problema della commistione o della ambiguità di un certo mondo della sinistra con un certo sentimento di antisemitismo che è da decenni comune a molti ambienti della sinistra europea, in Francia soprattutto, ma anche in Germania, Spagna e chiaramente Italia.  Oltre al presidente dell’associazione palestinesi d’Italia, coccolato dalle sinistre che oggi negano, compare anche l’imam di Torino Mohamed Shahin. Il predicatore di odio, che dopo la richiesta di espulsione del ministro Matteo Piantedosi è stato scarcerato da un solerte giudice di Torino. Le accuse sono assai grave e mostrano uno schema che convogliava milioni di euro di fondi raccolti per beneficenza, direttamente ai conti riconducibili ai terroristi di Hamas. Una situazione che certamente pone un serio problema all’interno dei principali partito di opposizione, Avs e cinque stelle in testa, ma anche il od, almeno con alcuni suoi esponenti, sulla opportunità di appoggiare movimenti che spesso in nome della causa palestinese, si scoprono invece avere leagami con i terroristi d Hamas.

L’ appoggio forse troppo disinvolto alle organizzazioni Pro pal, che viene garantito dai partiti di opposizioni, rischia di ledere non solo la loro giusta causa di difesa dei diritti del popolo palestinese, ma anche la stessa immagine internazionale del nostro paese, che la premier Giorgia Meloni sta faticosamente cercando di ricostruire in questi tre anni di governo. Senza contrare che come già accaduto i Francia o in Germania si rischia poi di precipitare in quel sentimento di antisemitismo, con il quale le sinistre di mezza Europa devono convivere da decenni.

Il partito La France Insoumise di Jean Luc Mélenchon si è volutamente, chiaramente e cinicamente fatto interprete del più bieco antisemitismo islamico per intercettare – come riesce a fare – il voto di milioni di elettori di origine maghrebina e islamica. È questo un nuovo antisemitismo perché unisce e salda il tradizionale antisemitismo della sinistra post-sovietica e antimperialista col millenario antisemitismo islamico propugnato da milioni di immigrati in Francia di origine maghrebina. 

Ma la stessa cosa avviene anche in Germania. Nei casi più gravi i membri del partito Die Linke, hanno minimizzato le azioni di Hamas a ottobre. 7. Nell’ottobre 2024 cinque membri del parlamento statale di Berlino hanno lasciato il partito dopo disaccordi sulla posizione del partito sull’antisemitismo e sul diritto di Israele di difendersi. E non è finita qui: ad agosto, Martha Wöhrich, una delle portavoce del partito, ha paragonato Gaza all’Olocausto. Dopo che 52 bambini ebrei sono stati rimossi da un aereo a Valencia, l’account sui social media dei giovani di sinistra a Francoforte ha scritto: “Siamo spiacenti di informare che i bambini non sono stati rimossi mentre l’aereo era in volo”.

Alla conferenza giovanile del partito a novembre, i membri che hanno avuto una visione positiva di Israele o una visione vista come sufficientemente dura hanno affrontato minacce pubbliche, insulti e attacchi fisici. Una delegazione se n’è andata presto a causa delle minacce, e un’altra della Turingia ha cambiato hotel e se n’è andata un giorno dopo dopo che i messaggi di chat del partito sono circolati dicendo: “Non lasciare che la Turingia dorma, sappiamo dove sono le loro stanze”. “Non sappiamo come andare avanti da qui”, ha scritto un delegato della Turingia prima che il gruppo se ne andasse.

Per non parlare poi di quello che avviene in Spagna, dove il partito Podemos, spesso accusato di  avere ricevuto milioni di euro in finanziamenti illeciti da parte del regime illiberale di Maduro in Venezuela, ha di recente chiesto a gran voce la rottura di qualsiasi rapporto diplomatico con Israele, minacciando in caso contrario l’sucita dalla maggioranza. Ma come non dimenticare anche i post scioccanti del 2022 durante la campagna elettorale da due giovani candidati del Pd ( poi eletti) che in maniere differenti negavano l’esistenza dello Stato di Israele ( senza ricevere nessun tipo di censura da parte dei vertici del partito). Senza contare i tanti casi in cui a molti esponenti anche di sinistra, come l’ex parlamentare del Pd, Emanuele Fiano, è stato impedito di parlare ad un evento pubblico, solo per le loro origini ebraiche.

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