L’Europa condanna, Caserta paga: il disastro del Consorzio Idrico

Campania

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La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui debiti del Consorzio Idrico Terra di Lavoro mette fine a un lungo periodo di ambiguità giuridica e politica. Si tratta della conferma definitiva che lo Stato non può ignorare le proprie responsabilità quando un ente pubblico smette di onorare i propri impegni verso cittadini e imprese.

Per troppo tempo la gestione idrica in provincia di Caserta è stata trattata come un perimetro separato dalle regole della trasparenza e del buon senso. Infatti, la trasformazione del Consorzio in ITL S.p.A. e il recente progetto di aprire ai capitali privati fino al 45 per cento rappresentano una direzione opposta a quella tracciata dalla volontà popolare e dai principi che difendiamo da sempre.
Mentre si discute di nuovi assetti societari e di ingressi di soci privati, il territorio subisce le conseguenze di una gestione che ha portato alla perdita di circa 50 milioni di euro di fondi PNRR, risorse che erano fondamentali per ammodernare reti ormai fatiscenti e ridurre sprechi non più tollerabili.

Come Movimento 5 Stelle ribadiamo che la gestione dell’acqua deve restare integralmente pubblica e fuori da ogni logica di profitto. Non è accettabile che il fallimento di un modello gestionale venga utilizzato come pretesto per consegnare una risorsa vitale al mercato.

La condanna che arriva da Strasburgo restituisce verità a un territorio stanco di vedere i servizi essenziali trasformati in voragini finanziarie. È necessario tornare a una gestione che metta al centro il diritto dei cittadini e la tutela della risorsa idrica, superando definitivamente la stagione delle scatole societarie create solo per diluire responsabilità che oggi l’Europa ci contesta ufficialmente.

Danilo Della Valle
Europarlamentare M5S 

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