Pace: la scelta è tra vita o morte

Interviste & Opinioni

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“Il Manifesto—>> ” Germania, per i diciottenni torna la leva militare.
I volontari non potranno operare all’estero Sono parite ieri dai centri reclutamento dei 16 Land le prime cartoline di arruolamento. Ufficialmente sarà una naja ‘volontaria’ della durata minima di sei mesi”

Se partono le cartoline di convocazione ai Distretti Militari per il relativo arruolamento, la parola “volontario” NON esiste.
I veri “volontari” sono quelli che autonomamente e liberamente si recano nei centri di reclutamento.

Un camuffamento sostenuto da dichiarazioni (oggi) tranquillizzanti (non opereranno all’estero: quindi sono utilizzabili solo sul territorio tedesco?). Il proprio riarmo, questa Germania ormai da anni in profonda crisi economica-produttiva, lo faccia con il PROPRIO denaro (Euro o Marchi che siano) e le relative crisi occupazionali le risolva diversamente.

Le generazioni a ridosso delle WW e quelle più giovani chiamate a farsi una cultura molto, molto, sommaria) su libri di testo molto rivisitati e quindi storicamente omissivi, parziali, o complessivamente manipolati, non hanno mai sentito il fischio mortale delle bombe e delle pallottole tedesche: e non vorrebbero ascoltarlo oggi o fra X anni.

Su questo, il pur discusso Winston Churchill aveva ragione: ogni X anni la Germania ha rigurgiti tali da condurla a un riarmo e a un piano di guerra, offensivo. Bene sarebbe che le Nazioni che hanno combattuto ciò, con ferite profonde nelle loro popolazioni categorie e/o gruppi sociali ed etnici, con persecuzioni naziste o ultra naziste ferocemente antagoniste con i mezzi più crudeli di ogni minima concezione rispettosa della LIBERTÀ, della DEMOCRAZIA, delle LIBERTA’ PERSONALI e COLLETTIVE.

Non facciamoci irretire da quanti solo a parole si ergono a difensori di tregue e pacificazioni, ancora peggio se sostenute da un obbrobrio dialettico che va sotto il nome di “armiamoci per la pace” perché “così saremo pronti per la guerra”. Quale guerra, contro quali nemici veri o immaginari, con quali obiettivi reali (certamente di conquista territoriale e relativo sfruttamento delle risorse, promuovendo anche illeciti e pilotati movimenti di Piazza per favorire vero e proprio colpi di Stato)? Qualcuno ha dichiarato guerra all’Italia o alla Francia o all’Inghilterra o alla Finlandia o alla Spagna o altra Nazione europea?

Ce lo facciano espressamente sapere: senza utilizzare cortine fumose e giochi di parole: in tal caso i popoli si stringeranno ai loro governanti. Ma i governanti devono anche comprendere che loro rappresentano i popoli, di cui non possono né devono dimenticare gli interessi e i desideri più concreti e collettivi: lavoro e occupazione, sanità, scuola, salario e difesa del potere d’acquisto, industria e commercio. Ossia: sono i governanti a doversi meritare l’abbraccio e il plauso di coloro che amministrano. Riarmarsi oggi per programmare aperte e frontali ostilità belliche tra 3, 5 o 10 anni (contro chi? Venusiani, alieni marziani o da Orione, da Andromeda…? Altri popoli della nostra martoriata Terra?), suona apertamente come un non-sense.

Guerra = lutti, catastrofi, distruzioni, sangue, odio e rancore duraturi, predatoria conquista/furto di terre e risorse, famiglie distrutte…
Pace = ricerca e difesa di una reale Armonia, collaborazione, solidarietà e aiuto tra i popoli, crescita produttiva e quant’altro con grande e reciproco rispetto. Con ciò combattendo ogni forma di schiavismo o repressione della tolleranza, del libero pensiero e della fratellanza dei popoli, combattendo lecitamente tutti coloro che pensano che gli uomini siano mercanzia di basso profilo.

Unisco questa mia sommessa voce a quelle parole e a quei concetti persino ovvii – similari, precisi, netti, ineludibili: vero grido di dolore – pronunciati da menti e cuori non devastati né sedati a forza: per ultimo da S.S. Leone XIV°.
Il 2026 può essere devastante senza che nemmeno ce ne rendiamo conto: da un momento all’altro, attimi… La distruzione assoluta: niente più presente, né futuro…solo morte e rovine fumanti, atomizzate.

Ma se noi dedichiamo/continuiamo a dedicare ogni risorsa a difendere l’Essere Umano, ponendo/continuando a porre e difendere l’Uomo al Centro della Vita, con tutti ciò che ne consegue …ebbene, le migliori speranze potranno tornare a manifestarsi, concretamente.

Giuseppe Bellantonio

foto congedati folgore

One Reply to “Pace: la scelta è tra vita o morte”

  1. RICCARDO GUGLIELMI ha detto:

    UE e in particolare Francia e Germania si stanno orientando, insieme all’Inghilterra, verso una economia di guerra, produrre armamenti da vendere o da usare. E’ fondamentale l’investimento per la difesa di ogni nazione, magari riducendo la spesa per i troppi privilegi attualmente in essere nei bilanci. Non credo in una forza europea globale perchè rischieremmo di essere fagocitati da nazioni più mentalmente disposte alla offesa che alla difesa. Nel caso specifico della guerra in corso tra Russia e Ucraina non ci sono alternative. O l’Ucraina rinuncia a Donbass e a non entrare mai a far parte della NATO o prima o poi inizierà la III guerra mondiale. Purtroppo la realtà è questa. A 18 anni, fresco di maturità classica, ho visto l’invasione della Cecoslovacchia, il presidente Alexander Dubček ordinò la resa evitando milioni di morti. Perchè dico questo ? Ora quelle rupubbliche sono in UE, fanno parte della Nato e vivono in democrazia. L’unico martire Jan Palach che si diede fuoco il 16 gennaio 1969 a Praga, in Piazza San Venceslao, come protesta estrema contro l’occupazione sovietica e la fine della Primavera di Praga. In quasi 4 anni di guerra sono morti più di un milione di ragazzi, russi e ucraini, con sofferenze incredibili per la popolazione civile. E’ arrivato il momento di non aggiungere benzina sul fuoco. Questo è il mio libero pensiero

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