Fine del diritto internazionale.

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Motivazioni prevalentemente economiche e riedizione della Dottrina Monroe.Trecento miliardi di barili che valgono 21 miliardi di dollari. USA con debito sui quali pagano interessi superiore a quanto spendono per spese militari. 

Un’aggressione al Venezuela conferma la tendenza imperialista dell’amministrazione Trump. Repubblicani o democratici, Bush oppure Obama, lo spartito che suonano gli USA è sempre lo stesso. La ragione fondamentale dell’attacco è mettere mano sulle ingenti risorse petrolifere. L’aggressione ha anche altre implicazioni: la riedificazione della “Dottrina Monroe” che, sintetizzando, è lo strumento ideologico per giustificare l’ingerenza statunitense in America Latina. Messaggio chiaro ai paesi del Sudamerica: “convergenza” o  quello che è successo al Venezuela succederà anche a voi.

Diritto internazionale

Frantumate le regole del diritto internazionale, considerato che c’è stata un’aggressione diretta dell’esercito USA. E ancora: l’arresto di Maduro è un messaggio a quei paesi sudamericani che volevano aderire ai BRICS. Va anche osservato che  la situazione economica del Venezuela è  disperata: dopo 11 anni di regime sotto la guida di Maduro, il prodotto interno lordo si è ridotto del 75% e l’inflazione, al pari dell’Argentina, resta tra le più alte dell’America Latina. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, circa 8 milioni di persone hanno già lasciato il paese per sottrarsi alla crisi economica e alla repressione, e quel numero è destinato inesorabilmente ad aumentare (soprattutto verso la Colombia). Nella classifica dei paesi più corrotti al mondo, stilata da Transparency International, il Venezuela occupa il 177° posto su 180 paesi.

Il dopo Maduro ?

Ora cosa succede? L’alba di una transizione o l’inizio di un caos? Chi sarà il successore di Maduro? Emblematiche le affermazioni di Trump: “Governeremo il Paese fino a quando non ci sarà una transizione sicura e corretta”. A Trump  della democrazia se ne sbatte. Strumentalmente, e lo afferma, ritiene il Venezuela  responsabile del traffico illecito di droga, soprattutto cocaina e fentanyl, negli Stati Uniti. Al 23 dicembre, gli Stati Uniti hanno colpito 29 imbarcazioni senza l’approvazione del Congresso e senza presentare prove. Il fentanyl è prodotto principalmente in Messico ed entra negli Stati Uniti attraverso il confine meridionale. Colombia, insieme a Perù e Bolivia, produce la gran parte della cocaina destinata al mercato statunitense, che passa tipicamente attraverso Colombia, Perù ed Ecuador.Trump ha graziato l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, che stava scontando negli Stati Uniti una condanna a 45 anni per aver trafficato quasi 400 tonnellate di cocaina nel Paese.

Primo paese per riserve di petrolio

Nel 2025, il Venezuela guida la classifica mondiale con circa 303 miliardi di barili di riserve provate, seguito dall’Arabia Saudita con 267 miliardi e l’Iran con circa 209 miliardi, cifre che insieme rappresentano oltre il 50% degli 1,5–1,6 trilioni di barili stimati globalmente. Il tesoro venezuelano vale oltre 21.000 miliardi di dollari. Giacimento di petrolio che si trova sulla costa caraibica e quindi “vicino” alla costa USA, dove si trovano le più grandi raffinerie USA

Debito pubblico USA

Gli USA hanno un “problema di debito galoppante”, come spiegato da un autorevolissimo Kenneth Rogoff. Nel 2025, il debito pubblico USA  ha superato i 38 miliardi di dollari; Washington ora spende più soldi per il servizio del debito che per la difesa.  Quando il tasso medio pagato aumenta dell’1%, ciò si traduce in 370 miliardi di dollari in più di interessi annuali che il governo deve sostenere. Nell’anno fiscale 2024, gli Stati Uniti hanno speso 850 miliardi di dollari per la difesa, più di qualsiasi altro Paese, ma hanno speso una somma ancora maggiore, 880 miliardi di dollari, per gli interessi. A maggio 2025, tutte le principali agenzie di rating avevano declassato il debito statunitense, e tra le banche e i governi stranieri che detengono migliaia di miliardi di dollari di debito statunitense cresce la percezione che la politica fiscale del Paese possa essere fuori controllo. Trump addossa la colpa degli alti tassi al Consiglio della Federal Reserve. La Federal Reserve controlla il tasso di interesse overnight, ma i tassi a lungo termine sono fissati da vasti mercati globali. Se la Fed fissa il tasso overnight a un livello troppo basso e i mercati prevedono un aumento dell’inflazione, anche i tassi a lungo termine aumenteranno. Uno dei motivi principali per cui i governi hanno una banca centrale indipendente è proprio quello di rassicurare gli investitori sul fatto che l’inflazione rimarrà contenuta e quindi manterrà bassi i tassi di interesse a lungo termine. Se Trump  dovesse agire per minare l’indipendenza della Fed, ciò finirebbe per aumentare i costi di indebitamento del governo, non per ridurli.

Insolvenza USA?

Sapete questo falso liberista cosa ha pensato  qualora l’acquisizione del controllo della Fed non fosse sufficiente?  Il cosiddetto Accordo di Mar-a-Lago del  novembre 2024. Ideatore Miran, capo del Consiglio dei Consulenti Economici di Trump, suggerisce che gli Stati Uniti potrebbero selettivamente non onorare i pagamenti alle banche centrali e ai titoli del Tesoro esteri che detengono migliaia di miliardi di dollari. Che la proposta sia stata presa sul serio o meno, la sua stessa esistenza ha scosso gli investitori globali e difficilmente verrà dimenticata.

Foto : Times

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