Incredibilmente quella che è l’arte nobile che caratterizza l’uomo, la sua essenza, l’essere cioè come diceva Aristotele un animale politico, oggi, nel nostro paese, viene rifiutata, soprattutto dalle nuove generazioni, con un astensionismo che testimonia una assoluta presa di distanze.
I partiti non sembrano invece, né preoccupati, nè interessati al fenomeno, accontentandosi di una maggioranza della minoranza, insomma amministrando una vera sconfitta della politica che a parole invece dicono di amare.
Io ho sempre amato la politica, perché ho sempre creduto nelle capacità dell’uomo di ragionare, di pensare, di crescere, di costruire, di volere sempre una società, un mondo migliore.
La politica, nella sua eleganza, nel suo fascino, nei suoi modi persuasivi l’ho incontrata e amata, prima dentro le mura domestiche, a tavola, in salotto attraverso i racconti di papà, di nonno, attraverso il confronto tra le loro idee diverse.
La politica l’ho incontrata ed amata anche tra i banchi di scuola quando si faceva meno elegante, più aggressiva, meno disposta al dialogo, anzi.
La politica l’ ho incontrata ed amata nelle piazze, nei conflitti, negli scontri perché lì sapevo che c’erano le risposte a tante speranze e tanti bisogni.
La politica l’ho incontrata e amata nelle pagine dei giornali, nei confronti televisivi, nei dibattiti pubblici, in assemblee infuocate, nei comizi in piazze affollate.
La politica l’ho incontrata ed amata in parlamento attraverso politici di grande levatura e spessore.
Insomma la politica l’ho incontrata e amata là dove con modalità diverse, il pensiero, la cultura si è confrontata per dare seguito ad un sogno, costruire la storia, una società a misura d’uomo.
Oggi davanti ai limiti dei partiti, come per tutte le altre grandi questioni del nostro paese, e non solo, si ragiona sui sintomi, mai sulla malattia, che è causa della sintomatologia.
Così vale per l’economia, per la sanità, per la scuola, insomma un confronto scontro fatto di slogan, insulti senza guardare al bene comune che nasce dal dialogo, su una visione della vita che ponga al centro la persona, le sue libertà e non una ideologia, un interesse di parte.
Vale la pena ricordare quanto detto dal presidente Mattarella nel suo messaggio di fine anno “La repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità”
Forse in questo richiamo si nasconde la disaffezione dei tanti, che si sentono esautorati da uno stato, di cui si percepisce la partitocrazia, che decide tutto, espropriando di fatto la libertà delle persone e le autonomie.
Tuttavia i partiti oggi sembrano impreparati a questa svolta, ed ecco perché c’è bisogno della società civile, del mondo della cultura, dei giovani,
Occorre immaginare una nuova, grande costituente, lo “shadow parlamento” che rappresenti il paese reale e che alla luce delle problematiche odierne trovi un percorso capace di guarire la malattia e non solo i sintomi che affliggono il nostro paese.
Occorre individuare la malattia e la sua patogenesi, abbastanza evidenti, del nostro sistema Sanitario, piuttosto che confrontarsi e scontrarsi sui sintomi, su tecnicismi insignificanti, occorre andare alla fonte del malessere, come suggerisce un’autorevole opinionista del Corriere della Sera, come Sergio Harari, “ siamo ancora lontani da una visione complessiva di riordino e governo del nostro Servizio sanitario di cui abbiamo un gran bisogno”.
Insomma se i partiti non sono in grado, o non vogliono, sia la società civile, con i giovani in testa, con laicità ed onestà intellettuale a farsi avanti con coraggio, fiducia, perché questa è la politica che conosco, ho amato, amo e amerò.
Buon anno a tutti.
Giuseppe Failla















