Protocollo triennale su guida, patenti speciali e accessibilità
Di Enrica Marcenaro
GENOVA – Guidare, rinnovare una patente speciale, muoversi senza dover ogni volta ricominciare da capo. Per molte persone con disabilità la mobilità non è un dettaglio, ma ciò che rende possibile lavorare, curarsi, mantenere relazioni. È partendo da questa dimensione concreta che AISM e ANGLAT hanno firmato a Genova un protocollo d’intesa triennale.
L’accordo mette insieme due esperienze diverse ma complementari. AISM rappresenta le persone con sclerosi multipla e patologie correlate e lavora da anni per trasformare i diritti riconosciuti in possibilità reali. ANGLAT, attiva dal 1980, accompagna le persone nei percorsi legati alla guida, alle patenti speciali, agli adattamenti dei veicoli e al rapporto con le Commissioni Mediche Locali. Il protocollo nasce per provare a rendere questi percorsi meno diseguali e meno opachi.
Al centro c’è un’idea semplice che la mobilità è una parte essenziale del Progetto di Vita. Non riguarda solo lo spostamento fisico, ma tutto ciò che lo spostamento rende possibile. Per questo una parte rilevante dell’intesa riguarda la guida e il rinnovo delle patenti speciali, soprattutto mentre sono in corso le revisioni del Codice della Strada. L’obiettivo non è facilitare, ma rendere le procedure più giuste, basate su valutazioni competenti e personalizzate.
Il presidente nazionale di AISM, Francesco Vacca, ha richiamato la propria esperienza diretta, sottolineando quanto la possibilità di guidare e di accedere a informazioni chiare sui propri diritti incida sull’autonomia, sul lavoro e sulle relazioni. Sulla stessa linea il presidente di ANGLAT, Claudio Puppo, che ha ricordato come spesso la mobilità sia la porta di accesso a tutti gli altri diritti.
Il protocollo è sottoscritto da AISM anche nell’interesse di AINMO, ampliando l’accordo alle persone con Neuromielite Ottica, MOGAD e patologie rare correlate. Prevede inoltre un lavoro congiunto sull’accesso alle informazioni, dal Contrassegno Unificato Disabili Europeo alle agevolazioni fiscali per l’acquisto e l’adattamento dei veicoli, oltre a iniziative di formazione e sensibilizzazione.
Un accordo operativo, dunque, che prova a intervenire su regole e procedure che, ancora oggi, rendono la mobilità un percorso a ostacoli.
















