Mercosur e Italia: un accordo da guardare con attenzione
L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – è stato presentato come una grande vittoria per le nostre imprese e per l’Italia in generale. E in parte lo è, perché finalmente si aprono mercati nuovi e importanti per le esportazioni italiane, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere quota 700 miliardi di euro. Ma attenzione a non lasciarci trasportare dall’entusiasmo a scatola chiusa.
Strategia contro il dumping
Non è un mistero che le trattative sono state lunghe e complicate, e forse non poteva essere altrimenti: mettere d’accordo quattro Paesi sudamericani con l’intera UE è un’impresa titanica. Il fatto che il nostro Sistema Paese sia riuscito a ottenere tutele per l’agricoltura italiana è senz’altro un successo. I nostri agricoltori, i veri custodi della qualità e delle tradizioni che contraddistinguono il Made in Italy, erano sul piede di guerra contro un possibile dumping o l’ingresso incontrollato di prodotti con standard produttivi inferiori.
Ma questo non significa che si possa abbassare la guardia. Il rischio è che, una volta firmato, l’accordo venga usato come scudo per giustificare aperture indiscriminate. In Brasile, ad esempio, sappiamo bene che la situazione ambientale è critica: la deforestazione della foresta amazzonica è una questione che riguarda tutto il pianeta, e l’UE non può permettersi di chiudere un occhio in nome del commercio.
Il controllo della EU
C’è poi la questione sociale: il rispetto dei diritti dei lavoratori in quei Paesi spesso lascia molto a desiderare. Se l’Europa vuole essere coerente con i suoi valori, dovrà vigilare affinché questi aspetti non vengano sacrificati sull’altare degli affari.
Priorità ad innovazione, sostenibilità e digitalizzazione
Infine, l’accordo rappresenta anche una sfida per le nostre imprese: il mercato sudamericano è ricco di potenzialità, ma per competere davvero servirà investire su innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Solo così il Made in Italy potrà continuare a essere sinonimo di eccellenza, non solo in Europa ma anche oltre oceano.
Insomma, il Mercosur può essere un’opportunità, ma è un’opportunità da gestire con intelligenza e lungimiranza. Nessun trionfalismo, nessun passo indietro sulle nostre tutele. È questo il compromesso che dobbiamo pretendere.













