Carcere, lavoro e dignità a Milano, in Confcommercio: tra i relatori Biagio Maimone. “La comunicazione come diritto umano fondamentale”
Di Redazione Il Corriere Nazionale
Del 13 Gennaio 2026 alle ore 10:00
Carcere, lavoro e dignità a Milano, in Confcommercio: tra i relatori Biagio Maimone. “La comunicazione come diritto umano fondamentale”
Il giornalista Biagio Maimone ha mostrato come la comunicazione possa diventare uno strumento concreto di umanizzazione, ascolto e prevenzione del disagio nelle carceri.
MILANO – Si è svolto oggi pomeriggio, presso la Sala Turismo della sede di Confcommercio in Corso Venezia 47 a Milano, il convegno nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere: il ruolo dei commercialisti nel percorso di recupero umano, spirituale e sociale”, promosso da Milano PerCorsi. L’iniziativa ha coinvolto istituzioni, professioni, imprese, terzo settore e mondo dell’informazione, diventando uno dei principali momenti di confronto pubblico del 2026 sul sistema penitenziario italiano.
Al centro del dibattito c’è stata la funzione rieducativa della pena, sancita dall’articolo 27 della Costituzione, e la necessità di ripensare il carcere come spazio di recupero umano, sociale e lavorativo, capace di restituire dignità, responsabilità e prospettive future alle persone detenute.
Il convegno nasceva da una emergenza nazionale: il sistema penitenziario italiano versa in crisi estrema. I dati su suicidi, tentativi di suicidio e atti di autolesionismo descrivono una realtà drammatica e inaccettabile. Il sovraffollamento cronico rende le condizioni di vita dei detenuti insostenibili, trasformando le carceri in luoghi di emergenza permanente. È emersa con forza la necessità di un intervento urgente da parte dello Stato, questione di responsabilità istituzionale, giuridica e morale.
La comunicazione è stata analizzata come dimensione centrale del recupero umano. Non come semplice strumento informativo, ma come relazione, ascolto, riconoscimento e presenza qualificata. L’assenza di dialogo, la solitudine istituzionale e la carenza di figure professionalmente formate contribuiscono in modo determinante al disagio psicologico delle persone detenute, aumentando il rischio di gesti estremi. Una comunicazione fondata sul rispetto della dignità umana e sulla costruzione di legami autentici rappresenta una delle più efficaci forme di prevenzione del suicidio e di umanizzazione della pena.
Tra gli interventi di maggiore rilievo si è collocato quello di Biagio Maimone, giornalista e scrittore, che ha evidenziato il ruolo della comunicazione come diritto umano fondamentale nei contesti di privazione della libertà.
Maimone ha spiegato come la parola sia spazio di riconoscimento dell’identità, strumento di relazione e condizione essenziale per la sopravvivenza psicologica della persona detenuta. L’impossibilità di comunicare il proprio disagio e di essere riconosciuti come esseri umani è una delle principali cause di isolamento, crollo emotivo e, nei casi più estremi, di suicidio in carcere.
Ha proposto un modello innovativo con la presenza qualificata di professionisti della comunicazione e del giornalismo all’interno delle carceri, capaci di creare spazi di ascolto e di restituzione pubblica della realtà detentiva. Dare voce a chi non ce l’ha restituisce dignità, riattiva il senso di responsabilità personale e consente alla persona detenuta di percepirsi nuovamente parte della comunità.
Biagio Maimone è Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, che opera nei contesti di maggiore fragilità sociale e umana. Il suo intervento si è collegato ai Diritti Umani universali, alle Regole Mandela e all’articolo 27 della Costituzione, riaffermando che la pena, per essere legittima, deve preservare la dignità della persona.
Accanto alla comunicazione, il convegno ha posto con forza il tema del lavoro, non come semplice opportunità occupazionale, ma come elemento strutturale del percorso di recupero umano e sociale. Il lavoro restituisce responsabilità, autonomia e riconoscimento sociale, rafforza il senso di appartenenza alla comunità e riduce concretamente il rischio di recidiva.
In questa prospettiva, il ruolo dei commercialisti, delle professioni economiche e giuridiche, delle imprese e del terzo settore assume un valore strategico nella costruzione di percorsi di formazione, inserimento e accompagnamento al lavoro delle persone detenute ed ex detenute.
L’iniziativa si è collocata nel solco dei Diritti Umani universali e delle Regole Mandela, che riconoscono la dignità intrinseca di ogni persona detenuta e affermano che la pena deve perseguire finalità rieducative e di reinserimento sociale. Pur mantenendo un’impostazione rigorosamente laica, il convegno ha accolto una riflessione sulla dimensione spirituale ed esistenziale come elemento di sostegno nei percorsi di recupero umano, richiamando il principio secondo cui la dignità non si perde mai, neppure dopo l’errore più grave.
Il confronto ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, delle professioni, del giornalismo, del mondo imprenditoriale e del terzo settore. Dopo i saluti istituzionali di Elbano De Nuccio, Presidente Nazionale dei Dottori Commercialisti, Francesco Caroprese, Vicepresidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Antonio Uricchio, Presidente ANVUR, Massimo Molla, Presidente di Italia Professioni, Edoardo Ginevra, Presidente Nazionale AIDC, e Marcello Guadalupi, Presidente di Milano PerCorsi Srl – Impresa Sociale, i lavori sono entrati nel vivo con interventi significativi.
Il tema della sicurezza e della gestione penitenziaria è stato affrontato da Amerigo Fusco, Primo Dirigente del Corpo di Polizia Penitenziaria, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà operative quotidiane e sull’importanza di affiancare alla funzione custodiale un autentico progetto rieducativo, a tutela sia del personale sia delle persone detenute.
Un ruolo centrale è stato attribuito al mondo dell’informazione. Marco Scotti, Direttore di Affaritaliani.it, Gianni Todini, Direttore dell’Agenzia Askanews, Nicola Saldutti, Caporedattore Economia del Corriere della Sera, Antonetta Carrabs, giornalista e direttore responsabile editoriale di Oltre i Confini Magazine, e Fulvio Fulvi, giornalista di Avvenire e scrittore, hanno sottolineato come il carcere sia rimasto troppo spesso ai margini del racconto pubblico, alimentando invisibilità e disinformazione, e come sia necessario un giornalismo capace di restituire complessità, umanità e responsabilità sociale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del lavoro e del reinserimento sociale. Gianmarco Invernizzi, commercialista, Pietro Latella, consulente del lavoro, ed Enea Trevisan, fondatore di Ealixir Inc., hanno evidenziato come il lavoro rappresenti uno dei pilastri fondamentali per ridurre la recidiva, restituire dignità e favorire un reale percorso di autonomia per le persone detenute ed ex detenute. Sul versante dell’impegno sociale e imprenditoriale, Hector Villanueva, CEO e Founder dell’Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, e Massimiliano Fantini, dell’Associazione Seconda Chance – Lombardia, hanno portato esperienze concrete di collaborazione tra imprese, terzo settore e sistema penitenziario, dimostrando come l’inclusione lavorativa sia possibile quando istituzioni e società civile operano in sinergia.
Al termine dei lavori, Milano PerCorsi ha predisposto un documento conclusivo di raccomandazioni operative da sottoporre alle istituzioni, al mondo imprenditoriale e al terzo settore, con l’obiettivo di promuovere politiche efficaci di comunicazione, prevenzione, inclusione e reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute ed ex detenute. L’obiettivo complessivo è stato quello di contribuire alla costruzione di un modello di sistema penitenziario orientato al recupero umano, educativo e sociale, riaffermando che senza dignità non può esserci sicurezza, senza lavoro non può esserci reinserimento, senza comunicazione non può esserci umanità.
Last modified: Del 13 Gennaio 2026 alle ore 10:00















