La Longevità non è una Cuccagna

Longevità, prevenzione & stili di vita

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Un’alimentazione senza regole è il sogno di tanti ma una Direzione di Longevità richiede almeno 12 ore di digiuno al giorno

Il Paese della Cuccagna nell’immaginario XII e XIV secolo

Il pais de Coquaigne nasce dalla fantasia di racconti popolari francesi come antidoto alla paura della fame, dopo la grande disponibilità di carne del 1250 arrivano le carestie e la scarsa disponibilità anche del solo pane. 

Re e nobili però erano grassi e  considerati sacri con poteri terapeutici miracolosi, già Carlo Magno divorava enormi quantità di carne ogni giorno, Carlo III era soprannominato Carlo il Grosso e in Filippo e il figlio Luigi VI anche lui detto il grosso, mangiavano così tanto da non riuscire ad alzarsi tanto che morirono entrambi di grassezza.

Il popolino invece poteva solo sognare il paese della Cuccagna con muri di spigole e salmoni, tetti di salame e prosciutti e grasse oche che circolavano da sole per essere catturate.

Nel sogno di felicità anche quella di una sessualità libera e appagante che non si poteva che accompagnare a una eterna giovinezza.

Fortunatamente oggi la situazione è cambiata e almeno la paura della fame non appartiene al nostro mondo industrializzato, però gli eccessi sono in agguato e gli esperti consigliano di digiunare per un certo numero di ore al giorno. Il prof. Valter Longo nel suo ultimo libro “Il Peso della Longevità”, consiglia di fare colazione alle 8,00 e cenare alle 20,00, astenendosi dal cibo per 12 ore.

Per una sana Direzione di Longevità, particolarmente consigliata è la prima colazione che appartiene poco al nostro stile di vita, molti adulti, adolescenti e bambini tendono spontaneamente a non fare colazione per vari motivi: mancanza di tempo, scarso appetito al mattino o abitudini familiari consolidate nel tempo. Tuttavia, la colazione è un pasto fondamentale, che dovrebbe fornire almeno il 15% del fabbisogno energetico giornaliero.

IA PH

Dati pubblicati indicano che saltare la colazione provoca picchi significativamente più alti di zucchero nel sangue, cioè di glicemia, ed elevati picchi di insulina, oltre a una maggiore sensazione di fame prima del pranzo. Gli adolescenti sono anche più penalizzati da disturbi dell’umore e della concentrazione mentre per gli adulti con rischio cardiovascolare si prospetta un aumento di mortalità.

Da Il peso della Longevità di V. Longo

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