Stati canaglia

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Attacco alla Federal Reserve , all’ex capo dell’FBI , alla Nasa, all’agenzia per l’Ambiente , al Venezuela , alla Nigeria , alle università come Harvard e Columbia. Minacce di intervento per Groenlandia, Iran, Messico, Columbia Cuba. Discriminazione dei giornali come Wall Street Journal e New York Times . Abuso di potere e la ragione del più forte sono i caratteri della trasformazione degli USA amministrazione Trump , in un nuovo colonialismo e imperialismo. Omissioni e opacità sullo scandalo Epstein

 

Il termine “rouge” viene generalmente tradotto come “canaglia” per evidenziare la malafede del soggetto a cui è riferito. Questo termine è riservato anche agli Stati che consapevolmente non rispettano il diritto internazionale, un atteggiamento da “stato canaglia” per perseguire vantaggi in ambito internazionale e il rafforzamento del governo nella politica interna. L’abuso di potere e la ragione del più forte caratterizzano gli stati canaglia. Smantellare lo stato di diritto e non rispettare, nelle relazioni internazionali, il sistema di norme e principi volti a regolare i rapporti tra Stati, confermano gli Stati Uniti nel ruolo di stato canaglia. Il presidente Trump governa attraverso ordini esecutivi.

Nel 2025  ha firmato 230 ordini esecutivi, un’espansione del potere del presidente che trascina gli Stati Uniti nel gorgo oscuro dell’autoritarismo, facendo dimenticare gli USA come paese della democrazia, dei diritti e della libertà.

Attacco alla FED

L’ultimo episodio di Trump è l’attacco  al presidente della Federal Reserve, Powell, attraverso il Dipartimento di Giustizia con l’apertura di un’inchiesta penale sulla ristrutturazione della sede centrale della FED a Washington. La ristrutturazione prevede l’ampliamento e la modernizzazione del Marriner S. Eccles Building, costruito nel 1935, e di un altro edificio su Constitution Avenue, costruito nel 1932. La Fed ha affermato che nessuno di questi edifici è stato “completamente ristrutturato” dalla loro costruzione, avvenuta quasi 100 anni fa. È la prima volta nella storia che un presidente della banca centrale USA è oggetto di un’indagine penale. Powell ha risposto duramente, accusando l’amministrazione di usare minacce legali come “pretesti” per costringere la banca centrale a cedere alla richiesta del presidente di ridurre i tassi di interesse. L’obiettivo di Trump sono le dimissioni di Powell e quindi la fine dell’indipendenza della banca centrale. Immediata la risposta degli investitori sui beni rifugio: oro a 127 euro al grammo!

Il Dipartimento di Giustizia

Non è la prima volta che Trump si affida al  Dipartimento di Giustizia per perseguire i propri avversari politici. Due dei principali obiettivi di Trump, l’ex direttore dell’FBI James B. Comey e Letitia James, procuratore generale di New York, sono stati oggetto di indagini simili da parte del Dipartimento di Giustizia.

Powell ha ricevuto un’ondata di sostegno. Lunedì, tutti gli ex presidenti della Fed ancora in vita e diversi ex segretari del Tesoro hanno firmato una dichiarazione a sostegno dell’indipendenza della Fed, descrivendo la mossa del Dipartimento di Giustizia come un “tentativo senza precedenti di usare attacchi giudiziari per indebolirla”. Trump ha tentato di estromettere anche Lisa Cook, governatrice della FED.

Ha licenziato 17 ispettori generali, che verificavano la  legalità nell’azione del governo. Non è la prima volta che l’amministrazione si affida al peso del Dipartimento di Giustizia per perseguire i propri avversari politici. Due dei principali obiettivi di Trump, l’ex direttore dell’FBI James B. Comey e Letitia James, procuratore generale di New York, sono stati oggetto di indagini simili da parte del Dipartimento di Giustizia. Ha preso di mira gli studi legali che in passato hanno rappresentato figure e battaglie a lui non gradite. Ha bloccato o minacciato di bloccare i finanziamenti federali a decine di università, tra queste Harvard e Columbia, accusate di antisemitismo e di adozione di politiche DEI (“diversity, equity, inclusion”).

Il sondaggio

Il recente sondaggio pubblicato dal Guardian  fotografa comunque sentimenti che mostrano come, a meno di un anno dall’entrata alla Casa Bianca, Donald Trump sia circondato da un generale pessimismo. Il 45% degli americani pensa che la propria sicurezza finanziaria sia a rischio, di fronte al 20% che ritiene sia in questi ultimi mesi migliorata. Il 57% è convinto che gli Stati Uniti siano in recessione, ma lo scorso febbraio, lo pensava l’11%. Gli Stati Uniti non sono però in recessione e l’economia USA è cresciuta del 4,3% durante l’estate. Emerge in politica internazionale un profilo imperialista e molti credono che voglia rompere l’attenzione sui problemi interni e l’indagine Epstein, segnata da scomparsa di documenti e omissioni. Le mani sul petrolio venezuelano e sulle risorse minerarie della Groenlandia ne sono la prova. Altre enormità? Il perdono ai condannati per l’attacco al Congresso del 6 gennaio. Trump minaccia tutti i giornalisti che gli pongono domande non gradite. Una spregiudicata azione con richiesta di milioni di dollari e preclusione di entrata alla Casa Bianca alla Paramount, al New York Times, al Wall Street Journal. Il tutto a favore di giornali amici.

Le minacce

Ha dato il suo nome al Kennedy Center, luogo di arte e cultura. Sembra che queste azioni coincidano col programma della Heritage Foundation: un programma decisamente autoritario. Ha tagliato le tasse ai ricchi ed eliminato moltissimi sussidi alla sanità. L’attacco alla scienza si concretizza attraverso l’uscita dall’accordo sul clima di Parigi e la distruzione delle norme ambientali. Trump ha praticamente innescato una crisi con l’Europa, aggredito il Venezuela, minacciato interventi a Cuba, Colombia, Messico, Iran e Nigeria.

Epstein

Si contano circa 500 azioni legali contro il governo Trump. Un presidente che si è opposto con tutti i mezzi alla divulgazione dei file sul caso Epstein. L’intero Congresso ha votato a favore dell’“Epstein Files Transparency Act”, che chiede al Dipartimento di Giustizia la pubblicità di video e documenti che trattano degli abusi sessuali di Epstein. Inoltre, enormità agghiaccianti per un presidente USA: definire la Somalia “spazzatura” e il bombardamento della Nigeria un “regalo di Natale”. Stati Uniti da regime democratico a regime autocratico? Crollo verticale della popolarità al 36% a dicembre. A novembre, nelle elezioni di medio termine, verificheremo se i repubblicani manterranno ancora la maggioranza alla Camera. Si profilano eventi terribili per gli USA: quale potrebbe essere la reazione di un Trump “imbrigliato”?

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