L’incerto futuro del Venezuela

Interviste & Opinioni

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di Blanca Briceño*

Il 3 di gennaio 2026 le forze armate degli Stati Uniti prelevano dal loro bunker Nicolàs Maduro e sua moglie, l’avvocata Cilia Flores, trasferendoli a New York dove affronteranno un processo.

Nel dossier federale le accuse per narcoterrorismo, cospirazione e crimine organizzato, connessioni con le rotte della cocaina, traffico d’armi e legittimazione di capitali. Maduro si è presentato nella giurisdizione del Distretto Sud di New York dichiarandosi innocente e prigioniero di guerra.

Non essendoci un’ambasciata del Venezuela negli EEUU, avrà come referente Samuel Moncada rappresentante della tirannide chavista all’ONU. Un processo che non ha precedenti e che mostrerà il regime venezuelano che da annidenunciamo: Una struttura criminale transnazionale usurpatore della Nazione venezuelana. Un processo lungo, dove si confronteranno non solo il Pubblico Ministero e la Difesa (rappresentata da un eccellente studio di avvocati, quelli di Assange), ma anche testimoni chiave, già funzionari del regime, operatori del narcotraffico, testimoni sotto protezione, cooperanti, oltre alle evidenze di carattere finanziario e documentale.

Maduro dovrà parlare di delazioni, della storica corruzione, dei legami con le guerriglie colombiane e le rispettive dissidenze dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), e delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane). 

Il processo potrebbe segnare un duro colpo al regime ma il risultato non è prevedibile, può succedere di tutto, le possibilità: dall’ergastolo alla libertà, sono alternative possibili. Una cosa è certa; Maduro conosce tutto della tirannide criminale e della criminalità internazionale presente in Venezuela.

AiresVencertamente non canta vittoria: la presidenza temporale della vicepresidente Delcy Rodrìguez significa più una sostituzione all’interno del regime che l’avvio di un processo di transizione verso il rinnovo della Repubblica. La situazione attuale non corrisponde ai titoli dei giornali che parlano di “Libertà” o “Liberazione”.

Il governo degli EEUU, già da tempo, ha portato avanti negoziazioni con i fratelli Rodriguez (Delcy e Jorge) rappresentanti uno dei quattro poli di potere nel Paese. L’estradizione di Maduro e consorte ne debilita uno solo, rimanendo il ministro della Difesa Vladimir Padrino Lòpez e il ministro dell’Interno, Pace e Giustizia Diosdado Cabello.

L’alternativa di Trump era ovvia; fallite le precedenti trattative con il Padrino, scartate quelle con Diosdado Cabello, rimaneva solo l’opzione dei Rodrìguez, con i quali erano già avviate delle trattative, intermediate dal Regno del Qatar, e culminate con la consegna di Maduro e Flores.

Delcy Rodriguez ha prestato giuramento come presidente temporaneo e, se rimanesse il fratello alla presidenza dell’Assemblea Nazionale, sarebbe il sostituto privilegiato, quindi una modalità di successione. Per ora, la struttura del regime è rimasta intatta e mantiene il controllo del potere.

Se il programma politico degli Stati Uniti rispetto all’attuale situazione del Venezuela, oggi sotto il loro governo, fosse quello di una reale transizione, allora si potranno indire delle elezioni e anche gli attuali gruppi d’opposizione e nuove candidature potranno partecipare.

Da tempo AiresVen sostiene la pericolosità, rappresentata dal Venezuela nel continente e a livello internazionale, dai legami con CubaNicaraguaIranCinaTurchia eRussia.

Per approfondire le ragioni dell’intervento nordamericano ricordiamo che il presidente Donald J Trump ha dichiarato di voler combattere il narcotraffico e garantire stabilità e sicurezza. Nella realtà, gli Stati Uniti si trovano ad avere nel Venezuela quattro nazioni nemiche, attive con le loro basi e interessi, che rappresentano una grave minaccia per la stabilità dell’emisfero.

1.- Cina: sfruttamento delle terre rare nella zona che si chiama “L’Arco minero” (Guayana), oltre al petrolio.

2.- Iran: non solo uranio, terre agricole e contratti per 20 anni di reciproca collaborazione, presenza dei suoi proxit sul territorio nazionale e la fabbricazione in Venezuela di droni di lunga portata.

3.- Russia: accordi militari che non si limitano all’acquisto di armamenti, ma a consulenze, sistemi di difesa, servizi di intelligenza e sicurezza.

4.- Cuba: la sudditanza e il controllo di aree importanti dello Stato.

AiresVen considera che la sostituzione dei suddetti personaggi non è ancora transizione, si augura che il processo all’illegittimo Nicolàs Maduro Moros possa rivelare molto sull’occulto regime, consentendo così lo sgretolamento dell’eredità di Chàvez facendo spazio alla nascita della Nuova Venezuela.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” Giovanni 8:32

* Cofondatore del Gruppo AiresVen – Apoyo Internacional a la Resistencia Venezolana

www.societalibera.org

 

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