L’unione europea e i Paesi del Mercosur hanno siglato un accordo commerciale che riguarda circa 700 milioni di consumatori. L’intesa, frutto di 26 anni di negoziati, è stata appena firmata alla presenza della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del presidente di turno dell’alleanza Mercosur, il padrone di casa, il leader paraguayano Santiago Peña, in un luogo dall’alto valore simbolico: l’anfiteatro del Banco Central de Paraguay, dove nel 1991 si firmò il “Trattato di Asunción” che fece nascere il Mercosur da parte dei capi di Stato di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. “Questo accordo invia un segnale forte al mondo riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali, scegliamo una partnership produttiva e a lungo termine e, soprattutto, intendiamo offrire vantaggi reali e tangibili ai nostri cittadini e alle nostre aziende”, ha affermato von der Leyen, evidenziando che “creiamo la più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale, con opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini”. Ma gli agricoltori hanno già annunciato battaglia convocando una manifestazione per il prossino 20 gennaio a Bruxelles proprio per contestare i termini dell’accordo, malgrado abbiano ottenuto tutte le clausole di salvaguardia richieste espressamente dal nostro paese.
L’Italia, infatti, è diventato a tutti gli effetti l’ago della bilancia tra i paesi contrari alla firma, come Francia Polonia, Austria e Ungheria e quelli invece favorevoli, guidati da Germania e Spagna. Ed è per questo motivo che la presidente Von der Leyen ha voluto in tutti modi cercare di agevolare le richieste italiane.
Si è trattato quindi di una grande vittoria diplomatica del nostro paese, che ha saputo fare un grande gioco di squadra. Tutto quindi sembra pronto per la firma su un patto che può certamente rappresentare una svolta non solo dal punto di vista commerciale per un‘Europa, che sembra sempre più isolata nel
contesto geopolitico che si sta creando. In buona sostanza, l’ accordo con il Mercosur è un’ iniziativa che viene appoggiata dai grandi produttori europei, che vedono nell’America Latrina un importante sbocco per i loro prodotti. Come ha detto anche il vicepresidente esecutivo della Ue, Raffale Fitto “Oggi è stato firmato l’accordo con il Mercosur. Un’intesa importante e bilanciata, i cui benefici non sono solo economici, ma anche geopolitici e di stabilità delle relazioni internazionali. L’accordo rafforza la posizione della Ue, in uno scenario globale sempre più complesso e apre nuove opportunità concrete per i nostri territori e le nostre imprese” jha scritto su X Fitto.
L’accordo libera dai dazi oltre il 90% degli scambi commerciali tra UE e Mercosur. Da una parte favorisce le esportazioni europee di automobili, macchinari, prodotti chimici, vini e alcolici e dall’altra facilita l’accesso al mercato europeo per carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericani.
L’intesa crea una delle più grandi zone di libero scambio al mondo. Infatti coinvolge Stati che un’importante fetta del PIL mondiale e da essa è previsto che nasca un mercato da oltre 700 milioni di consumatori. Inoltre, arriva in un periodo di dazi doganali extra imposti dal presidente statunitense Donald Trump. Tutte le principali associazioni produttive si sono dichiarate soddisfatte per un accordo che attendevano da 26 anni.
Ma si tratterà adesso di far digerire l’accordo anche agli agricoltori, che temono la concorrenza sleale dei grandi latifondisti sudamericani,
Secondo le stime della Commissione, le esportazioni dell’Ueverso i Paesi del Mercosur dovrebbero aumentare del 39% (48,7 miliardi di euro) entro il 2040, mentre le importazioni dall’America Latina aumenterebbero del 16,9% (8,9 miliardi di euro). Tuttavia, come ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron su X la scorsa settimana, “la firma dell’accordo non segna la fine della storia”.
Dopo la firma dell’accordo, la palla passa al Parlamento europeo. La ratifica richiede il consenso dei legislatori e gli eurodeputati rimangono divisi in gran parte lungo le linee nazionali, anche se i sostenitori sperano che il sostegno dei governi dell’Ue possa influenzare i colleghi indecisi.
Gli oppositori sono pronti a testare questo sostegno già la prossima settimana, quando i legislatori voteranno una risoluzione che chiede di impugnare l’accordo davanti alla massima corte dell’Ue.
.















