Le imprese che investono in strutture produttive nel Mezzogiorno possono contare, anche per il triennio 2026-2028, su un potente strumento di sostegno: il credito d’imposta ZES unica.
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha infatti prorogato questa misura, confermando anche per i prossimi anni l’accesso agli incentivi già previsti dal DL 124/2023. Si tratta di una misura che ha dispiegato i suoi effetti positivi con richieste record da parte della imprese del mezzogiorno, sia nel 2024 ( da quando a capo della struttura di missione è arrivato l’avvocato Giosy Romano ), che nel 2025. Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha parlato della Zes come di un modello di crescita per tutto il paese. Nella manovra di bilancio la misura è stata prorogata al 2028, con nuove risorse per finanziarla. D’altra la misura creata da Raffaele Fitto, quando era ministro per gli affari europei e per il Sud, ha contribuito a fare del Sud la locomotiva della crescita del paese
Secondo le direttive contenute nella manovra possono beneficiare del credito:
-
tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile;
-
già operative o di nuovo insediamento;
-
con sede o investimenti localizzati nella ZES unica del Mezzogiorno, ora estesa anche a Marche e Umbria.
Restano esclusi i soggetti in liquidazione, in stato di scioglimento o operanti in settori non ammessi. Il credito riguarda investimenti che rientrano in un progetto di investimento iniziale (come disciplinato dal regolamento 651/2014), e più precisamente:
-
l’acquisto (anche in leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuovi destinati a strutture produttive localizzate nella ZES;
-
l’acquisto di terreni e la costruzione o ampliamento di immobili strumentali (entro il limite del 50% del valore complessivo dell’investimento).
A quanto ammontano le risorse stanziate?
La misura dell’agevolazione rimane quella già in vigore e, come per la normativa precedente, il credito effettivamente fruibile sarà calcolato in base a una percentuale definita dopo la raccolta delle domande, per rispettare i limiti di spesa pubblica fissati per ciascun anno:
- € 2,3 miliardi nel 2026;
- € 1 miliardo nel 2027;
- € 750 milioni nel 2028.
Ecco un riepilogo dell’intensità dell’agevolazione, sulla base della regione in cui è ubicato lo stabilimento produttivo e sulla dimensione dell’impresa:















