La nuova rotta sonora dei DROGO tra jazz, libertà e coscienza civile
Il 16 gennaio 2026 è uscito “Smart Horror Show”, il secondo disco di inediti dei Drogo, pubblicato da Brutture Moderne e registrato in presa diretta al Dunastudio di Russi. È un lavoro che nasce dal desiderio di mescolare linguaggi diversi, funk, latin, acid, ethno jazz, e di farlo con un’anima che guarda lontano, ai Weather Report, agli Head Hunters, ai Perigeo, ai Doctor 3. Questo album è una presa di posizione, un racconto orientato alla coscienza collettiva.
Il titolo richiama il celebre musical del 1973 “The Rocky Horror Show”, però qui l’orrore è quello dei tempi moderni. Un mondo che rende dolci anche le notizie più dure, che addolcisce ciò che dovrebbe farci riflettere. I Drogo scelgono di reagire con le note, con una fusion elegante e ribelle, capace di portare messaggi dentro ogni brano.
«Vogliamo portare la nostra idea di musica strumentale, con tutte le sue influenze jazz, funk e etniche del caso. Una commistione di generi che ricerca atmosfere e messaggi per raccontare qualcosa in ogni singolo brano, da temi piú importanti legati all’attualità, fino a dediche a musicisti e ad icone del patrimonio culturale internazionale».
La grafica è parte del progetto. Il logo, firmato dall’artista ravennate Alessio Caruso, mostra un orologio senza lancette. È un chiaro omaggio a Giovanni Drogo, protagonista de “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, l’uomo che aspetta tutta la vita qualcosa che arriva solo quando lui non c’è più. Un simbolo forte, che racconta la tensione tra speranza e disillusione.
La copertina, sempre di Caruso, raccoglie quattro figure di pensiero libero. Frank Zappa, musicista geniale e voce contro la guerra e il potere nascosto. Julian Assange, giornalista perseguitato per aver rivelato crimini di guerra attraverso WikiLeaks. Rosa Parks, che nel 1955 disse no alla segregazione sugli autobus dell’Alabama. Tiziano Terzani, giornalista e scrittore che ha fatto della non violenza la sua bandiera. Quattro volti che diventano il cuore poetico dell’album.
Il disco si apre con “Julian Assange”, un tributo alla verità e al coraggio di chi non si piega. Segue “Jefferson”, omaggio alle serie e alle colonne sonore degli anni settanta, la parte più funk del lavoro. “Heisenberg” prende il nome dall’alter ego di Walter White in Breaking Bad, un brano costruito lentamente, fino alla sua forma finale. “Personal” richiama il mondo dei Depeche Mode, ma mantiene un’identità più jazz e libera.
“Zawinul” è dedicato a Joe Zawinul dei Weather Report, un pezzo gospel che cresce e si apre. “In mezzo scorre il fiume” celebra il festival San Pietro in Jazz del 2024, con un suono bucolico e disteso. “Luca” è un ricordo intimo e doloroso, dedicato a un amico scomparso troppo presto. “Hypnosis” è lounge, sospeso, quasi ipnotico. Chiude “Smart Horror City”, riflessione sulle città intelligenti ma controllate, dove i Drogo preferiscono le osterie romagnole e i piccoli paesi degli Appennini.
I Drogo nascono nel 2018 e si consolidano nel 2023 con il primo album “Terza ridotta”. Oggi la formazione è composta da Antonio Pizzarelli al sax, Fabio Landi alle tastiere, Luca Pasotti al basso e Stefano Passaretti alla batteria. Le loro carriere raccontano mondi diversi.
Antonio Pizzarelli è sassofonista e clarinettista diplomato, docente e direttore artistico, attivo in numerosi progetti jazz e folk.
Fabio Landi unisce la musica al counseling, studi classici e ricerca jazz, con un approccio personale e creativo.
Luca Pasotti, bassista imolese del 1996, parte dal rock e dal metal per arrivare alla black music, portando un suono forte e originale.
Stefano Passaretti ha studiato al CPM di Milano e collabora con artisti italiani e internazionali, con influenze latin jazz, afro e world music.
“Smart Horror Show” è un lavoro profondo, romantico e necessario, che invita ad ascoltare e a pensare. La musica dei Drogo è intrisa della consapevolezza del nostro tempo, e la traduce in emozione, coscienza e racconto.















