Giovanni Pompeo e il “Fuoco” della Tradizione: il nostro conterraneo trionfa al Musikverein di Vienna
VIENNA – Orgoglio e grande musica si sono incontrati lo scorso 4 gennaio, quando il nostro conterraneo Giovanni Pompeo, direttore d’orchestra di riconosciuta statura internazionale, è salito sul podio della Goldener Saal del Musikverein per l’atteso Concerto di Capodanno.
Un appuntamento che, a distanza di un anno dal successo del Concerto di Natale 2024, ha confermato il valore artistico di Pompeo e il prestigio che un musicista della nostra terra sa conquistare in uno dei luoghi più iconici della civiltà musicale europea.
Nel cuore del “Tempio” di Francesco Giuseppe
Dirigere nella Sala d’Oro significa confrontarsi con la storia. Fortemente voluto dall’Imperatore Francesco Giuseppe e inaugurato nel 1870 su progetto di Theophil Hansen, il Musikverein è un capolavoro neoclassico e un prodigio di ingegneria acustica.
Le celebri cariatidi dorate e il soffitto a cassettoni non sono semplici ornamenti: agiscono come diffusori sonori naturali, creando quella riverberazione “miracolosa” che trasforma ogni nota in un’esperienza fisica e avvolgente.
In questa cornice di raffinatezza e profumo viennese, il nostro conterraneo ha guidato il pubblico in un viaggio tra le pagine immortali di Strauss, Bizet, Gounod e Saint-Saëns, dimostrando come la grande tradizione non sia, per citare Mahler, “adorazione delle ceneri, ma custodia del fuoco”.
Un’alchimia perfetta: Pompeo e la Cappella Istropolitana

Il successo della serata è stato frutto di un’intesa totale con l’orchestra Cappella Istropolitana. Fondata nel 1983 a Bratislava (l’antica Istropolis), questa compagine incarna l’eredità del Danubio e della Mitteleuropa, portando con sé un suono lucido e trasparente che si è fuso perfettamente con la direzione precisa e vibrante del Maestro.
Insieme ai solisti Tehmine Schaeffer, Flaka Goranci e 7Ray, Giovanni Pompeo ha saputo coinvolgere una sala gremita in ogni ordine di posto, trasformando il concerto in un momento di emozione rara, intima e condivisa.
Le musiche di Lehar, Sieczyński e Hellmesberger II hanno completato un programma che ha entusiasmato il pubblico viennese, unanime nel riconoscere il talento di un direttore capace di unire rigore, passione e identità culturale.
Oltre il “Mondo di Ieri”
Il ritorno del nostro conterraneo Giovanni Pompeo a Vienna è stato al tempo stesso un omaggio al passato e una dichiarazione d’intenti per il futuro. La civiltà che Vienna trasuda — fatta di arte, musica e cura per il dettaglio — è diventata, sotto la sua bacchetta, un ponte verso il domani.
Vedere un’eccellenza della nostra terra affermarsi nel cuore dell’ex Impero Austro-Ungarico è la conferma che la grande musica non conosce confini, ma nasce sempre da radici profonde.
















