Messi da parte gli abiti del pacificatore, Trump non usa mezzi termini sul controllo della Groenlandia
Inamovibile, inarrestabile nelle sue mire espansionistiche, Donald Trump, gela chiunque tenti una soluzione diplomatica sulla Groenlandia.
Proprio ieri infatti, in un messaggio di testo rivolto al primo ministro norvegese, il tycoon ha dichiarato tutta la propria delusione per il mancato conferimento del Nobel per la pace e, conseguentemente, ha affermato di non sentirsi più in ‘obbligo di pensare esclusivamente alla pace’.
Parole chiare, in linea con gli standard del presidente Usa, che non danno spazio a fraintendimenti e che mettono in allarme i paesi della Nato e,soprattutto l’Ue

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‘La Groenlandia ci serve’
Questa l’affermazione iniziale dell’istrionico Donald, mitigata successivamente da ipotetiche necessità di tutelare la rotta artica dalle mire di Cina e Russia. Un ruolo ( a suo dire) che solo gli Stati Uniti potrebbero avere per la salvaguardia degli interessi degli Stati membri della NATO
Ma le reali intenzioni dell’ex pacificatore sono manifeste e decisamente non mancano i colpi di scena in una partita a scacchi intrisa di emozioni.
Una partita che pone come premio al vincitore il possesso di quest’isola ricca di tesori in precedenza nascosti dalla bianca coltre dei ghiacci. Un’isola strategica anche dal punto di vista geografico, attualmente territorio autonomo della Danimarca, membro della NATO.
Fino a questo momento, però, risultano vani i tentativi compiuti da più parti di portare The President a più miti consigli. Anzi, dopo la manifestazione dei giorni scorsi di migliaia di Groenlandesi, orgogliosi della propria identità nazionale, The Donald, sabato scorso, ha annunciato l’imposizione di dazi del 10%, a partire dal prossimo febbraio, sui beni provenienti dalle otto nazioni che si sono unite alla Groenlandia ed alla Danimarca. Tra queste, ovviamente, la Norvegia.
Si torna dunque alla guerra dei dazi?.Probabilmente sì, specie dopo il fallimento delle offerte monetarie fatte dalla Casa Bianca per acquistare l’isola.
Un orizzonte cupo
Si profila dunque una nuova crisi all’orizzonte? Malgrado le affermazioni rassicuranti della Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, lo scontro e la rottura dei rapporti con la NATO sembra incombere.
La tensione tra Washington e i suoi alleati sale sempre di più, né lasciano ben sperare le recenti dichiarazioni della Casa Bianca, che non ha escluso di poter prendere il controllo della strategica isola artica con la forza.
Ma le speranze di un accordo diplomatico sono tarde a svanire. Proprio questa mattina, infatti, Trump, sui suoi social, ha reso pubblica la notizia di aver parlato telefonicamente con il Segretario generale della NATO, Mike Rutte. Una telefonata dai risvolti positivi? Parrebbe di sì
Secondo quanto dichiarato dal presidente Usa infatti, pare che, nel corso della telefonata, i due interlocutori abbiano’ concordato un incontro tra le varie parti a Davos, in Svizzera’, dove è in corso l’incontro annuale del World Economic Forum
Le sorprese di Trump
Ma con Trump le sorprese non mancano mai! Dopo questo accordo, infatti, il presidente ha pubblicato alcune foto, debitamente ritoccate, decisamente provocatorie.
In una immagine Trump pianta una bandiera americana accanto ad un cartello recante la seguente scritta:” Groenlandia, Territorio degli Stati Uniti, fondata nel 2026”
Nell’altra invece il presidente é nel suo Studio Ovale accanto ad una mappa che mostra la Groenlandia ed il Canada ricoperti dalla bandiera statunitense.
Tra scherzi e minacce, così, The Donald tiene vivo, senza ombra di dubbio, lo scenario della politica internazionale, decisamente colorandolo di un’ironia che sfocia talvolta nel grottesco. Ma la realtà, alla luce dell’odierno scenario politico internazionale, sa essere spesso assurdamente grottesca.
Che Trump abbia ben compreso come vanno le cose?
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