E’ un impegno che si è preso fin dall’inizio del suo mandato e Raffaele Fitto in un solo anno ha mantenuto la promessa di preparare una nuova agenda Ue per le citta, che presenterà oggi a Roma all’Anci, alla presenza di sindaci e rappresentanti degli enti locali italiani.
La nuova Agenda UE per le Città, un piano che punta a ridisegnare il futuro delle aree urbane del continente. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: offrire alle città strumenti più chiari, più risorse e un dialogo più diretto per affrontare le sfide quotidiane — dal costo della vita al clima — e contribuire allo stesso tempo agli obiettivi più ampi dell’Unione.
Le città, ricordano da Bruxelles, sono già oggi il cuore economico e sociale dell’Europa: il 75% della popolazione vive in aree urbane e l’85% del PIL europeo nasce proprio lì. Ma sono anche i luoghi dove emergono con maggiore intensità problemi come la mancanza di alloggi accessibili, i costi energetici elevati, la sicurezza, la segregazione sociale e l’impatto della crisi climatica.
Dopo “l’agenda per le città” varata a dicembre, “stiamo lavorando per presentare altre quattro strategie” che riguarderanno “le isole, le regioni ultraperiferiche, le aree di confine orientale e, infine, il diritto a restare, per affrontare la grande sfida che abbiamo per la popolazione e per le aree interne”.
La Commissione sottolinea che città e metropoli si trovano davanti a sfide sempre più complesse. Da un lato devono sostenere l’innovazione, attrarre talenti e garantire servizi efficienti; dall’altro devono fare i conti con cambiamenti demografici, nuove esigenze dei cittadini e una crescente pressione ambientale.
“Abbiamo costruito questa Agenda con le città e per le città, per rispondere alle esigenze dei milioni di europei che vivono e lavorano nelle nostre aree urbane. Dialogo, semplificazione e investimenti strategici sono le condizioni per ottenere risultati concreti”.
La nuova Agenda nasce proprio per questo: riunire in un unico quadro strategico tutte le iniziative europee legate allo sviluppo urbano, evitando sovrapposizioni e rendendo più semplice per sindaci e amministratori orientarsi tra programmi e fondi UE.
Oltre all’”agenda per le città” la Commissione europea è al lavoro – ha detto Fitto – “per presentare altre quattro strategie” che riguarderanno “le isole, le regioni ultraperiferiche, le aree di confine orientale e, infine, il diritto a restare, per affrontare la grande sfida che abbiamo per la popolazione e per le aree interne”.
“E’ un cambio di strategia nelle politiche di coesione europea – ha detto il Commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016-2017, senatore Guido Castelli – in piena sintonia con il cambio di paradigma per le aree interne rivendicato in Italia dalla premier, Giorgia Meloni, attraverso una strategia chiara e concreta, che investe in opere e interventi che servono davvero alle imprese, alle famiglie e ai territori del nostro Paese. Questa sensibilità rivolta ai territori e alle popolazioni delle aree interne, manifestata dal Governo italiano, si sta affermando anche a Bruxelles, grazie all’impegno e alla determinazione dei nostri rappresentanti, come il Commissario Fitto”.
In merito alla proposta sul prossimo bilancio Ue a lungo termine, il vicepresidente della Commissione Ue ha assicurato che le regioni “rimarranno fondamentali nella progettazione e nell’attuazione dei piani” di partenariato regionali e nazionali del prossimo bilancio Ue (2028-2034) e “continueranno a interagire direttamente con la Commissione Ue”. Fitto ha quindi ribadito che la governance del prossimo bilancio pluriennale dell’Ue si baserà “sulla gestione condivisa, sulla governance multilivello e su un chiaro partenariato con le autorità regionali e locali”. La proposta di Bruxelles prevede inoltre “una salvaguardia anche per gli importi assegnati alle regioni in transizione e alle regioni più sviluppate, perché la risposta dell’Europa alle sfide emergenti non si costruisce a Bruxelles, ma nei nostri territori, nelle regioni, nelle città, nelle isole, nelle regioni ultraperiferiche e nelle zone rurali”, ha aggiunto. Il vicepresidente ha quindi ricordato che nel quadro del proprio piano le capitali potranno “conferire a ciascun territorio il potere di rispondere in modo più efficace alle nuove sfide geopolitiche, economiche e di sicurezza e, in tal modo, di realizzare in modo più efficace le priorità comuni dell’Unione, tenendo conto delle circostanze specifiche” del proprio territorio











