Il diritto della forza e la forza del diritto

Politica

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Sconvolge assistere al modo in cui le potenze europee e l’Europa Unita vengono considerati dai loro alleati storici. Va detto che l’Europa, all’unisono, nelle elezioni americane ha tifato per il candidato democratico e quindi non ci si dovrebbe attendere un trattamento amichevole.
E questo è accaduto anche nell’altra elezione di Trump. Inoltre, ancora, il burrone che divide l’idea repubblicana americana come declinata dall’attuale Presidente, da quella democratica inneggiante alle abitudini sessuali e alla demolizione di ogni certezza della civiltà occidentale è un abisso che può trasformarsi in qualunque momento in lotta aperta non essendovi, alla vista, possibilità di mediazione. Abisso che divide tutto il mondo e anche la società americana.
Ma quale è la geografia e la classifica del potere nel mondo? Gli Usa sembrano guidare questa classifica per le armi, le tecnologie il numero di abitanti e di soldati, le basi in giro per il mondo; al secondo posto la Cina più popolosa ma anche ben armata, grande tecnologia, grande apparato produttivo; al terzo la Russia con popolazione più ridotta ma armi micidiali, materie prime a gogo, territorio enorme; poi vengono le altre: il Giappone con più di cento milioni di abitanti, una grande industria, che con la Corea del Sud e Taiwan possono formare un formidabile bilanciamento della Cina; la Germania la cui influenza inizia a Capo Nord per finire dalle parti di Atene e dal Reno fino alla Bielorussia (ben più di cento milioni di persone) e un apparato produttivo formidabile e un esercito proverbiale; la Francia con un ottimo armamento, un sistema produttivo molto più grande di quello che si vede, una pubblica amministrazione di prim’ordine e influenze un po’ dovunque nel mondo; la Gran Bretagna allo stesso modo della Francia; l’India, le potenze petrolifere…poi vi sono le potenze senza stato e senza armi come la Chiesa cattolica, e quelle che gli eserciti e l’intelligence li hanno o possono comperarli: come la finanza internazionale, le corporations della tecnologia e quelle della energia.
Quale equilibrio tra tutte queste forze? Potrà mai esistere una regola di convivenza unica condivisa da tutte? A monte di questo scenario così articolato nel mondo v’è una profonda differenza di convinzioni, valori, necessità, distribuzione della ricchezza e della sapienza; quindi senza una regola ispirata alla collaborazione si va tutti allo scontro. Scontro necessario alla edificazione del nuovo diritto. Se poi una di queste potenze fa della prevalenza la propria ragione di azione ed utilizza la propria forza non come deterrenza per meglio governare la coesistenza ma per raggiungere la maggiore soddisfazione dei propri interessi, si capisce che si va alla polarizzazione della forza e al suo impiego permanente; come fosse l’unica regola. E l‘uso della forza non è cosa specifica di uno stato!!! anche la finanza, e in generale tutte le corporations non chiedono permesso quando decidono di vendere un vaccino o cambiare il tasso di interesse!!! È la regola della forza!
Ma esiste il diritto nei rapporti tra Stati? Oppure c’è solo la forza bruta? Quando Giulio Cesare uccideva il capo tribù avverso riteneva di essere nel proprio diritto perché il confronto armato di quell’epoca comportava, oltre ad altro, anche la morte di molti soldati e quindi anche del loro capo. E quindi lo si faceva apertamente. Da allora l’evoluzione della tecnologia ha comportato che i confronti armati hanno coinvolto maggiormente anche i civili cosa che l’opinione pubblica, anch’essa cresciuta, ha ritenuto di deplorare; così il diritto nella sua evoluzione ha progressivamente sancito la propria prevalenza rispetto alla regola della forza bruta. Di contro quest’ultima si ritiene più forte di asserzioni legali prive di forza capace di dare esecuzione e rispetto a quel diritto. Peraltro nella competizione economica tra imprese e sistemi economici le regole di lealtà e rispetto sono saltate da sempre e il dio danaro ha instaurato da tempo la sua prevalenza pervadendo anche il campo della politica.
Solo una o più potenze intermedie possono incarnare l’interesse della comunità internazionale a darsi regole universalmente e spontaneamente rispettate; regole poggiate sull’interesse di tutti e di sempre alla convivenza rispettosa degli altri; regole quindi ispirate da una filosofia condivisa alternativa alla forza bruta e all’interesse individuale ma anche capace di proiettarsi verso un futuro rispettoso del passato e quindi della cultura di tutti e di ognuno; cioè delle identità. Lo strapotere dei detentori di interessi economici planetari assistiti da tecnologie totalmente ignare di cultura ed identità ha posto le basi della prevalenza del diritto della forza su quello della convivenza di interessi e culture differenti.
Vincerà quest’ultimo ma non sappiamo a quale prezzo e quando.
Canio Trione

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