Albania–Italia: il nuovo asse industriale tra tecnologia e competenze

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Albania–Italia: il nuovo asse industriale passa da tecnologia e competenze

Intervista a Davide Rogai, Presidente di Confindustria Albania, sul futuro della cooperazione economica tra i due Paesi

Ho incontrato Davide Rogai nella sede di Confindustria Albania a Tirana, in un momento chiave per i rapporti economici tra Italia e Albania.
L’interscambio bilaterale si avvicina ai 4 miliardi di euro e il modello di cooperazione tra i due Paesi sta evolvendo rapidamente, spostandosi dal manifatturiero tradizionale verso servizi avanzati, ICT, BPO e innovazione tecnologica.Sotto la presidenza Rogai, Confindustria Albania ha avviato una strategia di rilancio basata su tre direttrici principali: decentramento territoriale, valorizzazione delle competenze locali e integrazione con i mercati regionali ed europei.
L’obiettivo è superare definitivamente una visione fondata esclusivamente sul vantaggio dei costi, per costruire un ecosistema competitivo e sostenibile.

Sfide e strategie di Confindustria Albania

1. Presidente, il suo mandato ha segnato un cambio di passo verso il decentramento. Quali sono i risultati concreti dell’apertura delle nuove sedi territoriali a distanza di quasi un anno?

Onestamente è forte l’intenzione di intensificare le attività al di fuori di Tirana e per l’ormai trascorso 2025 possiamo apprezzare alcune nuove iscrizioni di aziende che operano in vari territori dell’Albania (nord e sud). Sicuramente continueremo nel 2026 a portare il nostro contributo in luoghi come Korca, Valona, Scutari, Lezha e parteciperemo con entusiasmo ad iniziative svolte da associati ed istituzioni.

 

2. L’interscambio Italia-Albania punta ai 4 miliardi di euro. Quali settori merceologici, oltre al manifatturiero tradizionale, stanno trainando questa crescita nel 2025/2026?

La crescita è dovuta principalmente al settore terziario in particolare al mondo ICT e all’organizzazione del BPO, servizi dove l’Italia è ancora un interlocutore privilegiato e alcune grandi aziende italiane del settore hanno attivato collaborazioni (o branch offices) negli ultimi anni (alcuni esempi sono Sisal, Engineering e Lutech).

Questo è un importante segnale di come attività ad alto contenuto tecnologico possano essere svolte in Albania, come ad esempio la nascita di team di eccellenza su tematiche come l’Intelligenza Artificiale.

 

3. Il costo del lavoro in Albania è in costante aumento. In che modo le imprese italiane possono mantenere la competitività senza puntare esclusivamente sul risparmio salariale?

Ti ringrazio per la domanda, molte volte mi ritrovo a fare questa discussione con colleghi imprenditori che riescono ad immaginare solo vantaggi dal punto di vista di “saving” potenziale. Per me la ricetta è puntare sulle crescenti competenze e sulla possibilità di organizzare team “cross” tra i due paesi: ad esempio si parla inglese e altre lingue molto meglio che in Italia.

 

4. Lei proviene dal settore ICT: l’Albania è pronta a diventare un hub tecnologico per l’Europa o sconta ancora un gap infrastrutturale troppo elevato?

Come accennavo anche prima, questo è uno degli elementi su cui puntare con determinazione. Servizi di alto livello nell’ambito digitale posso far sì che l’Albania diventi un centro di eccellenza che auspicabilmente aiuterebbe anche l’Italia a valorizzare, di riflesso, le sue competenze. Il GAP non è infrastrutturale perché quella digitale è una delle poche infrastrutture che hanno raggiunto ampiamente il livello europeo; è importante invece che si lavori a livello di qualità della formazione e quindi di crescita del livello medio dei laureati nelle facoltà scientifiche (e non solo) e magari si trovi il modo di collaborare con gli stati europei per la fondazione di scuole di alta formazione.

 

5. Questione energetica e transizione green: quali sono le principali criticità che le aziende associate vi segnalano riguardo ai costi e alla stabilità della rete albanese?

L’Albania, in ambito energetico, è un paese privilegiato: si colloca tra i primi Paesi in Europa per disponibilità di risorse idriche pro capite, subito dopo la Norvegia. Esiste un significativo potenziale idroelettrico ancora da valorizzare e il Governo continua a promuovere lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, in coerenza con i principali orientamenti strategici nazionali ed europei in materia di transizione energetica.

Accanto a tali opportunità, emergono alcune criticità strutturali, in particolare legate alla necessità di ammodernamento della rete di distribuzione, chiamata a garantire continuità, affidabilità e sicurezza dell’erogazione. Il rafforzamento delle infrastrutture energetiche rappresenta una condizione essenziale per sostenere lo sviluppo economico, migliorare l’attrattività del Paese e accompagnare la crescita del sistema produttivo.

Per quanto riguarda i costi dell’energia, il quadro attuale non presenta elementi di particolare criticità. In una prospettiva di medio-lungo periodo, il rafforzamento della capacità produttiva, l’ammodernamento delle infrastrutture e una maggiore integrazione regionale ed europea del mercato energetico potranno contribuire a migliorare la competitività complessiva del sistema, creando condizioni favorevoli sia per i produttori che per gli utilizzatori finali dell’energia.

Alla luce di quanto sopra, appare opportuno avviare una riflessione strutturata in termini di proposte e criticità relative al settore energetico albanese, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e il rapporto di cooperazione con le istituzioni albanesi ed europee. In tale contesto, risulta fondamentale individuare strumenti concreti, di natura regolatoria, finanziaria e istituzionale, volti a ridurre i rischi per le imprese italiane operanti in Albania, favorendo un quadro normativo stabile, prevedibile e coerente con gli standard europei.

In parallelo, sarà essenziale che il Paese continui ad attuare le misure previste dai principali piani e documenti strategici nazionali in materia di energia e clima, concentrandosi sull’aumento dell’efficienza energetica, sul rafforzamento delle infrastrutture e su una progressiva integrazione nel mercato energetico europeo.

 

6. Il sistema bancario e l’accesso al credito in Albania sono spesso visti come ostacoli. Cosa sta facendo l’associazione per agevolare il finanziamento dei nuovi progetti d’impresa?

La nostra associazione ha tra i suoi soci principali un gruppo bancario italiano di altissimo livello: Intesa San Paolo. Grazie a questo gli associati hanno un interlocutore attento e orientato a creare soluzioni su misura.

L’Albania sta crescendo molto nell’approccio al credito per il sostegno della crescita; infatti, è stata costituita la Banca Albanese per lo Sviluppo (BZH) che supporterà progetti ispirandosi ad un modello già consolidato dalla nostra CDP.

 

7. Formazione professionale: esiste un dialogo efficace con il governo albanese per creare percorsi di studio che rispondano alle reali esigenze delle industrie italiane sul territorio?

Anche questo l’ho accennato nella risposta precedente, ma cerco di integrare con due elementi: grazie ad alcune aziende del nostro network abbiamo creato un portale per il lavoro al fine di aiutare i nostri associati a trovare i propri addetti (spesso necessari per ricoprire funzioni manageriali) e siamo costantemente in dialogo con tutti gli istituti di formazione locali pubblici e privati. Il livello va alzato certamente e deve essere rafforzata la collaborazione con l’Italia valorizzando percorsi di Laurea con doppio titolo e iniziative come stage internazionali che possano essere svolti a cavallo delle due sponde dell’Adriatico.

 

8. Internalizzazione verso mercati terzi: in che modo Confindustria sta aiutando le imprese a usare l’Albania come ponte logistico verso i Balcani Occidentali e gli USA?

L’associazione si sta muovendo in due principali direzioni: la prima è la partecipazione attiva in Confindustria Est Europa, confederazione che raccoglie tutte le rappresentanze dei Balcani Occidentali, partecipando con associati e contenuti alle varie iniziative (a breve ci sarà un forum sull’Energia in Serbia); la seconda è la progettazione di iniziative con la American Chamber of Commerce in Albania, dove, vista la leadership tecnologica degli USA, ci concentreremo sulla formazione in ambito tecnologico, ma con lo scopo di creare collegamenti professionali mirati all’erogazione di servizi oltre-oceano.

 

9. Tassazione e burocrazia: quali sono le riforme urgenti che chiederete al governo albanese nel prossimo vertice bilaterale?

Come associazione raccogliamo continuamente suggerimenti che partono da situazioni di difficoltà dei nostri associati. Abbiamo vari fascicoli aperti, ma ultimamente stiamo lavorando su due temi che ti lascio come esempio:

a) Nel settore ICT/BPO riteniamo utile richiamare l’attenzione su alcuni elementi che, in Italia e in altri Paesi europei, hanno sostenuto in maniera significativa lo sviluppo del comparto. In particolare, emerge la necessità di rivedere le soglie di capitalizzazione dei software e i relativi criteri di ammortamento, rendendoli più coerenti con l’evoluzione tecnologica.

È inoltre importante che la valutazione delle politiche di settore non si limiti al solo impatto fiscale immediato, ma tenga conto anche degli effetti macroeconomici complessivi degli investimenti, in termini di occupazione, sviluppo delle competenze e attrattività del Paese. In questo contesto, assume rilievo anche il progressivo adeguamento del quadro regolatorio in vista del processo di adesione all’Unione Europea, che richiederà la revisione di diversi aspetti tecnici, tra cui la deducibilità dei costi legati all’utilizzo di servizi informatici, come soluzioni Cloud e licenze software.

b) un altro ambito di particolare attenzione è rappresentato dal settore farmaceutico. In questo caso, riteniamo prioritario rivedere e armonizzare le procedure di registrazione e rinnovo dei farmaci provenienti da stabilimenti europei, in linea con le normative della Comunità Europea, al fine di rendere il mercato più efficiente e competitivo.

Un ulteriore elemento riguarda la possibilità di favorire l’applicazione del meccanismo di mutuo riconoscimento per i farmaci già autorizzati e commercializzati nell’Unione Europea, nonché di valutare una maggiore apertura alla concorrenza nel mercato farmaceutico albanese, intervenendo sul quadro regolatorio applicato dagli enti di approvazione, sempre nel rispetto degli standard europei di qualità e sicurezza.

 

10. Sicurezza giuridica e protezione degli investimenti: a che punto siamo con la risoluzione delle controversie legali che in passato hanno frenato alcuni grandi investitori?

Sulle controversie non ho elementi significativi da segnalare, ma posso dirti che insieme all’Ambasciata sono affrontate e portate alla risoluzione molte delle controversie.

Sicuramente su alcuni grandi investimenti come l’energia esistono tutta una serie di tasse indirette poco chiare che potremo classificare come abuso d’ufficio, su queste stiamo lavorando per attivare organi di controllo europei all’interno dei quali è già inclusa l’Albania, avendo aderito ad accordi specifici.

Più in generale, sul tema giustizia e tutela degli investimenti, abbiamo espresso un forte dissenso sulla nuova proposta del Codice Penale e speriamo di aver stimolato una profonda riflessione su cosa significhi entrare in Comunità Europea.

 

11. Collaborazione con altre associazioni: come si integra l’azione di Confindustria Albania con quella degli altri partner europei presenti nel Paese?

Sì, collaboriamo attivamente con altre associazioni internazionali ed europee presenti in Albania, al fine di costruire un dialogo strutturato su temi di interesse comune per il sistema imprenditoriale. Un esempio concreto è rappresentato dal lavoro congiunto sul progetto di legge per le Camere di Commercio.

Questa collaborazione si estende anche ad altri ambiti strategici, come il settore energetico, attraverso un confronto costante con associazioni e stakeholder del mercato albanese ed europeo. In tale contesto, il dialogo è finalizzato a favorire l’allineamento del quadro regolatorio agli standard europei, lo scambio di buone pratiche e una progressiva integrazione del mercato dell’energia.

 

12. Modello Olivetti in Albania: al di là della teoria, come si applica la responsabilità sociale d’impresa in un mercato che sta ancora consolidando le sue basi normative?

Fare impresa è tutt’altro che teoria: è visione declinata con un’ottima capacità di reagire positivamente agli eventi. Noi italiani siamo riconosciuti per il modo di fare impresa che è proprio della nostra natura e perfezionato dalla nostra storia: creare comunità vere di colleghi, coinvolgere e migliorare il territorio dove l’impresa si insedia con iniziative benefiche, consapevoli che seminare il “bene” darà frutti per tutto il sistema economico/sociale. Le normative si stanno sviluppano, ma imprenditori come il sottoscritto e come la maggior parte degli associati a Confindustria Albania, che provengono da un hummus di questo tipo, continueranno con la trasmissione di questi valori. Questo stile ci è riconosciuto dal popolo albanese che sceglie spesso di collaborare con l’Italia sia per affinità culturale sia per i valori dimostrati come correttezza e attenzione all’essere umano. La crescita dell’Albania e il percorso per l’ingresso nella Comunità Europea passano dalla cooperazione con l’Italia e con le sue imprese più eccellenti.

credit foto Confindustria Albania

Tommaso Garofalo

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