Il panorama della mobilità urbana internazionale nel 2026 accoglie un protagonista che parla di futuro, design e identità: è Microlino.
Più che un semplice veicolo, la microcar elettrica rappresenta il ritorno dell’eccellenza manifatturiera nel cuore della Motor Valley torinese, segnando il passaggio cruciale verso una gestione commerciale “tutta italiana”.
In seguito alla riorganizzazione del 2025, la governance è passata dalla filiale svizzera diretta alla guida di Uberto Gavazzi, Country Manager di Microlino Italia. Questa transizione punta su una struttura locale autonoma e una rete di distribuzione capillare per riconnettere il brand con le radici industriali del territorio.
La produzione è interamente affidata al polo AMFI (Automotive Micro Factory Italy) di Torino. Qui, il design elvetico della famiglia Ouboter incontra il leggendario “saper fare” piemontese. Microlino è l’unica microcar al mondo a vantare una scocca monoscocca in acciaio e alluminio, un manifesto di sicurezza e innovazione che rigenera la tradizione torinese attraverso le nuove generazioni.
Dott. Gavazzi, oggi nel 2026 non basta più produrre eccellenza. Lei sostiene che il suo impegno primario sia cambiare la filosofia di management. Perché è così importante per attrarre i giovani?
Uberto Gavazzi: «Esattamente. La mia passione nasce da bambino, quando a 6 anni studiavo Quattroruote a memoria. Ma l’esperienza in grandi realtà come Renault e PSA mi ha insegnato che, oltre al rigore tecnico, oggi serve una rivoluzione culturale. Il mio impegno è cambiare la filosofia di management e la cultura aziendale per rendere l’impresa un magnete per i talenti. I giovani cercano uno scopo e un ambiente basato sulla fiducia e sulla flessibilità. Dobbiamo passare da una struttura gerarchica obsoleta a un modello dove il merito e la creatività dei ragazzi siano i veri motori delle decisioni strategiche. Solo così possiamo vincere la sfida dell’innovazione.»
È nata Microlino e con lei sembra essere nata una nuova speranza per il settore auto italiano. In che modo i giovani sono protagonisti di questa rinascita?
Microlino è il simbolo della rinascita del settore auto italiano proprio perché mette al centro i giovani. Nello stabilimento di Torino, la maestria di operai esperti, molti dei quali provengono da realtà storiche come Alfa Romeo e Maserati, si fonde con l’entusiasmo di giovani ingegneri e designer. Questa contaminazione tra esperienza e visione futura è ciò che permette di creare un prodotto unico. Con Microlino, i giovani stanno letteralmente firmando il rilancio dell’automotive nazionale, dimostrando che l’Italia può ancora guidare il mercato globale se scommette sulle nuove leve e su nuovi modi di fare cultura d’impresa.»
Quali sono le caratteristiche che rendono Microlino un oggetto cult e una scelta vincente per la mobilità urbana?
È nata Microlino per rispondere a un’esigenza reale: una mobilità elettrica funzionale, sicura e di design. Con soli 2,5 metri di lunghezza, offre un’abitabilità eccezionale e un bagagliaio da 230 litri. La versione 45 Lite si guida dai 14 anni, mentre la 90 raggiunge i 90 km/h in totale sicurezza grazie alla scocca portante in acciaio e alluminio. È un’auto in miniatura, non un quadriciclo “plasticoso”. Oltre all’efficienza — 100 km costano poco più di 2€ — il vero valore è la qualità costruttiva garantita da una filiera di parecchipartner italiani d’eccellenza.
Qual è l’obiettivo finale di questo progetto per il territorio italiano?
Vogliamo che Microlino sia la prima scelta elettrica delle famiglie, ma anche un catalizzatore di opportunità economiche. Il mio obiettivo è dimostrare che, con il giusto management e l’energia dei giovani, l’Italia può tornare a essere un punto di riferimento mondiale. Invito tutti a venire a visitare la nostra fabbrica a Torino: vedere come il genio svizzero e il saper fare italiano si uniscono per mano dei giovani è un’esperienza che dà grande speranza per il futuro del paese”.















