
Dalla moda alla fede, dall’amore alle tematiche LGBT: la storia di una donna che ha scelto Dio, se stessa e la scrittura.
Assia, ci racconta come è iniziata la sua storia?
Sono nata a Milano nel 1991, da radici partenopee e lucane. Sin da bambina sentivo una forte pulsione religiosa e durante il liceo classico immaginarmi suora era una costante. Al compimento della maggiore età, però, la moda bussò alla mia porta: qualcuno notò la mia fisicità e da lì iniziò la carriera come fotomodella, hair model, indossatrice e immagine in fiere e discoteche. La moda mi ha insegnato a conoscere il mio corpo, ma presto ho capito che la mia vera strada era la scrittura, insieme al canto e alla recitazione.
“Dio non mi ha chiesto il corpo”: cosa significa per lei?
Significa che nessun successo vale la perdita della dignità. In certi ambienti, come la moda, il corpo diventa una merce implicita. Ho capito che Dio non mi chiedeva di barattarmi per andare avanti: quel no nasce dal rispetto verso me stessa.
Quanto è stato difficile dire no in quel mondo?
Molto. Il rifiuto viene punito con l’esclusione, porte che si chiudono, silenzi, occasioni che svaniscono. Ho pagato il prezzo, ma non me ne pento. Il mio corpo non è mai stato una moneta di scambio, e la fede mi ha aiutata a restare ferma.
Fede e tematiche LGBT convivono nella sua vita?
Assolutamente. Dio non è esclusione, è ascolto. L’amore, in tutte le sue forme, non può essere una colpa. Essere autentici significa non vergognarsi di chi si è.
In un mondo in cui l’amore sembra sempre più precario e instabile, come si può restare fedeli a se stessi senza perdere autenticità?
L’amore può salvarti o metterti in ginocchio. Ho vissuto relazioni in cui rischiavo di perdere me stessa, di adattarmi pur di essere accettata. Essere fedeli significa scegliere relazioni che non ti distruggono, anche se a volte si cammina da soli.

D. Dopo la moda e la spiritualità, è arrivata la scrittura. Può parlarci dei suoi libri: Una curvy in una jungla, Tre donne, Attimi di follia, Voci e ferite della violenza invisibile e Cuori LGTB+?
Scrivere è il modo di tenere insieme corpo, fede, dolore, amore e scelte. Nei miei libri racconto ciò che spesso viene taciuto: il prezzo dei no e la libertà che ne nasce. Una curvy in una jungla racconta la storia di una modella curvy che impara a domare un mondo inizialmente ostile; Tre donne segue tre protagoniste che si reinventano grazie a un legame profondo; Attimi di follia esplora fragilità e impulsi emotivi; Voci e ferite della violenza invisibile dà voce a chi subisce violenze nascoste; Cuori LGTB+ racconta storie di amore, coraggio e autenticità.
Che messaggio vuole lasciare a chi oggi teme i compromessi?
Dio, la vita, la coscienza non vi chiederanno mai di svendervi. Dire no può rallentare, ma salva. A volte la salvezza passa proprio da un rifiuto.
Come riassumerebbe la sua storia in una frase?
Ho detto no al successo che mi chiedeva il corpo, e sì a Dio, alla mia libertà e alla mia voce.











