Dario Patruno
L’Aula Convegni di palazzo Carpegna, presso il Senato della Repubblica, in Roma, ha ospitato la Conferenza Stampa dal titolo “La Scabbia un problema emergente”.
In questo evento promosso dal Senatore Ignazio Zullo, impossibilitato a partecipare, presieduto e introdotto per l’occasione dal Senatore Orfeo Mazzella sono state illustrate le criticità che la patologia presenta in Italia. Inserita sin dal 2017 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra le malattie tropicali trascurate, pur riconoscendone il significativo impatto sulla salute pubblica, presenta numerose criticità illustrate dagli autorevoli relatori, tra i massimi esperti nazionali della dermatologia e della pediatria.
Il termine deriva dal verbo latino “scabere”, grattare e si trasmette generalmente attraverso: contatto pelle-pelle prolungato.
La sua conoscenza risale a studi archeologici sull’Antico Egitto che la fanno risalire a oltre 2500 anni fa. Il primo riferimento testuale è contenuto nella Bibbia, Levitico, circa 1200 a.C. “Nè il gobbo, nè colui che ha panno o albugine nell’occhio, nè colui che ha scabbia, o volatica; nè l’ernioso” (Lev.21,20).
Fabio Arcangeli, presidente del Word Health Academy of Dermatology and Pediatrics ha illustrato cos’è la scabbia, malattia dermatologica contagiosa causata da un acaro microscopico (Sarcoptes scabiei) che vive sulla pelle umana. Questa condizione provoca intenso prurito e tipiche lesioni cutanee che seguono precisi schemi di diffusione sul corpo, illustrate in slides significative. La richiesta alla politica ed ecco la necessità di portarla all’attenzione del legislatore è quella di chiedere il passaggio in classe A di tutti i farmaci che oggi sono a totale carico del paziente. Esiste già una sperimentazione avviata con successo in Emilia Romagna e Trentino Alto-Adige ma i prontuari non sono aggiornati.
“Non solo la resistenza alla permetrina, ma anche la cattiva gestione terapeutica, che implica cure non eseguite a causa dell’elevato costo, indicazioni posologiche insufficienti, mancato o inadeguato trattamento dei contatti stretti, possono contribuire alla crescente diffusione della parassitosi. È per questo che i farmaci per la scabbia dovrebbero essere dispensati gratuitamente su tutto il territorio nazionale, riconosciuti in Fascia A dalle autorità sanitarie nazionali, così da renderli facilmente accessibili a tutti ed utilizzabili per la giusta durata e modalità di trattamento, a discrezione del medico prescrittore, poiché esistono situazioni specifiche in cui potrebbe risultare necessario prolungare o intensificare la terapia”.
“La scabbia è una malattia di rilevanza sociale, soggetta a denuncia obbligatoria e spesso a controlli domiciliari da parte dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, ma, nonostante ciò, nessun farmaco utilizzato per il suo trattamento è fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale”.
Lo ha ribadito Valerio Cirfera, presidente della Società italiana di Dermatologia legale e Forense (SIDELF).
Sono intervenuti altresì Torello Lotti, Presidente del Word Health Academy (Italy-USA) nonché Magnifico Rettore Prisca Sapientia Institute University, Zurich, Luca Fania, Consigliere Nazionale Associazione Dermatologi Ospedalieri (ADOI), Elena Mari, Consigliere Nazionale Associazione italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA); Rino Agostiniani, Presidente Società Italiana di Pediatria (SIP); Antonio D’Avino, Presidente Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Giuseppe Di Mauro, Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).
Solo nel 2024 sono stati segnalati 5.199 casi a livello nazionale rispetto a ai soli 492 del 2010 e 854 focolai che hanno coinvolto oltre 2.500 persone, 1.130 pazienti nel 2025 (massimo storico).
La conclusione è che la scabbia non è più una malattia sporadica, ma un fenomeno in crescita verticale in Italia. In alcune aree del paese si è registrato tra il 2020 e il 2023 un aumento di casi pari al 750%.
Il Senatore Orfeo Mazzella, già nel pomeriggio ha presentato le istanze della comunità scientifica presente a questo evento, in un intervento nella X Commissione del Senato, alla presenza del Governo, rappresentato dal senatore Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Sanità, il quale ha comunicato che verrà inoltrata una richiesta all’AIFA in merito alla riclassificazione del farmaco.
Nel suo intervento ha ribadito:
“1) la necessità del passaggio del farmaco ivermectina dalla classe C alla classe A, con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale;
2) l’urgenza dell’aggiornamento della pagina del Ministero della Salute dedicata alla scabbia, affinchè rispecchi l’attuale quadro epidemiologico e clinico.”
Tutti i componenti della X Commissione hanno convenuto sulla necessità e l’urgenza di questi interventi per un’azione rapida ed efficace.
Questo significa essere politici con la P maiuscola, attenti alle istanze dei territori al di là delle appartenenze politiche, come esige la tutela della salute garantita dell’art.32 della Costituzione “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Facciamo sì che questo principio venga tradotto in Leggi dello Stato.
Così i cittadini si riavvicineranno alla politica e ai loro rappresentanti, appellati “onorevoli e senatori” perché ritenuti degni di onore, ne siano degni e i cittadini saranno attirati all’esercizio del diritto di voto.












Molto, molto bene.
Complimenti caro Orfeo, le tue competenze sono mortificate in un’area politica come quella tua attuale, sono sempre stato un tuo estimatore al di là del collocamento politico. Buon lavoro!
Sono contento e seguo con interesse in attesa di esiti positivi per chi dovesse avere a che fare con questa brutta malattia. Spero passi in fascia A al più presto