Trasparenza salariale, CSE: “Punti chiave della direttiva comunitaria sia mantenuta nel Decreto Legislativo”

Diritti & Lavoro

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ROMA – “I punti chiave della direttiva comunitaria sulla trasparenza salariale devono essere mantenuti nel Decreto Legislativo” questa la posizione di CSE, la Confederazione Indipendente dei Sindacati Europei, che ieri è intervenuta ai lavori del tavolo di confronto presso il Ministero del Lavoro per la presentazione dello schema di decreto legislativo sul recepimento della direttiva comunitaria in merito alla trasparenza salariale che impegna gli Stati membri ad adottare politiche di trasparenza salariale per garantire una maggiore tutela delle parti più esposte e meno tutelate dalla contrattazione collettiva.

La CSE, intervenuta ai lavori del tavolo di confronto, ha rappresentato l’importanza di tale norma all’interno dell’ordinamento nazionale: “Abbiamo rappresentato la necessità che la norma definisca parametri di riferimento di maggior favore a cui la contrattazione deve allinearsi, e a cui non può derogare” dice Marco Carlomagno, il segretario generale della Confederazione. 

“Nel corso di questi anni si è verificato un sostanziale indebolimento della contrattazione collettiva e un sempre maggiore disallineamento sia dei tempi che dei contenuti, a seguito del mutamento dei rapporti di forza e di una parcellizzazione del mondo del lavoro – spiega Carlomagno, che aggiunge – Ecco il perché la CSE ritiene che sia importante mantenere nel Decreto legislativo di recepimento i punti chiave della direttiva comunitaria, con riferimento alla trasparenza rispetto ai dati non solo di genere e salariali tra singoli lavoratori dell’azienda a parità di inquadramento, ma anche alla conoscenza piena da parte di chi si affaccia al mondo del lavoro dei diritti e delle retribuzioni fin dal momento della costituzione del rapporto di lavoro” spiega il segretario generale. 

“Nel lavoro pubblico, in particolare, benché nell’immaginario collettivo sia considerato quello maggiormente tutelato – dice Carlomagno – c’è la necessità di un intervento che garantisca la piena trasparenza nell’accesso alle diverse funzioni e agli incarichi, troppo spesso diversificati a secondo del genere, e nella gestione di sistemi di valutazione e di performance che intervengono a valle della contrattazione rispetto all’erogazione del salario di produttività e dei percorsi di carriera”. 

“Per la CSE, dunque, questa norma rappresenta l’occasione per dare più garanzie e tutele al mondo del lavoro riaffermando nel contempo il ruolo e le prerogative delle rappresentanze dei lavoratori. Per questo presteremo la massima attenzione ai contenuti finali dello schema di Decreto legislativo predisposto dal Ministero del lavoro, che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri giovedì prossimo, e seguiremo l’iter di approvazione del documento in sede parlamentare, fornendo le nostre osservazioni alle Commissioni coinvolte” conclude Carlomagno.

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