Israele dice no ad uno Stato palestinese ed approva misure per rafforzare il controllo sulla Cisgiordania
Approvate ieri dal gabinetto di sicurezza israeliano misure atte a consolidare ed estendere il controllo di Israele sulla Cisgiordania
Nuovi provvedimenti da parte del governo israeliano volti all’annessione totale della Cisgiordania! Secondo quanto riportato dai media locali, infatti, in una riunione d’urgenza, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato ieri una serie di misure idonee a garantire a Israele il controllo totale della Cisgiordania occupata.
Una mossa strategica, questa, mirata all’indebolimento dei poteri già di per sé limitati dell’Autorità Nazionale Palestinese
Le dichiarazioni di Smotrich
“Continueremo a seppellire l’idea di uno Stato palestinese”.( AP) questa la dichiarazione rilasciata nella giornata di ieri dal ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich.
Una dichiarazione che esprime chiaramente i reali intendimenti del governo di Netanyahu e che preclude le speranze internazionali della costituzione di uno Stato palestinese.
Ovviamente, però, tale drastica decisione deve ancora ottenere l’approvazione del comandante supremo per la Cisgiordania, ma preoccupa il clima che si respira nella Cisgiordania, Territorio devastato dalle continue incursioni dei coloni ebrei. Incursioni che sfociano troppo spesso nella violenza, ammantate da una pseudo legittimità biblica.
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La reazione del presidente palestinese
Immediata ed ovvia la reazione del presidente palestinese Mahamoud Abbas, che non ha nascosto la sua preoccupazione per una decisione da lui definita ‘Pericolosa’.
Una decisione che, come da lui evidenziato, rappresenta un tentativo israeliano di dare carattere di legalità all’espansionismo dei coloni israeliani che ormai occupano circa il 60% del territorio cisgiordano.
Il presidente, in virtù di queste considerazioni, ha rivolto un pressante appello agli Stati Uniti ed al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sollecitando un loro intervento immediato.
Altre reazioni
Anche il Ministero degli Esteri giordano ha ufficialmente condannato una tale decisione del governo Netanyahu, definendola “ mirata ad imporre l’illegale sovranità israeliana”.
Una mossa strategica, dunque, al fine di consolidare e legittimare i continui insediamenti israeliani nel territorio.
Ben più drastico, invece, l’appello di Hamas rivolto ai palestinesi della Cisgiordania. A questi infatti Hamas ha rivolto l’invito a intensificare il confronto con l’occupazione da parte dei coloni. Una sorta di chiamata alle armi?
Le misure stabilite
A pochi giorni dall’incontro fra Netanyahu e Trump, questa riunione d’urgenza rappresenta quasi un campanello d’allarme ed evidenzia, alla luce delle misure stabilite, un manifesto tentativo di ottenere l’approvazione di esse del presidente Usa.
Si stabilisce in esse che venga annullato il divieto di vendita di terreni della Cisgiordania agli ebrei israeliani, nonché la totale declassificazione degli attuali registri catastali della regione, al fine di agevolare l’acquisizione di terreni da parte dei coloni.
Inoltre è previsto il trasferimento della pianificazione edilizia nei siti religiosi ed altri siti sensibili della città di Hebron alle autorità israeliane. Quest’ultime, poi, do vrebbero estendere la loro ingerenza anche all’interno di qualsivoglia questione, ambientale o archeologica, nelle aree al momento amministrate dai palestinesi.
Insomma un controllo totale dell’intera regione da parte di Israele, che vanificherebbe ogni tentativo di costituire uno Stato palestinese..
L’attuale situazione della Cisgiordania
Allo stato attuale, oltre 700.000 israeliani vivono nella Cisgiordania occupata, nonché a Gerusalemme Est. Una situazione definitasi nel 1967, con la guerra dei 6 giorni quando Israele privò la Giordania di tali territori, peraltro rivendicati dai palestinesi.
Una situazione, dunque, che si trascina da decenni e che di certo mina le già difficili relazioni tra i contendenti.
Una situazione che, troppo spesso, trova il silenzio della comunità internazionale, che pure considera illegali gli insediamenti israeliani in questi territori. Ma, sino ad ora, non vi è stato alcun intervento concreto per trovare una soluzione ed arginare simili appropriazioni, che rappresentano un ostacolo alla pace ed alla concretizzazione di uno Stato palestinese.
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