“Art” all’Ambra Jovinelli

Teatro

Di

Michele Riondino dirige e interpreta il capolavoro di Yasmina Reza: una tela bianca, tre amici e quello che non si sono mai detti

Dal 18 febbraio al 1° marzo, all’Ambra Jovinelli di Roma, va in scena “Art” di Yasmina Reza, una delle commedie contemporanee più rappresentate al mondo, diretta e interpretata da Michele Riondino, affiancato da Daniele Parisi e Michele Sinisi.

 

Lo spettacolo segna un nuovo capitolo per l’interprete delle serie tv “Il giovane Montalbano” e “I Leoni di Sicilia” come regista teatrale, iniziato con “La vertigine del drago” al Festival dei Due Mondi di Spoleto e proseguito con “Siamosolonoi” e “Angelicamente anarchici”.

 

La produzione è a cura di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni, in coproduzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro.

 

Reza, nata a Parigi da padre iraniano e madre ungherese, è una delle scrittrici più influenti del panorama europeo. La drammaturga francese è anche autrice de “Il dio del massacro”, da cui Roman Polanski ha tratto il film “Carnage”.

 

Scritto alla fine degli anni Ottanta,  “Art” è un testo che ha attraversato decenni e confini linguistici senza perdere incisività. Tradotto in quaranta lingue e interpretato da attori come Jean-Louis Trintignant, Fabrice Luchini, Albert Finney e Tom Courtenay, è considerata la commedia francese contemporanea più rappresentata al mondo.

 

Al centro della vicenda ci sono tre amici, una tela, attraversata da impercettibili righe bianche, acquistata da Serge per la cifra di duecentomila euro, e una discussione apparentemente banale, destinata a far esplodere fragilità, rivalità e identità. A completare il triangolo c’è Yvan, incapace di prendere posizione, già travolto dalle difficoltà personali e dai preparativi del suo matrimonio.

 

Da un dissidio estetico, solo in apparenza marginale, prende forma un conflitto che travolge i tre uomini e mette a nudo rancori mai davvero sopiti.

 

Michele Riondino porta in scena il testo di Yasmina Reza sulle dinamiche dell’amicizia maschile (ph. Maurizio Greco)

Nella lettura di Riondino, “Art” diventa una riflessione sul senso del bello, ma soprattutto sulle dinamiche del potere nei rapporti personali, un terreno instabile, attraversato da equilibri precari, bisogno di riconoscimento e ipocrisie condivise.

 

Ma ribalta davvero il punto di vista femminile di Reza sulle amicizie maschili? Lo scopriremo solo a teatro.

 

Il quadro non è che un detonatore. La serata tra amici si trasforma rapidamente in un regolamento di conti, un gioco al massacro verbale in cui le parole si fanno sempre più taglienti, fino a ridurre in macerie l’equilibrio del rapporto.

 

La scrittura di Yasmina Reza, fatta di dialoghi affilatissimi, situazioni quotidiane che virano verso il conflitto, ironia secca, mai consolatoria, uno sguardo impietoso sui rituali sociali, sull’ego, sul bisogno di riconoscimento, alterna comicità e crudeltà con precisione millimetrica.

 

Il pubblico ride, ma a denti stretti. Sotto la superficie brillante del théâtre de boulevard affiora una malinconia sottile, che accompagna lo sgretolarsi delle certezze dei personaggi. È una risata che non consola, ma costringe a riconoscere quanto sottili siano i confini tra amicizia, competizione e risentimento.

 

Completano lo spettacolo il disegno luci di Cristian Zucaro, le scene di Vito G. Zito, i costumi di Silvia Segoloni e l’aiuto regia di Maria Federica Bianchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube