Negli ultimi anni l’economia cubana ha affrontato una combinazione di shock esterni e criticità interne che ne hanno compromesso la capacità di crescita.
Alla riduzione degli scambi internazionali e alle restrizioni finanziarie si è aggiunta una grave crisi energetica, che ha inciso direttamente sulla produzione, sui servizi e sul benessere della popolazione. In tale contesto, il turismo tradizionalmente una delle principali fonti di valuta estera ha subito una contrazione significativa, con conseguenze rilevanti sul prodotto interno lordo e sulla stabilità sociale.
Il sistema energetico cubano è caratterizzato da una forte dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e da infrastrutture di generazione obsolete. La riduzione delle forniture esterne ha determinato un deficit cronico di produzione elettrica, traducendosi in blackout frequenti e razionamenti programmati.
Dal punto di vista economico, l’insicurezza energetica rappresenta un vincolo strutturale allo sviluppo, in quanto limita la continuità produttiva, riduce l’efficienza dei servizi e aumenta i costi indiretti per lo Stato e per le famiglie.
Il turismo ha svolto un ruolo centrale nella strategia economica cubana a partire dagli anni Novanta, la sua evoluzione mostra tuttavia una forte sensibilità agli shock esterni.
Tabella 1 – Arrivi turistici internazionali a Cuba (anni selezionati)
| Anno | Turisti (milioni) | Nota interpretativa |
| 1995 | 0,74 | Avvio della crescita post-socialista |
| 2000 | 1,74 | Fase di espansione |
| 2010 | 2,51 | Consolidamento del settore |
| 2018 | 4,68 | Massimo storico |
| 2020 | 1,08 | Shock pandemico |
| 2021 | 0,36 | Minimo storico |
| 2023 | 4,10 | Ripresa temporanea |
| 2024 | 2,20 | Nuova contrazione |
| 2025* | 2,60 | Stima preliminare |
* stima basata su dati ufficiali e analisi settoriali.
L’andamento evidenzia come la ripresa successiva alla pandemia non sia risultata strutturalmente sostenibile, soprattutto in presenza di vincoli energetici e logistici.
Tabella 2 – Contributo stimato del turismo al PIL cubano
| Anno | Quota sul PIL | Osservazioni |
| 2019 | ~10% | Periodo pre-crisi |
| 2022 | ~9% | Ripresa parziale |
| 2023 | ~12–13% | Aumento della dipendenza settoriale |
| 2024–25 | In diminuzione | Effetti combinati di crisi energetica e calo dei flussi |
L’aumento della quota nel 2023 non riflette una crescita strutturale, bensì una contrazione relativa di altri settori produttivi.
La riduzione delle entrate in valuta estera ha aggravato problemi quali inflazione, scarsità di beni essenziali e deterioramento dei servizi pubblici, in tale contesto, l’emigrazione rappresenta una risposta razionale degli individui a prospettive economiche limitate, ma costituisce al contempo un fattore di indebolimento del capitale umano nazionale. Nel breve-medio periodo si delineano due scenari principali: (i) una stabilizzazione legata a nuovi accordi energetici e a un miglioramento del contesto internazionale; (ii) una fase prolungata di stagnazione, qualora i vincoli energetici e finanziari persistano. L’analisi mostra come la crisi attuale cubana non sia riconducibile a un singolo evento, ma derivi dall’interazione tra vulnerabilità strutturali, shock esterni e dipendenza energetica.
Il declino del turismo e l’instabilità energetica rappresentano oggi i principali ostacoli alla ripresa economica, un’eventuale uscita dalla crisi richiederebbe interventi strutturali sul sistema energetico e una diversificazione delle fonti di crescita economica.
Prof. Ing.Ec Angelo Sinisi – Romania














