Leggi incomprensibili costano 110 miliardi l’anno

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Leggi malfatte hanno causato perdite annue per 110 miliardi di euro. Nel 2007 una relazione della Presidenza del Consiglio stimava l’esistenza di leggi variabili tra le 100 mila e le 300 mila. Una ricerca pubblicata su American Economic Review ha dimostrato il drastico peggioramento della qualità delle leggi italiane degli ultimi trent’anni. Leggi sempre più lunghe, zeppe di materie varie fino a diventare incomprensibili. Costi calcolati da una ricerca della Università Bocconi.

Lo scontro tra chi vota sì e chi vota no al referendum di marzo prossimo cresce di tono e di spessore. Assente completamente è il contesto dentro cui si colloca tale scontro e,  dal quale non è consentito prescindere. Lo Stato di diritto si fonda non solo sulla separazione dei poteri ma anche su una legislazione che deve essere “chiara, facile da comprendere e non ambigua; semplice e concisa, evitando elementi superflui”. Almeno tendenzialmente deve essere così, considerando lo stato di necessità determinato da crisi improvvise, provvedimenti da assumere urgentemente, compromessi politici. Il risultato finale è rappresentato dall’accumulazione di leggi che generano un sistema normativo in cui si è persa la coerenza.

La ricerca su American Review

Una rigorosa ed esaustiva ricerca sulla produzione legislativa in Italia è stata pubblicata alcuni anni fa sull’American Economic Review, una rivista accademica sottoposta a revisione paritaria.

Sull’American Economic Review, il titolo era “Instabilità politica e sovraproduzione di leggi”. La cosiddetta Seconda Repubblica in Italia ha generato una pessima qualità normativa che a sua volta ha generato un caos di leggi senza precedenti.  Come documentato da Openpolis, il governo Meloni ha emanato 98 decreti-legge dal suo insediamento. Ne produce mediamente allo stesso ritmo degli esecutivi che hanno affrontato la pandemia. l 37% delle leggi approvate sono conversioni di decreti. È il dato più alto dal 1996 a oggi.

I temi più rilevanti sono quasi sempre affrontati per decreto. Le leggi ordinarie trattano principalmente temi tecnici o comunque non particolarmente politicizzati. Il governo Meloni pone in media 2,9 questioni di fiducia al mese. La caratteristica delle leggi italiane dell’ultimo trentennio è che sono diventate sempre più lunghe e, con l’uso dei decreti omnibus, sono state infarcite delle più disparate materie. Il risultato? Leggi diventate difficili da comprendere anche per gli esperti.

I risultati

Dalla ricerca citata si rileva che l’85 per cento delle frasi nei testi legislativi supera le 25 parole, oltrepassando la soglia fissata ai fini della chiarezza del testo. Ogni 100 parole le leggi italiane contengono quattro rimandi ad altre leggi, creando problemi interpretativi che rasentano l’arbitrarietà. Questa accozzaglia normativa genera dei costi economici che una ricerca dell’Università Bocconi dal titolo “Il costo economico di leggi ambigue” ( https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=5309098) quantifica in 110 miliardi di euro l’anno. Nel lavoro dei ricercatori della Bocconi si legge che leggi poco chiare generano “incertezza sui diritti e sugli obblighi, scoraggiano gli investimenti, frenano l’innovazione e ostacolano la crescita imprenditoriale, riducendo così il potenziale produttivo del Paese”.

Incidenza sulla crescita

Successivamente stimano l’effetto della qualità delle leggi sull’incertezza giuridica e quindi l’impatto sulla crescita economica. Nella ricerca sono stati usati criteri linguistici tratti da manuali di scrittura giuridica come Cassese, 1994. Infine, l’applicazione alle 75 mila leggi italiane ha consentito di costruire degli indicatori e l’effetto qualitativo delle norme partendo dal disaccordo eventuale tra Cassazione e tribunali di merito. Urgente la riforma organica del sistema delle leggi. Aggiungo che nel 2007 una relazione della Presidenza del Consiglio ammetteva che non si conosceva il numero delle leggi. Erano stimate tra 100 mila e 300 mila considerando anche normative locali e decreti attuativi.

Immagine : Virgilio

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