Olimpiadi invernali: cosa accade quando finisco i Giochi?

Sport & Motori

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di Lucia Abbatantuono

Le Olimpiadi invernali sono ​i​n pieno svolgimento.
Il Comitato Olimpico Internazionale li definisce “i Giochi più estesi nella storia delle Olimpiadi“.​ Q​uesto perché i Giochi si svolgono in diverse del Nord Italia, con i due principali siti di gara a circa 400 chilometri di distanza. 
Ma cosa succede quando lo spettacolo finisce e gli atleti se ne vanno? Per gli organizzatori di Milano-Cortina la speranza è che questo modello diffuso porti benefici a lungo termine a tutte le comunità coinvolte.

Cortina d’Ampezzo e Milano, ciascuna col suo braciere acceso durante l’apertura dei Giochi, distano centinaia di chilometri. Cosa che pone sfide logistiche, in particolare per garantire un trasporto agevole tra le sedi. Ma il Ministro dell’Economia Giorgetti ritiene che gli investimenti nelle infrastrutture regionali per i Giochi hanno accelerato i miglioramenti necessari in tutta la regione.
Secondo il Ministero dei Trasporti sono stati investiti oltre 4 miliardi di dollari. Banca Ifis, tra i più grandi gruppi finanziari e bancari italiani, stima un valore di circa 6,26 miliardi di dollari, di cui circa 3,55 miliardi attribuibili al valore ereditato da impianti sportivi migliorati e da infrastrutture civili.
Oltre ai trasporti, gli organizzatori dei Giochi Olimpici affermano di investire in sistemi di distribuzione elettrica in montagna, in centri sanitari e nell’incremento dell’efficienza energetica e della riduzione degli sprechi negli impianti già esistenti.

Il rapporto “Sports for People and Planet” del World Economic Forum evidenzia poi il potenziale economico dell’economia sportiva globale, che vale già circa 2,3 trilioni di dollari e si prevede che raggiungerà gli 8,8 trilioni di dollari entro la metà del secolo. Il turismo sportivo è un fattore chiave, citato dal Forum come contributo fondamentale a questa crescita.

Come sostiene anche l’iniziativa “Games’ Impact 2026“, un altro progetto creato per garantire maggiore accesso alle opportunità economiche offerte dalle Olimpiadi per le micro, piccole e medie imprese. Questo progetto afferma che l’impatto dei Giochi è quello di dare potere alle comunità svantaggiate, promuovere pratiche sostenibili ed etiche e sostenere lo sviluppo economico locale. Eppure, dopo le Olimpiadi estive di Parigi del 2024, la Corte dei Conti francese ha stimato che i Giochi abbiano incrementato la crescita economica soltanto di 0,07 punti percentuali, quindi qualsiasi beneficio economico previsto di Milano-Cortina 2026 è, a questo punto, solo questo: una previsione.

Le Olimpiadi invernali in Italia sperano di portare benefici economici e sociali sia alle città che alle regioni montane. Il Villaggio Olimpico di Porta Romana, a Milano, diventerà un complesso residenziale per studenti dopo i Giochi e, insieme all’Arena Santagiulia, contribuirà a dare impulso a due quartieri della città. Dicono gli organizzatori.
E dicono pure che il Villaggio Olimpico, che sorge su uno scalo ferroviario abbandonato, offrirà 1.700 posti letto per gli studenti, e molti spazi commerciali e pubblici.
A Cortina d’Ampezzo è stato costruito un villaggio temporaneo, il cui terreno sarà restituito al pubblico dopo i Giochi. Nel frattempo a Livigno tre tradizionali rifugi alpini sono stati ristrutturati e adattati, e saranno restituiti al settore alberghiero locale dopo la conclusione delle Olimpiadi.

Tuttavia, alcuni ambientalisti hanno criticato l’impatto dei Giochi sulle regioni montane, con alberi abbattuti per far posto a nuove sedi e cementificazione di parcheggi, strade e altre infrastrutture. È stata criticata anche la necessità di produrre neve artificiale, con circa 2,7 milioni di metri cubi d’acqua prelevati da fiumi e torrenti alpini.
Inoltre, altre ricerche sui Giochi precedenti suggeriscono che i benefici locali possono essere effimeri. Uno studio, condotto dopo Londra 2012, mette in guardia: “I dati indicano modelli di gentrificazione e migrazione, suggerendo che la comunità locale originaria potrebbe essere stata esclusa dall’equazione

Un articolo del 2016 pubblicato sul Journal of Economic Perspectives avvertiva che le Olimpiadi “producono benefici netti positivi solo in circostanze molto specifiche e insolite”. Secondo il rapporto, invece, il rapporto “Travel and Tourism at a Turning Point: Principles for Transformative Growth” del World Economic Forum si prevede che entro la metà del 2030, viaggi e turismo contribuiranno per 16.000 miliardi di dollari al PIL globale.
Ma questa crescita porta nuove sfide, tra cui l’attrito tra visitatori e residenti e la pressione che turismo e viaggi esercitano sui sistemi naturali. In definitiva, sebbene l’incremento economico della spesa turistica nei prossimi 12-18 mesi potrebbe valere alla Lombardia 1,4 miliardi di dollari, le comunità locali temono il sovraffollamento turistico.

Un gruppo di esperti suggerisce che i Giochi potrebbero attrarre altri 9 milioni di visitatori nelle cinque province ospitanti, nei prossimi anni.
Di certo, tutti gli studi sul tema sono concordi nell’affermare che serve un’attenta gestione delle politiche per gestire la congestione e il sovraffollamento, e serve anche un cambiamento di prospettiva per passare “dalla restrizione alla ridistribuzione“, indirizzando le persone verso aree meno visitate. E Non sembra affatto una cattiva idea.

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