La Chiesa accoglie durante il Ramadan

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La Chiesa accoglie i musulmani durante il Ramadan a Monfalcone dopo la chiusura di tre moschee

Chiusi tre centri culturali islamici

Monfalcone (Gorizia). Tra il 2025 e l’inizio del 2026, sono stati chiusi dal Comune tre centri culturali islamici per irregolarità urbanistiche e mancato cambio di destinazione d’uso, siccome tali spazi non erano autorizzati come luoghi di culto. Sarebbe stato meglio trovare la strada per metterli a norma o offrire dei luoghi a norma in sostituzione in affitto. Infatti il 30% degli abitanti di Monfalcone è straniero, con una preponderanza proveniente dal Bangladesh, ossia musulmana. Molti di questi stranieri sono stati assunti per lavorare nella cantieristica navale italiana del posto. Per evitare il rischio di radicalizzazione non è giusto impedire anche ai religiosi moderati di pregare, bisognerebbe arrestare gli estremisti rei, non creare disagio ai più.

Anna Maria Cisint

L’ex sindaca Anna Maria Cisint è la promotrice delle chiusure dei centri culturali islamici, è della Lega ma ha idee molto diverse da quelle prevalenti nel centro-destra, che sostengono invece di dover compiere azioni dure verso gli stranieri delinquenti tenendo però le braccia aperte verso chiunque si sia regolarizzato o si voglia regolarizzare. A riprova delle intenzioni pacifiche della folla musulmana di Monfalcone, di recente (dicembre 2024) in questa città c’è stato un solo arresto di ventisettenne turco che promuoveva Al Qaeda e Isis. Non risulterebbero altri arresti di islamici negli ultimi anni, legati al fanatismo.

Stalle Rosse e San Michele

Alcuni bengalesi, alla ricerca di uno spazio dove trascorrere il ramadan, hanno chiesto aiuto a don Zanetti, che ha preso a cuore la questione e l’ha riferita ai superiori. Il vescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, ha dato il benestare. Così, monsignor Paolo Zuttion ha accolto i fedeli musulmani alle Stalle Rosse a Staranzano, mentre don Zanetti sta permettendo loro di pregare per il ramadan nell’oratorio di San Michele. Don Zanetti ad Ansa ha dichiarato “Occorre rispetto reciproco e attenzione all’altro. Bisogna superare paure e diffidenze“. Rejaul Haq Raju, presidente dell’associazione Baitus Salat, ringrazia “i fratelli cattolici” per la disponibilità e sottolinea di aver “sempre rispettato le regole”.

Ramadan

La paura verso il diverso aumenta laddove c’è ignoranza. Meglio dunque conoscere cos’è il ramadan. Il ramadan è il nono mese del calendario islamico ed è il più sacro dell’anno perché commemora la prima rivelazione del Corano al profeta Maometto. Dura 29 o 30 giorni. Nel 2026, è iniziato il 18-19 febbraio e avrà fine il 20-21 marzo. Durante il ramadan ogni fedele deve digiunare dall’alba al tramonto, privandosi di cibo e bevande, inclusa l’acqua, fumo e rapporti sessuali. Prima dell’alba e dopo il tramonto il fedele può bere e mangiare senza limitazioni, per avere le energie per la giornata. Questo ferreo digiuno è segno di autodisciplina e aiuta la preghiera, la riflessione e la purificazione. Non è previsto il digiuno per i bambini, gli anziani, i malati, le donne incinta o in allattamento e i viaggiatori. Si evince che il ramadan non prevede azioni punibili dalla Legge Italiana

Valori italiani e musulmani a braccetto

Sia per il centro-sinistra che per il centro-destra, il dialogo con l’Islam deve basarsi su valori condivisi, diritti umani e libertà religiosa. Si devono richiedere registri pubblici per i luoghi di culto, si devono monitorare i finanziamenti esteri, bisogna pretendere il rispetto delle leggi italiane e della cultura italiana e si devono arrestare coloro che compiono illeciti. Alla luce di questo non si può proibire di ottenere dei luoghi dove esercitare la propria libertà religiosa, sarebbe una violazione dei diritti umani. Un grande applauso va ai don di Monfalcone ed al vescovo di Gorizia, esempi di civiltà e di integrazione.

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