“Tutti i sondaggi concordano: se vota la maggioranza degli italiani, vince il sì. Cosa significa? Significa che gli italiani sono in maggioranza favorevoli alla riforma. Su questo tutti gli analisti sono d’accordo, tutte le rilevazioni concordano. E nelle loro rilevazioni evidenziano come più cresce la partecipazione, più cresce il sì”. Lo dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, interpellato dall’ANSA sul referendum per la riforma della giustizia. “Per questo – ha aggiunto Urso – è necessario fare appello al voto, affinché gli elettori si esprimano. Perché vinca la democrazia, cioè la partecipazione. Perché vinca la riforma, necessaria. Perché prevalga la maggioranza che lavora e che produce, quella che una volta veniva definita, appunto, la maggioranza silenziosa degli italiani. La stessa maggioranza che nei momenti decisivi è andata a votare, sempre per il bene del Paese”, ha concluso il ministro. Sul tema il ministro si era già espresso la settimana scorsa, a margine della direzione nazionale di Fdi a Roma, quando aveva sottolineato l’importanza del si anche per imprese “Credo che la maggioranza silenziosa comprenderà quanto importante sia il sì al referendum. Lo dico anche come referente delle imprese italiane, un sì per le imprese, per rendere più veloce, autonoma, efficace la giustizia che è uno dei problemi anche per chi vuole investire in Italia. Sì per l’impresa Italia”. Così il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, arrivando alla Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia. “Alcuni eclatanti esempi li abbiamo visti anche ultimamente: un sequestro probatorio di nove mesi. Noi vogliamo rendere la giustizia giusta in questo Paese”,
Italia deve accelerare sulla IA
Urso ieri ha partecipato all’ importante IA Impact summit di New Dehli, dove era li in rappresentanza della premier Giorgia Meloni e dove ha concluso un importante accordo con India e Kenya per lo sviluppo di porgetti sull’0intelligenza artificiale in Africa “Siamo stati il primo Paese europeo a dotarci di una legge quadro sull’intelligenza artificiale, in linea con l’AI Act europeo. Dobbiamo ora integrarla sempre più nei settori chiave dell’economia nazionale come la manifattura avanzata, l’agroalimentare, la moda, il design, la salute e l’energia, valorizzando la nostra tradizione industriale e creativa – ha aggiunto URSO – Accanto alle regole, però, servono soprattutto investimenti nelle infrastrutture. Stiamo rafforzando le capacità di calcolo e le reti digitali, partecipando ai progetti europei sul cloud sovrano e sulle reti ad alte prestazioni, e ci candidiamo a ospitare una delle quattro gigafactory europee per l’IA. L’Italia vuole essere uno snodo centrale di questo disegno europeo”.
Secondo sondaggio Tecne, ampio vantaggio per il si al referendum
Il verdetto del sondaggio Tecnè, commissionato da RTI e realizzato tra il 17 e il 19 febbraio 2026, sembra smorzare gli entusiasmi del fronte del no, che nelle ultime settimane sembravano aver rialzato la testa, in base a sondaggi favorevoli: se si votasse oggi, la riforma della giustizia passerebbe con un netto 54-56%. Con la fazione del No attestato su una forbice che va dal 44 al 46%.















