Ecocultura non è soltanto uno sguardo sull’ambiente, è un atto d’amore consapevole verso ciò che ci ha generati.
Ci sono luoghi che non sono soltanto geografia.
Sono memoria viva, radice che pulsa sotto la pelle, paesaggi che diventano identità.
Nel racconto di Marilisa Sebastiani la terra non fa da sfondo, respira, osserva, custodisce. “La Casetta” è molto più di un piccolo appezzamento tra ulivi e pietra antica, è un microcosmo affettivo, un orizzonte che unisce montagna e mare, passato e desiderio, silenzio e promessa.
Tra la Maiella innevata, l’Adriatico che si confonde con il cielo e i borghi che sembrano stringersi per non sentirsi soli, prende forma una dichiarazione d’amore limpida e concreta verso il Molise più autentico — quello che non grida, ma resta.
Il racconto di Marilisa Sebastiani è una dichiarazione d’amore verso i suggestivi angoli della propria terra che diventano protagonisti a tutto tondo di un passato amato. Delicata descrizione che si fa auspicio per un futuro di nuova vitalità.
La Casetta
La Casetta è un piccolo fazzoletto di terra ricoperto da erbe selvatiche ed olivi secolari, con
una piccola casetta in pietra al centro, da cui il nome, appartenente da cento anni ad una
famiglia di un paesino del Molise, che si chiama Palata.
Mentre mi avvicino al terreno, in una splendida giornata di sole invernale, mi illumina la
Maiella con la sua neve bianca più che mai, poco sotto le Mainarde, più piccole come
fossero le sorelle minori a sorreggere quel bianco candore.
Sul monte, a fianco, svetta di colpo il Comune di Tavenna, con le sue case in pietra tutte
attaccate, forse per non sentirsi sole, un manto di alberi proprio sotto a sorreggere il terreno
per non farlo scivolare.
Appena dopo, come per incanto, cambia il panorama, c‘è il mare, il nostro Adriatico a dare
un nuovo colore, quell’azzurro intenso che sembra confondersi con il cielo.
Continuando a girare lo sguardo scorgo le isole Tremiti, piccole e raccolte tra loro, in
quell’azzurro sconfinato, sembrano lì a due passi da me, come si potessero toccare, ci
separa soltanto una grande discesa di terra, un po’ bruna per i campi arati, un po’ verde per
il grano appena germogliato.
E’ un arcobaleno di colori, gli alberi con le foglie ancora attaccate, gialle, arancioni, rosse,
viola e marroni a salutarci prima di tornare a terra per rinvigorire il suolo.
Piccole calendule, di un giallo intenso, spuntano dall’erba verde scuro e sembrano dire “sta
arrivando la primavera”.
Più a sud sdraiato su un dolce colle, che lascia intravedere la punta del Gargano, appare il
Comune di Montecilfone, con il suo campanile a punta che guarda il cielo, accanto alla
magnifica chiesa di San Giorgio, che sembra abbracciare tutte le case, una piccola
bomboniera di pietra.
Un posto magico di rara bellezza, purtroppo ora deserto.
Nel passato era animato da donne che andavano a lavare i panni alle fontane e
approfittavano per scambiarsi confidenze, mentre gli uomini con asini e muli sempre li a
lavorare i campi o a pascolare il gregge.
Lo sguardo corre su casette bianche, sparse nel verde con piccole aie, dove fanno capolino
gli animali, mi lasciano immaginare che c’è ancora vita e sono pronte ad accogliere
visitatori e curiosi in cerca di novità e di bello.
Marilisa Sebastiani

L’isola di Gary, con logo e scritta eco cultura.
Radici vive
“La Casetta” non è soltanto un ricordo da custodire con nostalgia.È una soglia.
Tra ciò che è stato — le mani nell’acqua delle fontane, i muli nei campi, le aie brulicanti — e ciò che potrebbe tornare a fiorire.
In quelle calendule che annunciano la primavera c’è un messaggio chiaro, la terra aspetta, ma non si arrende. E forse il vero invito di questo racconto è proprio questo — tornare a guardare, tornare ad abitare, tornare a credere che anche i luoghi apparentemente deserti possano riaccendersi di vita. Perché certi angoli di mondo non chiedono altro che essere amati ancora.
Ruoli della rubrica
Rubrica “L’Isola di Gary – EcoCultura” a cura di: Maria Pia Latorre eSandro Marano
Testo: Marilisa Sebastiani
Coordinamento editoriale: Marilù Murra
Appuntamento ogni martedì su Il Corriere Nazionale
I contributi vanno inviati a
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Versi e Racconti della Settimana –Rubrica a cura di Marilù Murra per il Corriere di Puglia e Lucania, in collaborazione con ANIM
Chiunque voglia partecipare con un proprio contributo può contattare la curatrice della rubrica.
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