“Chi ha ucciso Rino Gaetano?”

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Il libro di Bruno Mautone: un’indagine su fatti, frequentazioni e scenari internazionali

Venerdì 27 febbraio, a Roma, sarà presentato il libro “Chi ha ucciso Rino Gaetano?” (Tribal Edizioni) di Bruno Mautone, avvocato cassazionista, da anni impegnato in una rilettura critica delle circostanze legate alla morte del cantautore calabrese. Il volume si colloca tra ricostruzione documentale e narrazione alternativa, in un contesto dove la vicenda giudiziaria risulta formalmente chiusa.

 

Era la notte tra l’1 e il 2 giugno 1981, quando Rino Gaetano moriva in un incidente stradale sulla via Nomentana. I referti medici parlarono di un grave politrauma, con trauma cranico-encefalico e lesioni toraciche e facciali compatibili con un impatto frontale violento.

 

Il trasferimento tra ospedali e i ritardi nei soccorsi alimentarono il dibattito pubblico e portarono a un’interrogazione parlamentare di due senatori al Presidente del Consiglio Arnaldo Forlani, senza modificare la qualificazione giudiziaria della morte. “Le modalità del sinistro e dei cosiddetti soccorsi furono talmente non credibili che fu presentata un’interrogazione parlamentare” sottolinea Mautone.

 

L’artista e il contesto politico

Gaetano non era solo un cantautore. La sua produzione, caratterizzata da un linguaggio paradossale e riferimenti riconducibili a fatti di cronaca, è stata interpretata da alcuni come una forma di denuncia sociale e critica ai sistemi di potere italiani degli anni Settanta, pur senza riscontri giudiziari. Brani come “Nuntereggae più”, “La ballata di Renzo” o “E Berta filava” sono stati letti in chiave allusiva rispetto a vicende politiche e dinamiche dell’epoca, ma tali letture restano sul piano delle ipotesi.

 

Il libro distingue con attenzione tra fatti accertati e costruzioni narrative, e si basa su testimonianze, documenti e materiali d’archivio indicati dall’autore, senza proporre teorie precostituite.

 

Venerdì 27 febbraio, presentazione del libro al VI Municipio di Roma (ph. U.S.)

Amicizie e frequentazioni

L’interesse per la figura del cantautore, racconta l’avvocato, nasce da incontri personali e dall’analisi di dichiarazioni pubbliche dell’artista. “Ho conosciuto personalmente Rino nell’agosto del 1978 ad Agropoli… mi colpì l’immagine di un artista controcorrente, attento anche a temi legati ai poteri che influenzano la politica”.

 

Un ruolo chiave nella ricostruzione è attribuito alla testimonianza dell’amico Domenico Messina, indicato come una fonte diretta della vita privata del cantante. “Proprio grazie a Messina ho ricostruito la figura dell’amico più intimo, Enrico Carnevali”, spiega l’autore.

 

Secondo quanto riportato nel volume, alcune frequentazioni dell’ambiente personale di Gaetano si collocherebbero in contesti vicini a strutture diplomatiche e di intelligence, circostanza ritenuta significativa da Mautone, pur senza elementi giudiziari che colleghino tali ambienti alle cause della morte.

 

Una morte controversa

Gaetano morì a 30 anni, dopo che cinque ospedali rifiutarono il ricovero. L’unica ambulanza disponibile era dei vigili del fuoco. I ritardi nei soccorsi e le modalità del trasferimento alimentarono dubbi e polemiche. L’interrogazione parlamentare si concentrò infatti sull’organizzazione del sistema di emergenza sanitaria e sulla gestione dei soccorsi, senza modificare la natura della morte.

 

Connessioni storiche

Il libro colloca la vicenda in un contesto più ampio e propone un parallelismo con Pier Paolo Pasolini e Mino Pecorelli. Si tratta di una lettura interpretativa, fondata sull’idea che tutti e tre stessero lavorando su temi ritenuti sensibili e tutti e tre morirono in circostanze non ancora chiarite.

 

Nei testi di Gaetano, secondo l’analisi proposta, sarebbero rintracciabili riferimenti anticipatori a vicende politico-economiche poi oggetto di cronaca, mentre l’ipotesi di collegamenti indiretti a circuiti informativi comuni resta sul piano ricostruttivo e non supportata da riscontri giudiziari.

 

Dietro il suo linguaggio paradossale, uno sguardo lucido sulla società e sui poteri dell’epoca (ph. WKP)

Misteri post mortem

Il volume affronta anche vicende successive alla morte, come la sepoltura di Carnevali e il trasferimento dei resti al cimitero Flaminio, operazione attribuita a Cesare Carnevali, figura dell’intelligence italiana del dopoguerra.

 

Di rilievo anche l’episodio vandalico al cimitero del Verano, dove la tomba del cantautore fu violata in circostanze mai chiarite, elemento che ha contribuito nel tempo alla costruzione di un alone di mistero.

 

Un approccio basato sui documenti

Pur esplorando circostanze controverse, il libro non propone teorie complottiste preconfezionate. Mautone presenta un’indagine basata su documenti, testimonianze, articoli di stampa e analisi dei testi musicali, con la distinzione tra fatti accertati e ricostruzioni investigative.

 

La struttura in due parti (dalla vita artistica a scenari sulle sue frequentazioni e sulle relazioni personali, fino ai possibili contesti internazionali) mostra un approccio sistematico e metodico alla vicenda.

 

“Ho portato alla luce fatti, accadimenti e circostanze che in una nazione normale avrebbero richiesto indagini giornalistiche e giudiziarie. Mai dire mai, perché l’interesse e l’affetto dei lettori tengono desta la memoria di un artista geniale e coraggioso” conclude l’autore.

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