Tra 178 giorni la ex Ilva cesserà ogni attività se non sarà integrata, con tempi certi di attuazione delle prescrizioni, l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Questa la sentenza del Tribunale di Milano a seguito di un ricorso per inibitoria che riguarda l’inquinamento e la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Gli studi SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dal 2011, attraverso il primo rapporto pubblicato nel 2012 e i successivi, hanno sempre mostrato nell’area di Taranto una mortalità generale più alta di circa il 10%, una mortalità per cause tumorali più elevata dell’11%.
Il Tribunale di Milano
Ieri una sentenza straordinaria sull’Ilva da parte della quindicesima sezione civile del Tribunale di Milano. In estrema sintesi viene invalidata una parte della cosiddetta autorizzazione integrata ambientale (AIA) elaborata dalla commissione AIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Tribunale ha scritto che senza una revisione radicale dell’AIA e contestuale adeguamento, dal 24 agosto all’area a caldo sarà imposta la fermata. Il Tribunale si è espresso a seguito di un ricorso per inibitoria che riguarda la salvaguardia della salute pubblica nei quartieri limitrofi all’Ilva e nel comune di Statte. Il Tribunale richiama esplicitamente la presenza di “rischi attuali di danno alla salute”. La decisione del Tribunale riguarda anche l’affidabilità e la competenza della commissione AIA, se solo si considera che l’AIA è ritenuta inadeguata se confrontata ai rischi per la salute e da questa correlazione consegue che occorrono approfondimenti che devono derivare da studi di fattibilità.
PM10 e PM 2,5
Critiche fondatissime del Tribunale sulle prescrizioni che riguardano le polveri sottili PM10 e PM2,5, l’installazione di serbatoi per sostanze pericolose, la temperatura minima di combustione delle torce per i gas di affinazione dell’acciaio e la “completa intercettazione delle emissioni diffuse in fase di trasferimento del coke”. Infine la gestione dei pericolosissimi giorni di “wind day”, cioè quando su Taranto il vento di provenienza da Nord e Ovest spira a una velocità superiore a 7 metri al secondo causando l’aumento delle concentrazioni delle polveri sottili e ultrasottili. La decisione del Tribunale di Milano fa riferimento alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 25 giugno 2024.
Bocciata l’AIA per l’area a caldo
La considerazione finale del Tribunale che giustifica la classificazione dell’AIA come inadeguata riguarda proprio l’assenza di scadenze per realizzare le prescrizioni a tutela della salute. Il Tribunale non chiude definitivamente la partita ma impone alla ex Ilva un’integrazione all’AIA che dovrà indicare tempi «certi e ragionevolmente brevi» per studi di fattibilità, piani e cronoprogrammi, impegnandosi per una rapida attuazione. Diversamente, tra 178 giorni l’area a caldo cesserà di funzionare.
SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità
Gli studi SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dal 2011, attraverso il primo rapporto pubblicato nel 2012 e i successivi, hanno sempre mostrato nell’area di Taranto una mortalità generale più alta di circa il 10%, una mortalità per cause tumorali più elevata dell’11% tra gli uomini e l’8% per le donne e molte cause di morte e di malattie per patologie a carico del sistema circolatorio, dell’apparato respiratorio e dell’apparato digerente, oltre a dati particolarmente alti per i tumori del polmone e della pleura. Inoltre, sono emersi ulteriori dati sulla compromissione dei bambini, con eccessi di mortalità per tumori del sistema linfoemopoietico, sarcomi, linfomi, tumori della tiroide e malformazioni congenite superiori al 9% in più rispetto alla media regionale.
Foto : GALBIATI
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