L’analisi ha messo in evidenza tracce di materiali non chiaramente visibili ad occhio nudo, riconducibili sia ad azioni di conservazione e restauro che a parti mancanti di iscrizioni all’apparenza incomplete.
“Seguendo le indicazioni dei restauratori e degli storici dell’arte abbiamo dedicato particolare attenzione all’identificazione di dettagli non chiaramente visibili a occhio nudo grazie ai prototipi di sistemi laser di imaging che abbiamo realizzato nel nostro Laboratorio, basati su diverse tecniche spettroscopiche e affiancati a strumentazione commerciale”, spiega la responsabile del progetto Luisa Caneve, ricercatrice del Laboratorio ENEA di Diagnostica e metrologia.
I nuovi sistemi possono lavorare a distanza (fino a circa 10 metri) e sono non distruttivi, risultando particolarmente adatti all’analisi di beni artistici.
“Gli strumenti che abbiamo utilizzato si basano su tecniche spettroscopiche quali Raman e LIF (Laser Induced Fluorescence) che, mediante l’analisi della radiazione emessa a seguito dell’interazione di un fascio laser con la superficie, permettono di identificare e localizzare i diversi materiali, fornendo una mappatura della superficie analizzata”, prosegue Caneve. “Oltre a rintracciare i materiali non visibili – conclude – un risultato particolarmente significativo per la datazione e l’attribuzione dell’opera è stata la rilevazione di interventi avvenuti in tempi diversi sull’iscrizione della lapide commemorativa”.
Il monumento funebre al nobile condottiero Pietro Lalle Camponeschi, risalente al periodo tardogotico, è attribuito allo scultore tedesco Gualtiero d’Alemagna ed è stato dichiarato monumento nazionale.
Dall’ENEA innovativi sistemi laser per l’analisi di un monumento storico a L’Aquila
Last modified: Del 28 Febbraio 2026 alle ore 08:51















