Venti di guerra tra Afghanistan Pakistan. Il blocco dello Stretto di Hormuz operato dall’Iran genera un rischio globale peggiore della crisi del Kippur del 1973 o dei mutui subprime del 2008, se lo stretto sarà minato come da sempre minacciano le guardie della rivoluzione. Bloccato il greggio di Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Iraq. L’Opec ha deciso di aumentare la produzione di 267mila barili al giorno. Secondo gli analisti servirà a poco se lo stretto di Hormuz resterà chiuso. Gli USA di Trump hanno guadagnato il ritorno sul mercato del greggio venezuelano che ora gestiscono.Inoltre il blocco di Hormuz favorirà l’esportazione dagli USA a prezzi più alti.Infine renderanno più convenienti le estrazioni di petrolio negli Stati Uniti, dove la tecnica della frantumazione delle rocce (fracking) è sostenibile con un barile a 62 dollari.
Il blocco dello Stretto di Hormuz operato dall’Iran genera un rischio globale peggiore della crisi del Kippur del 1973 o dei mutui subprime del 2008 se lo stretto sarà minato come da sempre minacciano le guardie della rivoluzione. Bloccato il greggio di Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Iraq. L’Opec ha deciso di aumentare la produzione di 267 mila barili al giorno. Secondo gli analisti servirà a poco se lo stretto di Hormuz resterà chiuso. Gli USA di Trump hanno guadagnato il ritorno sul mercato del greggio venezuelano che ora gestiscono.
Un rischio di crisi economica globale !
L’Afghanistan in mano ai talebani dopo l’abbandono del Paese da parte degli USA. Talebani che hanno attaccato alcune postazioni lungo un confine lungo 2500 chilometri. Reazione conseguente al bombardamento attuato dal Pakistan su Kabul e Kandahar, oltre che sui campi delle milizie talebane, in particolare del gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP, i talebani pachistani). Il capolavoro USA continua con la chiusura da parte dell’Iran dello stretto di Hormuz, dal quale transita un quinto del petrolio, gas e GNL mondiali. La restrizione interessa anche le esportazioni di greggio di Arabia Saudita, Emirati Arabi e Iraq.
Oggi il barile a 100 $ ?
I mercati stanno reagendo alla riduzione dell’offerta disponibile immediata, con aumento dei prezzi spot e possibili effetti sui contratti a termine. Rischio di una chiusura prolungata. Dal punto di vista regolamentare, tensioni prolungate potrebbero condurre a rinegoziazioni contrattuali tra produttori e acquirenti. Oggi l’”OPEC+” ha deciso di aumentare la produzione di 206.000 barili al giorno. Il gruppo “OPEC+” comprende i principali produttori e Paesi del Golfo come Arabia Saudita e Russia, insieme a Kuwait, Oman, Iraq ed Emirati Arabi Uniti, Algeria e Kazakistan.
Un sostanzioso ritorno è per gli USA, considerato che il Venezuela ritorna sui mercati del greggio potenziando l’offerta. Come noto, è vigente un accordo di fornitura tra Stati Uniti e Venezuela che si stima abbia raggiunto a fine febbraio i 2 miliardi di dollari, come confermato dalle dichiarazioni di alcuni funzionari statunitensi. Esito a seguito del controllo dell’industria petrolifera venezuelana all’inizio dell’anno con la cattura del presidente Maduro da parte degli USA. Esistono limitate, in termini di capacità, soluzioni alternative, considerato che l’Arabia Saudita conferisce flussi verso il Mar Rosso tramite la East-West Crude Oil Pipeline, gli Emirati sfruttano la pipeline Habshan-Fujairah e l’Iraq dispone di un collegamento verso la Turchia e il Mediterraneo. I contratti futures sono accordi scambiati su mercati regolamentati dove due parti si impegnano a scambiare un’attività a un prezzo stabilito in una data futura. Sono strumenti finanziari derivati. I futures sul petrolio Brent (estratto dal Mar del Nord) sono aumentati già del 2,44% a 72,56 dollari al barile e quelli sul WTI (West Texas Intermediate, estratto nel Texas e nell’Oklahoma) del 2,58% a 66,88 dollari al barile.
Alla fine l’evidenza rimanda a conflitti che sorgono per il controllo delle risorse e delle aree strategiche del pianeta e ci sta conducendo alla situazione più rischiosa dalla fine della seconda guerra mondiale, in cui il ricorso effettivo alle armi di distruzione di massa si fa più minaccioso e concreto che mai.
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