Votare o astenersi?
22 e 23 marzo
Il 22 e il 23 marzo noi italiani siamo chiamati alle urne. Ma abbiamo studiato? Leggere non basta, è necessario studiare. È dovere votare se ci si è informati abbondantemente, è nostro dovere non votare se ci si è informati poco o nulla. Non sono voti consapevoli quelli di chi vota ciò che vota il proprio partito a scatola chiusa. Alle elementari ci si sentiva dire “Se una persona a cui vuoi bene ti dice di buttarti dalla finestra, ti butti?”. Qui è la stessa cosa. È necessario sviluppare il proprio spirito critico, sarebbe controproducente votare alla cieca. Non sono voti consapevoli neanche quelli di chi ascolta solo informatori di parte, sarebbe solo l’upgrade del voto alla cieca appena descritto.
Votare inconsapevolmente
Non sono voti consapevoli neanche quelli di chi si informa guardando brevi storie, short e reels sui social, che danno il tempo di ascoltare solo frasi d’effetto e slogan che parlano alle pance. Ogni affermazione dev’essere seguita dal suo “perché” per diventare un discorso logico e razionale. E il “perché” deve risultare “vero” oltre che “logicamente valido”. Facciamo degli esempi. “La carbonara è buona” è uno slogan poiché è priva di spiegazione. “La carbonara è buona perché l’aceto dà risalto agli altri ingredienti” è un’affermazione logica e razionale ma non vera, siccome questa ricetta è priva di aceto. “La carbonara è buona perché il guanciale sta molto bene con l’uovo” è un’affermazione logica e razionale, ed anche vera. Conoscere la logica e riconoscere la veridicità nella lingua italiana sono le basi per la selezione delle informazioni da effettuare al fine di meritarsi il diritto di voto. Tutto ciò che non è approfondito va scartato, tra cui storie, shorts e reels sui social.
Votare consapevolmente
Bisogna cercare fonti affidabili, il più obiettive possibili, ma ci si merita di votare quando, ancor prima, si legge la fonte ministeriale, per avere un’informazione completa e dettagliata da analizzare con i propri occhi e con il proprio cervello, in virtù della libertà di pensiero che la Costituzione Italiana ci permette. Nel nostro caso, sul sito del Ministero dell’Interno bisogna leggere l’effettivo quesito referendario, che nel nostro caso è <<Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?>>. Poi è necessario cercare fonti affidabili all’interno delle testate giornalistiche e dei siti di studi legali e paragonarle con le fonti che asseriscono l’opposta opinione. Infine è necessario confrontare entrambe le opinioni con il testo della Riforma, contenuto nella Gazzetta Ufficiale a questo link, per capire quali asserzioni siano inventate per motivi politici e quali siano realmente contenute nel testo. Solo alla fine di questo iter, e non prima, conviene guardare programmi tv con contraddittori e video su YouTube di commento. Sarebbe meglio che i video non siano più brevi di 20 minuti, per far sì che la questione non sia eccessivamente semplificata. Se fosse eccessivamente semplificata rischierebbe di non essere più coerente con la realtà della Riforma. Ritengo personalmente che solo chi trova il tempo di compiere una simile ricerca approfondita possa avvalersi del diritto di voto. Se qualcuno votasse senza avere approfondito, rischierebbe di votare l’opposto di ciò che voterebbe se si fosse ben informato e ciò arrecherebbe un danno sia a se stesso che all’Italia intera. C’è la massima comprensione per chi non ha il tempo, l’energia mentale, la forza fisica o anche solo abbastanza interesse per compiere questa importante, lunga e impegnativa ricerca, ma dovrebbe avere l’onestà di non andare a votare.
Referendum giustizia: cosa cambia
Il 22 e il 23 marzo si vota per stravolgere positivamente o bloccare negativamente la vita lavorativa di pm, giudici, avvocati e imputati. Di conseguenza votare sì o votare no potrebbe cambiare la vita di tutta la cittadinanza. È tutto nelle nostre mani. Se vi interessa, su Il Corriere Nazionale è possibile approfondire leggendo l’articolo Referendum giustizia: cosa cambia. Non limitatevi però a questi soli due articoli, se volete votare, informarvi deve essere l’attività principale del tempo libero delle prossime settimane.
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Cara Sonia, ho letto il tuo articolo e,in base a tutte le considerazioni da te fatte ,sulla possibilità di andare a votare oppure no,al referendum del 22/23 marzo,ho compreso che,secondo te, non dovrebbe andare nessuno, a meno che non abbia studiato,non solo letto,tutto ciò che riguarda,in modo più che esauriente,l’argomento del Referendum..In conclusione non dovrebbe andarci quasi nessuno o solo dei grandi esperti della materia. A questo punto cosa serve fare un Referendum su questioni così tecniche e poco accessibili alla maggior parte delle persone ?ciao .Noi pensiamo di andare a votare e voteremo NO.