il progetto Elsewhere come realizzazione operativa della Dinontorganica

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 Un’analisi scientifica della coerenza tra il paradigma teorico fondativo e l’architettura progettuale di un laboratorio di innovazione sociale: il progetto Elsewhere si presenta come un laboratorio territoriale fondato sulla Dinontorganica. Questo articolo verifica la congruenza tra l’astratta architettura teorica di Tommaso Demaria e la concreta implementazione operativa del progetto, esaminandone finalità, metodologie e criteri di valutazione alla luce dei principi di “ente dinamico”, “ideoprassi” e “persona-cellula”.

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Oltre lo spazio: il progetto Elsewhere come realizzazione operativa della Dinontorganica di Tommaso Demaria

1. Introduzione: Un progetto e il suo paradigma

Il progetto “Elsewhere”, promosso da una compagine di sociologi ed esperti di progettazione sociale operanti nel Nordovest italiano, si propone come un “laboratorio territoriale permanente di progettazione sociale”. Ideato da Franco Faggiano (EPS) e diretto dall’avv. Andrea N. Auteliano (Sociologo), il progetto nasce dall’esigenza di creare spazi – fisici e concettuali – in cui competenze multidisciplinari possano convergere per sviluppare soluzioni innovative a problematiche collettive (Elsewhere Project, 2026, p. 1).

La sua peculiarità risiede nell’esplicita adozione di un fondamento teorico: il paradigma della Dinontorganica, elaborato da Tommaso Demaria. Lungi dall’essere un mero ornamento intellettuale, il progetto dichiara di assumere questo complesso impianto filosofico-sociologico come “cornice di senso” e “criterio di coerenza metodologica”. Il presente saggio intende verificare la profondità e la genuinità di questa relazione, analizzando le singole fasi e gli elementi costitutivi di Elsewhere attraverso il prisma concettuale demariano, per appurare se si tratti di un’ispirazione superficiale o di una coerente traduzione operativa dei suoi principi fondamentali: l’ente dinamico, l’ideoprassi comunitarista e la concezione della persona come “cellula” di un organismo sociale.

2. Il Progetto Elsewhere: genesi e curatela

Elsewhere nasce come “laboratorio di idee per l’innovazione sociale e la coesione territoriale” con una chiara missione: favorire processi di rigenerazione territoriale e coesione sociale mediante laboratori interdisciplinari, formazione e partnership strategiche (Elsewhere Project, 2026, p. 1). La struttura organizzativa del progetto riflette una chiara divisione di competenze: una Direzione strategica (affidata ad Andrea N. Auteliano e Franco Faggiano) per la definizione delle linee guida; un Comitato scientifico per il supporto metodologico, che include figure come Antonio Rossello e Maurizio Pesenti; un Coordinamento operativo per la gestione delle attività; e infine i Facilitatori territoriali per l’animazione dei laboratori (Elsewhere Project, 2026, p. 4).

I curatori, facenti capo a un rassemblement informale di professionisti del sociale, concepiscono il progetto come uno spazio per la convergenza di competenze multidisciplinari, interpretando il territorio non come una sommatoria di individui o interessi, ma come un ecosistema da costruire attraverso “modelli innovativi di progettazione sociale” (Elsewhere Project, 2026, p. 1). Questa visione organica e finalistica è il primo, potente segnale di adesione al paradigma demariano.

3. Analisi del Progetto Elsewhere attraverso il prisma della Dinontorganica

L’architettura del progetto Elsewhere, così come delineata nei documenti programmatici, può essere letta come una declinazione operativa dei capisaldi del pensiero di Tommaso Demaria.

3.1. La Premessa Epistemologica: Dal “Comunitarismo Mistico” all’ente dinamico territoriale

Il documento fondativo del progetto assume la Dinontorganica come paradigma “realista”, “sistemico-relazionale” e “teleologicamente orientato al bene comune”. Questa triplice caratterizzazione riecheggia fedelmente la scoperta demariana dell’ente dinamico o “ente di secondo grado”. Demaria individua negli enti interumani (come la famiglia, l’azienda, la comunità) una realtà complessa, non fisica ma reale, generata dalle relazioni tra persone e animata da un proprio principio vitale. Come egli stesso ebbe modo di elaborare nei suoi scritti filosofici, si tratta di una metafisica che integra il realismo tomista con una nuova comprensione degli enti che “non esistono in natura perché costruiti o generati dall’uomo” (Demaria, 2020, p. 11).

Elsewhere si propone esplicitamente di rispondere a bisogni concreti dei territori contemporanei: la “frammentazione sociale e perdita di coesione comunitaria”, lo “scarso dialogo tra istituzioni, cittadini e imprese”, la “difficoltà nel valorizzare capitale umano e culturale” (Elsewhere Project, 2026, p. 1). Il progetto interpreta questi fenomeni non come semplici disfunzioni amministrative, ma come patologie di un organismo sociale, e si propone di curarle creando una “piattaforma aperta di collaborazione e sperimentazione” (Elsewhere Project, 2026, p. 1). Il territorio, in ottica demariana, cessa di essere uno scenario passivo e diventa un “ente in costruzione”, perennemente scelto e agito dalle persone che lo compongono, esattamente come la “Realtà Storica” descritta da Demaria.

3.2. L’Applicabilità Operativa: Le fasi del progetto come prassi costruttiva

La forza del progetto risiede nel tentativo di tradurre questa ontologia in prassi. Le singole fasi descritte nel documento ne sono la dimostrazione.

Obiettivi specifici come funzioni vitali: Gli obiettivi che Elsewhere si pone – creare spazi di confronto interdisciplinare, attivare percorsi di rigenerazione urbana e sociale, sviluppare programmi educativi, costruire una rete stabile tra attori locali, tradurre idee in interventi ad impatto sociale misurabile (Elsewhere Project, 2026, p. 2) – non sono fini a sé stessi. Essi rappresentano le funzioni vitali necessarie affinché l’organismo territoriale possa mantenersi in salute: la comunicazione tra le sue parti (confronto), la capacità di rinnovarsi (rigenerazione), l’apprendimento (educazione), la strutturazione di relazioni stabili (reti) e la capacità di agire efficacemente nel mondo (impatto).

Laboratori come nodi dinamici: Elsewhere concepisce i suoi laboratori tematici – strutturati in moduli trimestrali su rigenerazione urbana, innovazione sociale, economia civile e digitale per la coesione (Elsewhere Project, 2026, p. 3) – non come semplici luoghi di incontro, ma come processi articolati che prevedono “fase di analisi del contesto, progettazione partecipata, prototipazione, presentazione pubblica dei risultati” (Elsewhere Project, 2026, p. 3). Questa scansione metodologica è centrale nella logica demariana: l’organismo sociale vive e si mantiene vitale attraverso il continuo ciclo di osservazione (analisi), ideazione (progettazione), azione (prototipazione) e feedback (presentazione). I laboratori diventano così le “sinapsi” dell’organismo territoriale, i luoghi dove si genera e rigenera la sua vitalità, funzionalizzando le energie dei singoli (le “cellule”) al bene comune.

Integrazione interdisciplinare e finalità sociale: La richiesta di un coinvolgimento attivo di “urbanisti, sociologi, educatori, innovatori digitali, imprese sociali, pubbliche amministrazioni” (Elsewhere Project, 2026, p. 2) va oltre la semplice multidisciplinarità. Demaria critica i metodi analitici che suddividono il tutto per comprenderlo, propugnando invece il metodo della sintesi. Elsewhere applica questa sintesi integrando saperi e attori diversi in una nuova unità funzionale, al servizio di una finalità unitaria: la coesione strutturale del territorio. L’interdisciplinarità diventa lo strumento per cogliere e agire sulla complessità dell’ente dinamico territoriale.

Metodologie partecipative come “attivazione consapevole”: Le pratiche di “co-design e co-planning, tavoli territoriali, workshop di facilitazione, open call progettuali” (Elsewhere Project, 2026, p. 2) non sono viste come semplici esercizi di democrazia partecipativa, ma come strumenti di attivazione del tessuto. Qui emerge il concetto demariano di “persona-cellula”. Nella società “dinamico secolare”, la persona non è l’individuo sovrano e isolato dell’epoca pre-industriale, ma una “cellula” che, in piena libertà, sceglie di far parte e di contribuire alla vita dell’organismo sociale. I laboratori Elsewhere sono il luogo dove questa “cellula” prende coscienza del proprio ruolo e agisce per l’equilibrio e la vitalità del tutto, coinvolgendo target specifici come “studenti, amministratori locali, associazioni, start-up sociali” (Elsewhere Project, 2026, p. 3).

Fasi di implementazione come ciclo vitale: La strutturazione del progetto in fasi temporalmente definite – Avvio (3 mesi), Attivazione (6 mesi), Sperimentazione (12 mesi), Valutazione (3 mesi), Scalabilità (continuativa) (Elsewhere Project, 2026, p. 4) – riflette la concezione dell’organismo sociale come ente che nasce, si sviluppa, matura, valuta il suo stato di salute e si riproduce in nuovi contesti. È la rappresentazione operativa del ciclo di vita di un ente dinamico.

Monitoraggio e valutazione strutturale: Il progetto innova anche nella fase di valutazione, proponendo indicatori chiave (KPI) come il “numero di partecipanti coinvolti, numero di partnership attivate, progetti avviati, impatto sociale misurabile (inclusione, partecipazione, rigenerazione), grado di soddisfazione degli stakeholder” (Elsewhere Project, 2026, p. 4). A questi si affiancano metodologie qualitative come “questionari pre/post intervento, report di impatto, valutazione qualitativa partecipata” (Elsewhere Project, 2026, p. 4). Questi strumenti non sono altro che i tentativi di misurare la “vitalità” dell’ente dinamico. Essi corrispondono all’indagine demariana sulle “regole” e la “razionalità” che sottendono la vita degli organismi sociali. Misurare la qualità e la quantità delle relazioni significa valutare la salute dell’organismo, la sua capacità di mantenere quel “reciproco equilibrio” che ne previene la malattia e la morte.

Sostenibilità integrata: Il progetto declina la sostenibilità in tre dimensioni – economica (contributi, sponsor, bandi), sociale (comunità attive, reti, empowerment) e ambientale (pratiche green, rigenerazione) (Elsewhere Project, 2026, pp. 4-5) – riconoscendo implicitamente che un organismo territoriale sano deve essere vitale su tutti i fronti: deve avere risorse per vivere (economia), deve avere relazioni sane al suo interno (sociale) e deve mantenere un rapporto equilibrato con l’ambiente che lo ospita (ambientale).

4. Relazione tra il concetto di “Elsewhere” e gli “Ideogrammi” della Dinontorganica

Il nome stesso, “Elsewhere” (Altrove), lungi dall’essere un semplice esotismo, assume una valenza teorica profonda se messo in relazione con gli “ideogrammi” della Dinontorganica. La brochure lo esplicita chiaramente: “Il nome Elsewhere rappresenta simbolicamente la volontà di superare i confini tradizionali del pensiero progettuale e aprire nuove geografie collaborative” (Elsewhere Project, 2026, p. 5).

Il pensiero di Demaria si fonda sulla scoperta dell’ente dinamico, una realtà che non è data una volta per tutte (come l’ente naturale), ma che si fa attivisticamente nello spazio e nel tempo. La sua essenza “non è, ma si fa”. Come scrive Demaria nei suoi scritti filosofici, si tratta di “pensare e agire ‘organico-dinamico’” (Demaria, 2020, p. 10), in una prospettiva che supera la staticità della metafisica tradizionale per abbracciare la costruttività storica.

In questo senso, il territorio, la comunità, il bene comune non sono uno spazio geografico o un insieme di relazioni già date, un “qui” già definito. Essi sono costantemente proiettati verso un “altrove”, verso il loro stesso farsi, verso la loro realizzazione piena come organismo vitale. La riflessione demariana sulla “realtà storica dinamica secolare” (Demaria, 2020, p. 11) fornisce esattamente la cornice teorica per comprendere questa tensione costruttiva.

Elsewhere non è un luogo fisico, ma la dimensione teleologica dell’azione sociale: è la direzione verso cui tende l’organismo, il suo fine intrinseco. Il progetto, con i suoi laboratori, i suoi programmi educativi, le sue partnership, si propone come il motore che spinge il “qui” (il territorio attuale, con le sue criticità di frammentazione e scarso dialogo) verso il suo “altrove” (il territorio come organismo coeso, vitale e orientato al bene comune). Elsewhere diventa così il nome operativo della tensione costruttiva insita in ogni ente dinamico.

5. Conclusioni

L’analisi condotta dimostra una sorprendente e profonda coerenza tra l’architettura del progetto Elsewhere e i fondamenti della Dinontorganica di Tommaso Demaria. Il progetto non si limita a citare il paradigma, ma lo incarna operativamente: dalla visione del territorio come organismo (ente dinamico), alla funzione dei laboratori come nodi vitali, all’idea di partecipazione come espressione della “persona-cellula”, fino agli indicatori di valutazione che misurano la salute relazionale dell’organismo stesso e a una concezione integrata della sostenibilità.

Elsewhere si configura, quindi, come un raro esempio di ideoprassi nel senso demariano del termine: un’azione (prassi) guidata coerentemente da una visione del mondo e della società (ideologia), finalizzata alla costruzione di un “tipo di sviluppo” alternativo. I risultati attesi – “rafforzamento della coesione territoriale, creazione di modelli replicabili di innovazione sociale, attivazione di reti stabili tra attori locali, generazione di impatto sociale concreto e misurabile” (Elsewhere Project, 2026, p. 5) – sono la traduzione in termini operativi degli effetti vitali che un organismo sociale sano dovrebbe produrre.

In questa luce, il progetto rappresenta un laboratorio prezioso non solo per l’innovazione sociale, ma per la verifica empirica e la messa in opera di una filosofia sociale complessa e ambiziosa come quella dinontorganica, dimostrando che il pensiero di Demaria, lungi dall’essere un “comunitarismo mistico” astratto, può fornire gli strumenti per una concreta e strutturale rigenerazione del tessuto comunitario.

Bibliografia verificata

Opere di Tommaso Demaria

Demaria, T. (1945). La Religione. Colle Don Bosco: Elle di ci. [Veritas, 3]

Demaria, T. (1958). Presupposti dottrinali per la pastorale e l’apostolato. Velate di Varese: Edizione Fac-Villa Sorriso di Maria.

Demaria, T. (1974). Punti orientativi ideologico-sociali. A cura di MICL. Bologna: Luigi Parma.

Demaria, T. (1975). L’ideologia cristiana. [S.l.]: Costruire (Bologna: L. Parma). [Collana SPID, 4]

Demaria, T. (2017). Scritti teologici inediti (M. Mantovani & R. Roggero, a cura di). Roma: LAS. [Nuova Biblioteca di Scienze Religiose, 51]

Demaria, T. (2020). Scritti filosofici e pedagogici inediti (M. Mantovani, a cura di). Roma: LAS. [Nuova Biblioteca di Scienze Religiose, 62]

Studi sul pensiero di Tommaso Demaria

Tacconi, G. (1996). La persona e oltre. Soggettività personale e soggettività ecclesiale nel contesto del pensiero di Tommaso Demaria. Roma: LAS.

Altre opere citate

Bertalanffy, L. von (1968). General System Theory: Foundations, Development, Applications. New York: George Braziller.

Donati, P. (1991). Teoria relazionale della società. Milano: Franco Angeli.

Elsewhere Project (2026). Progetto Elsewhere – Fasi. Documento di progettazione sociale a cura della compagine promotrice.

Putnam, R. D., Leonardi, R., & Nanetti, R. Y. (1993). Making Democracy Work: Civic Traditions in Modern Italy. Princeton: Princeton University Press.

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