Dario Patruno
Leggo su Avvenire, quotidiano dei Vescovi cattolici che in Francia la notte di Pasqua verranno battezzate ventimila persone adulte. Questo dimostra un risveglio della fede in un’ottica comunitaria importante e vivificante. Chiediamoci, abbiamo in Italia la stessa sensibilità o piuttosto la nostra fede si è assopita e i battesimi sono quelli dei bambini nei primi mesi di vita, richiesta da genitori frettolosi di adempiere una prassi nei primi mesi di vita del figlio e contenti di essere tolti un pensiero.? O non abbiamo piuttosto una fede al banco, ci rivolgiamo alla parrocchia come ad un supermercato dei sacramenti? La parrocchia in alcuni frangenti della nostra vita di adulti la scambiamo in una ignoranza inconsapevole, voglio sperarlo, in una parafarmacia, come se afflitti da un raffreddore che non vediamo l’ora che passi; una volta liberati dal fastidio, torniamo a non avere alcuna attenzione alla nostra vita di fede.
Il triste risveglio dell’Io avviene quando veniamo visitati dalla malattia o da un insuccesso affettivo o professionale che ci fa piombare nella depressione e allora cerchiamo il prete per un intervento consolatorio o salvifico.
Non funziona così, la fede non è fondato su un do ut des e se vogliamo utilizzare un paradosso “Dio non è un mafioso”. Ma qual’ è la strada corretta per tornare a riscoprire il Sacramento del Battesimo ricevuto in età inconsapevole?
Il ciclo delle Letture di quest’anno liturgico ci invitano all’adultità, trattasi di una “maturità integrale della persona”. L’anno A ci accompagna con le letture di Matteo nelle prime due domeniche, il Vangelo della comunità, dopo con tre incursioni teologiche nelle ultime tre, tratte da Giovanni:
1) incontro e dialogo con la donna samaritana, per evidenziare lo scrutinio di Dio che scruta i cuori;
2) incontra e guarisce il cieco Bartimeo;
3) l’ultima domenica di quaresima, ci invita alla preghiera, attraverso Lazzaro “lasciatelo andare”.
Il cammino che la Chiesa ci invita a fare è quello di accompagnare i catecumeni e al tempo stesso di riscoprire il nostro battesimo, ricevuto quando l’infante non ha consapevolezza del Sacramento.
Quindi l’iniziazione cristiana degli adulti chiamato appunto catecumenato è la maniera privilegiata e unica per riscoprire ognun di noi il proprio battesimo e quest’anno abbiamo un ‘occasione da non perdere.
Il codice di diritto canonico recita in merito alla CELEBRAZIONE DEL BATTESIMO:
Can. 850 – Il battesimo viene amministrato secondo il rito stabilito nei libri liturgici approvati, salvo il caso di urgente necessità, nel quale deve essere osservato soltanto ciò che è richiesto per la validità del sacramento.
Can. 851 – La celebrazione del battesimo deve essere opportunamente preparata; pertanto:
- l’adulto che intende ricevere il battesimo sia ammesso al catecumenato e, per quanto è possibile, attraverso i vari gradi, sia condotto all’iniziazione sacramentale, secondo il rito dell’iniziazione, adattato dalla Conferenza Episcopale e secondo le norme peculiari da essa emanate.
Quindi per la maggior parte dei fedeli è un’occasione unica e imperdibile per riscoprire perché siamo cristiani, per abitudine, tradizione e quindi diventare adulti nella fede per convinzione. In questo la comunità diventa fondamentale. Insieme si cresce come persone e cristiani, le due dimensioni non sono scindibili e la nostra fede attraverso la liturgia della parola ci offre una traccia da non sprecare nelle cinque domeniche di Quaresima attraverso segni precisi.
Non sprechiamo il nostro tempo, consapevoli che non si vive due volte e se accade un allontanamento totale dalla Chiesa perché non serve non è colpa dei preti o della Chiesa ma solo nostra, che da tanto tempo non sentiamo più il grido pressante di Dio che attraverso Adamo chiama tutti gli uomini e donne della terra a rispondere “eccomi” al grido: “Adamo dove sei” (Gn.3,9) e non come purtroppo Adamo risponde: “ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”. (Gn.9,10).
La Quaresima sia tempo non di attesa oziosa ma di vigile azione incontro al Risorto, altrimenti abbiamo buttato un bene prezioso, un gioiello, una perla preziosa, come il Battesimo e quando lo cerchiamo non lo troviamo. La Chiesa ci aiuta a riscoprirlo, noi siamo disposti a farci aiutare? Lo spero.
fotor-ai-202504178464.jp















