La felicità non è un appuntamento sul calendario, né un pacco che arriva con la spedizione tracciata. Secondo lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, la felicità somiglia molto di più “a un treno senza orario”.
Questa metafora, spesso citata nelle sue conferenze, scardina l’idea moderna di una serenità “programmata” e ci restituisce la responsabilità del nostro benessere. Ecco cosa significa, nel profondo, il pensiero di Crepet.
Viviamo l’ idolatria del controllo. Vogliamo sapere esattamente quando raggiungeremo un obiettivo, quando troveremo l’amore o quando otterremo il successo. Crepet ci ricorda che la felicità non risponde a queste logiche burocratiche.
Non esiste un binario che porti alla “stazione felicità” in modo definitivo.
Se sapessimo esattamente quando essere felici, smetteremmo di meravigliarci. Il “treno senza orario” rappresenta l’evento inaspettato, l’incontro fortuito, l’intuizione improvvisa.
Molti restano a casa aspettando che la gioia bussi alla porta. Ma, restando chiusi nelle proprie abitudini e paure, il treno passerà altrove. Andare in stazione è un atto di volontà e coraggio che si declina in tre movimenti:
Andare in stazione significa vestirsi e uscire di casa. Fuor di metafora: significa coltivare la curiosità. Se non siamo aperti al mondo, se non studiamo, se non viaggiamo e non rischiamo, non saremo pronti a riconoscere il treno quando finalmente fischierà sul binario.
In stazione si aspetta. La felicità richiede la capacità di abitare l’attesa senza farsi divorare dall’ansia o dalla noia. Chi non sa stare in stazione, ovvero chi non sa gestire i momenti di vuoto o di solitudine, finisce per tornare a casa proprio un attimo prima che il treno arrivi.
Quando il treno arriva, bisogna avere il riflesso di saltare su. Spesso la felicità passa, ma noi restiamo a guardarla perché abbiamo paura che quel treno ci porti troppo lontano dalla nostra comfort zone. Andare in stazione implica il coraggio di partire verso l’ignoto.
Il rischio di restare “a casa”
Rimanere chiusi nelle proprie certezze è rassicurante, ma sterile.
Crepet critica aspramente il desiderio di protezione eccessiva (spesso impartito dai genitori verso i figli): chi è troppo protetto non impara mai la strada per la stazione.
“La felicità è una fatica,” afferma spesso lo psichiatra. Non è un colpo di fortuna, ma il risultato di un movimento attivo verso la vita.
Il messaggio di Crepet è un invito all’audacia. La felicità non è per i sedentari dello spirito; è per chi accetta il disagio di una panchina in attesa, con la valigia della speranza sempre pronta, consapevole che l’unico modo per non perdere l’occasione della vita è farsi trovare lì dove le cose accadono.
La felicità è un treno senza orario
Last modified: Del 9 Marzo 2026 alle ore 20:13
















Molto interessante, grazie.