Reporter Senza Frontiere porta il Cremlino alla Corte dell’Aja

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Il Cremlino ha deliberatamente preso di mira i professionisti dei media in Ucraina sin dalla guerra nel Donbass e dall’annessione della Crimea nel 2014. La potenza di questo attacco è notevolmente aumentata dall’inizio dell’invasione su più vasta scala. I russi hanno volutamente bombardato gli hotel dove vivono e lavorano i giornalisti e alcuni reporter sono stati assassinati, uccisi in attacchi sferrati con droni. Molti altri sono stati arrestati, deportati e incarcerati. Secondo i dati di Reporter Senza Frontiere, raccolti fino a febbraio 2026, oltre 175 professionisti dell’informazione (sia ucraini che stranieri) sono stati vittime di abusi russi a partire dal 24 febbraio 2022.

Il Cremlino prende di mira i giornalisti e le infrastrutture mediatiche coinvolte nella copertura della sua guerra di aggressione. Questi attacchi non sono né isolati né accidentali. La loro natura diffusa e sistematica rivela una politica statale e costituisce un crimine contro l’umanità, ovvero perseguitare i giornalisti a causa del loro lavoro“. Questa specifica denuncia – l’undicesima presentata da RSF in merito alla guerra su vasta scala in Ucraina – lo dimostra per la prima volta.
Pertanto Antonio Bernardo, che è il direttore del team legale di RSF, si è appellato direttamente alla Corte Penale Internazionale dicendo: “Esortiamo la CPI e il Procuratore generale dell’Ucraina a rispondere a questa denuncia con la stessa risolutezza dimostrata in casi precedenti, tanto più considerata l’estrema gravità del presunto crimine“.

Attacchi contro i giornalisti

Secondo i dati di RSF, dal 24 febbraio 2022 uno o più professionisti dei media operanti in Ucraina sono stati attaccati dalle forze russe in media una volta ogni 11 giorni. Questo elenco di abusi include:
– 16 giornalisti ucraini e stranieri uccisi mentre svolgevano il loro lavoro, vittime del fuoco russo e/o di attacchi mirati con droni;
– 53 giornalisti feriti durante il servizio;
– 83 tentativi di omicidio contro professionisti dei media in Ucraina, colpiti dai russi ma. rimasti illesi;
– 26 giornalisti ucraini ancora detenuti nel 2026. Tutti sono stati deportati lontano dalla loro regione d’origine, in Russia o in altri territori occupati dell’Ucraina. Sono stati sottoposti a maltrattamenti e condanne ingiuste.
Tra questi, la giornalista ucraina Victoria Roshchyna è morta in detenzione in Russia, a migliaia di chilometri da casa, dopo essere stata torturata. Il suo corpo è stato restituito all’Ucraina mutilato, senza alcuna spiegazione da parte del Cremlino.

Attacchi alle strutture mediatiche

Molti sono stati gli attacchi sistematici alle infrastrutture dei media.
RSF ha registrato almeno 25 attacchi da parte delle forze russe contro torri televisive e radiofoniche in Ucraina dal 2022. Otto di questi si sono compiuti nei primi dieci giorni di guerra, su vasta scala. Questi attacchi hanno causato vittime: il cameraman ucraino Yevhenii Sakun è stato il primo reporter ucciso, durante il bombardamento della torre televisiva di Kiev. Colpire queste strutture serve a privare la popolazione locale di informazioni, aumentando il disorientamento già elevato nel caos della guerra.

Le forze russe hanno preso di mira anche hotel che ospitano giornalisti nell’Ucraina settentrionale, orientale e meridionale. Secondo il rapporto prodotto da RSF, 24 hotel noti per essere centri di ritrovo per i giornalisti sono stati presi di mira da attacchi russi, spesso di notte e vicino alla linea del fronte. Venticinque professionisti dei media sono rimasti coinvolti in questi bombardamenti; sette ne sono rimasti feriti e uno morto.

L’azione legale intrapresa da RSF

A partire dal 24 febbraio 2022 RSF ha già presentato altre dieci denunce alla CPI per crimini di guerra commessi dalla Russia, nove denunce presso i tribunali ucraini e due in Francia. L’ONG ha contribuito alla graduale istituzione da parte del Procuratore Generale ucraino di una politica di giustizia penale che affronta specificamente i crimini di guerra contro i giornalisti. Ad oggi sono 127 le indagini preliminari in corso, avviate dal 24 febbraio 2022.

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