La Cina si muove nel Golfo Persico. Emissario a Riad e nave spia nello Stretto di Hormuz

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La Cina sembra voler avvicinarsi sempre di più al Golfo Persico, mentre cresce la tensione legata al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che rischia di allargarsi a tutti i Paesi della regione.

A rischio la stabilità dell’area. Petrolio, gas naturale ed energia sono risorse strategiche per l’economia della Cina. Proprio per questo la leadership cinese ha già compiuto due mosse significative: l’invio di un emissario speciale a Riad e l’arrivo, quasi nello stesso momento, di una grande nave tecnologica nelle acque dello Stretto di Hormuz.

Dopo l’incontro con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, l’inviato speciale cinese per il Medio Oriente Zhai Jun ha dichiarato che la Cina, «come grande Paese impegnato nella promozione dell’equità e della giustizia e come partner dell’Arabia Saudita», intende continuare a svolgere un ruolo costruttivo. L’obiettivo, ha spiegato, è collaborare con Riad per coinvolgere tutte le parti e lavorare alla salvaguardia della pace e della stabilità nel Golfo.

La supernave Liaowang-1 nel Golfo Persico

Nello stesso momento è arrivata la notizia dell’ingresso nello Stretto di Hormuz della Liaowang-1, una delle più avanzate navi tecnologiche della flotta cinese.

Lunga 225 metri e con una stazza di circa 30.000 tonnellate, questa nave supporta il programma spaziale cinese e le missioni satellitari. È dotata di sistemi di raccolta ed elaborazione dati estremamente potenti, capaci di gestire migliaia di petabyte di informazioni (un petabyte equivale a un milione di gigabyte). I suoi radar possono controllare un raggio di circa 6.000 chilometri, rilevando lanci di missili, basi di partenza e movimenti di aerei o portaerei.

Grazie alle sue capacità di intelligence elettronica, la nave può monitorare attività militari e lanci di missili stranieri. In questo contesto, è in grado di osservare da vicino ciò che accade nel confronto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Non è però chiaro se e quali informazioni possano essere condivise con Teheran. È probabile che il monitoraggio serva soprattutto a seguire i lanci di missili e i tempi tra un attacco e l’altro.

Informazioni più sensibili, come la posizione precisa di navi o portaerei, potrebbero non essere trasmesse per evitare di essere interpretate come un atto ostile. La Liaowang-1 infatti non è armata e, proprio per questo, è scortata da un incrociatore e da un cacciatorpediniere incaricati di garantirne la sicurezza.

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