“Questo mondo multipolare richiede soluzioni multilaterali. Non sfere di influenza, dove la politica di potere sostituisce il diritto internazionale“. Ha aperto così il suo intervento il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, alla conferenza annuale degli ambasciatori dell’Unione Europea, i cui lavori sono stati avviati lo scorso 10 marzo a Bruxelles e si concluderà domani 13 marzo.
Costa, condannando l’Iran come co-responsabile della complessa situazione mediorientale ed auspicando la fine degli attacchi ai paesi vicini e alle basi militari, ha elogiato l’invio delle forze militari a sostegno di Cipro da Grecia, Francia, Italia e Spagna definendo l’operazione un “esempio di autonomia europea e di solida solidarietà”.
Costa ha ribadito la solidarietà nei confronti del popolo iraniano. “Sosteniamo il suo diritto di vivere in pace e di determinare il proprio futuro. Riteniamo che i suoi diritti umani e le sue libertà debbano essere pienamente rispettati. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere ottenuti con le bombe. Solo il diritto internazionale li sostiene”. Ha dunque ricordato la necessità che tutte le parti coinvolte tornino a negoziare.
Sul fronte del conflitto in Europa orientale, il Presidente ha confermato l’impegno dell’Unione nel sostenere l’Ucraina attraverso una strategia che abbraccia gli ambiti finanziario, politico e della sicurezza. In particolare, è stato richiamato il valore del prestito comune da 90 miliardi di euro approvato dal Consiglio Europeo lo scorso dicembre, considerato fondamentale per la tenuta e la futura ricostruzione del Paese. Parallelamente, Costa ha ribadito l’importanza di mantenere una forte pressione diplomatica sulla Russia affinché si giunga a una pace conforme al diritto internazionale.
In un’ottica di critica velata nei confronti degli Stati Uniti, l’intervento ha toccato la necessità di riformare le Nazioni Unite. Pur ammettendone il bisogno di rinnovamento, il presidente ha definito l’ONU come la “pietra angolare” del sistema internazionale, l’unico forum dotato di una legittimità universale.
“Dobbiamo continuare ad ampliare la nostra rete globale di partner” ha continuato Costa, dichiarando che l’Unione Europea, soprattutto in questo contesto, mira a consolidarsi come un partner “affidabile e prevedibile”, rafforzando i legami con le democrazie affini come Regno Unito, Norvegia, Canada e Giappone.
Un pilastro centrale della strategia europea riguarda poi la rete di accordi commerciali, che oggi coinvolge 80 partner globali. I recenti trattati con l’India e il Mercosur sono stati descritti come punti di svolta, capaci di estendere un’area di cooperazione a quasi 3 miliardi di persone. L’obiettivo dichiarato è quello di sostituire le tariffe doganali con partenariati stabili, contrastando la logica delle sfere di influenza in favore di una “prosperità condivisa”.
Infine, il Presidente ha indicato l’allargamento dell’Unione come principale priorità per il prossimo futuro. Definito come il “miglior investimento geostrategico”, il processo di adesione sta vivendo “un nuovo dinamismo”, trainato dalla domanda dell’Ucraina ma esteso anche alla Moldova e ai sei partner dei Balcani occidentali.
Infine Costa ha concluso sottolineando che l’ingresso di nuovi membri, basato su criteri meritocratici, è essenziale per rendere l’Europa più autonoma e resiliente in un sistema internazionale in radicale mutamento.















