Urso: per ex Ilva sul tavolo ad oggi ci sono due proposte alternative. tornano in pista gli indiani di Jindal

Economia & Finanza

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Ex IlvaJindal torna in campo. I commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia attendono entro giovedì sera l’invio da parte del fondo americano Flacks Group dei chiarimenti chiesti in merito a piano industriale, ambientale, occupazionale e alle garanzie finanziarie relative all’operazione di acquisizione dell’ex Ilva. Una volta ricevute queste puntualizzazioni da Flacks – la cui offerta è stata giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock, altro fondo americano – i commissari si metteranno al lavoro per esaminarle e vedere se corrispondono a quanto è stato chiesto al potenziale investitore. Nel frattempo – come ha annunciato giovedì mattina nell’informativa al Senato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso – è tornato in pista il gruppo siderurgico indiano Jindal, che ha presentato una manifestazione di interesse (non una vera e propria offerta). Jindal ha lanciato quindi il segnale di voler rientrare nella partita dell’ex Ilva: ora si attende che presenti un piano. A seguire, la comparazione delle offerte.

indal – omonimo del gruppo (Jsw) che sta investendo a Piombino insieme a Danieli – si era già fatto avanti con il bando lanciato a luglio 2024, la sua presenza era stata confermata a gennaio 2025, ma poi nell’estate del 2025 si era defilato, tant’è che non ha più partecipato alla nuova gara fatta partire dai commissari ai primi dello scorso agosto, al pari del gruppo azero Baku Steel. A quel punto nel bando attuale il loro posto lo hanno preso i fondi americani Bedrock e Flacks Group.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha rivelato che il gruppo indiano Jindal ha presentato ufficialmente una manifestazione di interesse per l’intero complesso aziendale. La proposta, giunta nella serata di ieri, si inserisce in una procedura che il Governo definisce “davvero competitiva”, con l’obiettivo di individuare un acquirente solido entro la fine di aprile 2026.

Il quadro tracciato dal Ministro non ha risparmiato critiche durissime alla precedente gestione di ArcelorMittal. Il bilancio della “mala gestio” ereditata dall’amministrazione straordinaria è pesantissimo: i commissari hanno presentato al tribunale di Milano una richiesta di risarcimento danni stimata in circa 7 miliardi di euro.

“Hanno pervicacemente puntato allo smantellamento e alla chiusura degli impianti con un’azione sistematica di saccheggio e depauperamento”, ha dichiarato Urso, ricordando che due anni fa la fabbrica era sull’orlo del disastro, con altiforni fermi e scorte di materie prime ridotte a pochi giorni. Negli ultimi due anni sono stati impegnati 1,2 miliardi di risorse pubbliche, di cui oltre l’80% destinato proprio a opere di manutenzione e sicurezza rese necessarie dal pessimo stato degli impianti.

“D’intesa con gli altri ministri competenti, abbiamo già detto ai sindacati che li riconvocheremo entro la fine di marzo per dar conto di quello che è messo in campo per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori, per completare la manutenzione, il ripristino e il rilancio produttivo degli impianti e certamente anche per dar conto del negoziato, che è nelle mani dei commissari che in questo momento hanno davanti due diverse competitive proposte da parte, comunque, di due grandi attori internazionali”. Ha riferito poi il ministro delle Imprese a margine del question time al Senato, aggiungendo che “sono alternative, o si sceglie una o si sceglie l’altra”. Alla domanda se non potrebbero collaborare Flacks e Jindal il ministro risponde “questo è compito delle imprese, non possiamo in alcun modo noi né suggerire né indicare”.

Gli indiani di Jindal che avrebbero incontrato il ministro Urso durante la sua missione di tre settimane fa a New Delhi, aveva rinunciato in un primo momento a proseguire nella trattativa per l’ex Ilva, perché si era orientato, in alternativa, sull’acquisto dell’azienda tedesca dell’acciaio ThyssenKrupp. A quanto pare, quest’ultima operazione si sarebbe arenata perché Jindal avrebbe trovato una situazione complessa in Thyssen e difficoltà anche con il board. Nelle ultime settimane, quindi, Jindal è tornato sui suoi passi e ha rimesso sotto la lente l’ex Ilva.

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