Scontro tra Renzi e Urso sull’Iran, al question time al Senato

Politica

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Duro battibecco in Aula del Senato, ieri, tra Matteo Renzi e il ministro per le Imprese, Adolfo Urso. Durante il
question time, dopo un’interrogazione del leader Iv che ha definito il capo del dicastero di via Veneto “un ministro incapace come non si vedeva da tempo”, dopo averlo accusato “di avere una società che faceva affari in Iran”. Nella risposta all’interrogazione successiva, Urso, una volta presa la parola, attacca Renzi per i suoi rapporti con l’ex leader iraniano Rohani: “Se cercate i nomi di Renzi e Rohani su internet, scoprirete che colui che parlava prima si inginocchiava a Rohani”. Tra le urla dai banchi di Iv, la presidente di turno Licia Ronzulli ha ripreso il ministro, ricordandogli di attenersi al tema dell’interrogazione.

Il ministro evidentemente faceva riferimento al viaggio istituzionale che l’allora premier Renzi effettuò in Iran nel 2016, quando incontrò appunto il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rohani, durante un lungo colloquio nel complesso di Sadabada Teheran. Nel successivo incontro con la stampa Rohani definì l’Italia «un amico prezioso dell’Iran anche nei momenti di difficoltà», sottolineando come sia stato il primo a sviluppare rapporti con la Repubblica Islamica dell’Iran nel periodo post-sanzioni. «Prima delle sanzioni l’Italia è stato il nostro primo partner nella Ue, e vorremmo che tornasse a svolgere questo ruolo anche oggi», ha poi concluso.

Piccate le reazioni di alcuni esponenti politici della maggioranza in merito alle accuse rivolte contro il ministro del Made in Italy. “Renzi oggi in Aula ha fatto la solita recita, perdendo del tutto la calma, quando Urso ha ricordato che nel gennaio del 2016 aveva ricevuto con il massimo degli onori, arrivando persino a inginocchiarsi, al leader iraniano Rohani. Sembrava morso dalla tarantola: gridava, scalciava, urlava come un ossesso. Dando un brutto esempio agli studenti presenti in aula. Con Rohani Renzi ordinò persino, per rispetto al regime integralista, di coprire le nudità delle statue del Campidoglio: un atto di servilismo che nessuno ha mai eguagliato, una vergogna per l’Italia. Peraltro, pochi mesi dopo il suo incontro fu il primo leader europeo a guidare una missione imprenditoriale a Teheran per fare esattamente non si sa ancora. Poi trovando più affinità con i sunniti dell’Arabia Saudita ha quindi cambiato sponda nella religione islamica” Ha scritto in una nota Matteo Gelmetti, senatore di Fratelli d’Italia

Ancora più Tranchant, poi, il giudizio del deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine a proposito del duro scontro in Senato, scatenato da Matteo Renzi, che evidentemente con il ministro Urso deve avere qualche conto in sospeso “Sino a quando non fu assoldato dall’Arabia Saudita, Matteo Renzi era il più fedele esecutore di Teheran. Ricevette per primo in Europa il leader iraniano Rohani, nel gennaio del 2016 inginocchiandosi al punto da far coprire le nudità delle statue esposte in Campidoglio, una vergogna per il nostro Paese. Guidò poi un grande delegazione di imprese in Iran sperando di ottenere qualche contratto anche lui, sino a quando poi ottenne più lauti compensi da Arabia Saudita, antagonista regionale dell’Iran. Come sempre per lui quel che conta é chi paga”.

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