Che Dio perdona a tutti, la pellicola “ miscredente “ di Pif

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Tratto dall’omonimo romanzo di Pif ( Pierfrancesco Diliberto ) pubblicato nel 2018, il film del quale lo stesso autore del libro è anche regista e sceneggiatore oltre che interprete, esce nella sale italiane in cinquecento copie e mette a nudo le contraddizioni del cattolicesimo più intransigente e dogmatico e la sua visione del mondo contemporaneo.

La pellicola si avvale delle interpretazioni, perfettamente centrate, dello stesso Pif, di una brillantissima Giusy Buscemi, di un validissimo Francesco Scianna e di un sorprendente Carlos Hipólito, quest’ultimo nel delicato e satirico ruolo di Papa Francesco che a suo tempo “ benedì “ il libro che ha originato il soggetto del film.

Siamo nella Sicilia di oggi, più precisamente tra Palermo, il suo centro storico, Mondello e Carini dove sorge il castello La Grua Talamanca: Arturo è un agente immobiliare quasi infallibile nel suo lavoro, molto meno nella vita sentimentale. Vive da solo, è piuttosto sfiduciato e coltiva un’unica, incrollabile passione: i dolci.

La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella, Flora: è perfetta, bella, divertente, gentile, brillante… ed è pure pasticciera! Tra loro nasce un amore immediato e travolgente. A dividerli, però, c’è una presenza invisibile ma potentissima: Dio, perché Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere fin da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, il mangiadolci sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e con la verità. Questa volta, però, non è solo: ad accompagnarlo c’è un complice davvero inatteso, il Papa, confidente “ spirituale “ di Arturo.

Intorno al colpo di fulmine tra Arturo e Flora si snoda una bella commedia, divertente, intrigante, scorrevole nel racconto al punto che lui, per conquistare Flora si finge credente; inizia così il percorso verso la spiritualità di Arturo che  per suo confessore spirituale sceglie nientemeno che Papa Bergoglio affinché Francesco la conduca verso la Fede.

Non che Bergoglio non compia il “ miracolo “, anzi Arturo si trasforma da non credente in fervente cattolico, di più!

La sostanza e la morale del film si può riassumere in una critica a certi cattolici bravi a predicare ma non altrettanto  a praticare le loro teorie.

Nella conferenza stampa di presentazione lo stesso Pif ha evidenziato una domanda che si pone: nasciamo cattolici, non per scelta ma per tradizione, anche se poi non frequentiamo la Chiesa per abitudine; e allora, se non frequento la Chiesa perché debbo definirmi cattolico? E se malgrado tutto credo in un Dio allora è meglio scegliere una via di mezzo, l’agnosticismo!

 

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