Transizione 5.0: il ministro Urso annuncia 1,5 miliardi di risorse per le imprese

Economia & Finanza

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Tutto è bene quel che finisce bene, sarebbe il caso di dire dopo il tavolo convocato al Mimit dal ministro Adolfo Urso su Transizione 5.0. Durante il tavolo a cui hanno partecipato tutte le associazioni di imprese, i ministri Urso e Tommaso Foti  e per il Mef il viceministro Maurizio Leo. Alla fine si è trovata una quadra, come auspicato dal  ministro Urso, che aveva convocato il tavolo tre giorni fa. Ai 1,3 miliardi di euro previsti per la misura, infatti, il governo è riuscito a mettere sul piatto ulteriori 200 milioni, portando il plafond a 1,5 miliardi, come ha spiegato lo stesso Urso. “Abbiamo convocato questa riunione sulla base delle decisioni assunte dal Consiglio dei ministri che, approvando il decreto fiscale, ha dato mandato al Mimit, in sintonia con gli altri dicasteri competenti, di organizzare questo tavolo con tutte le associazioni d’impresa per confrontarci sull’utilizzo delle risorse. In questi giorni abbiamo fatto il massimo sforzo possibile. Abbiamo lavorato in piena sintonia tra ministeri per offrirvi una ipotesi di lavoro che, oltre a confermare integralmente gli 1,3 miliardi in più alle imprese che hanno investito in digitalizzazione ed efficientamento energetico con Transizione 5.0, incrementa le risorse a loro disposizione di ulteriori 200 milioni, per un totale di 1,5 miliardi. Risorse che si aggiungono a quelle già a disposizione della misura, per un totale complessivo di oltre 4 miliardi di euro”.
È quanto affermato, secondo quanto si apprende da fonti presenti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo di confronto con le associazioni d’impresa su Transizione 5.0.
“Con il decreto fiscale – ha ricordato – abbiamo inoltre rimosso il vincolo del ‘Made in Europe’, ampliando la platea dei prodotti incentivati, e aumentato la dotazione della Nuova Transizione 5.0 – di durata triennale e basata sull’iperammortamento – di ulteriori 1,4 miliardi di euro, da 8,4 a 9,8 miliardi. Nel complesso Transizione 5.0, nella versione appena conclusa col credito d’imposta e in quella nuova con l’iperammortamento, può contare su una dotazione di circa 14 miliardi”.

Grande soddisfazione per la soluzione trovata da parte di tutte le principali associazioni di imprese, Confindustria in testa “Non sorpresa ma apprezzamento oggi per il tavolo su Transizione 5.0 e, devo dire, anche per il ministro Urso per la difesa dell’industria”. Ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a chi gli chiedese sia sorpreso dall’esito del tavolo al ministero delle Imprese su Transizione 5.0 all’uscita  dal ministero.
Orsini spiega che gli 1,5 miliardi di fondi consentono di portare il credito d’imposta dal 35% del decreto di venerdì al 90% per gli investimenti del piano e al 100% sui pannelli fotovoltaici. “Non si poteva fare altro e questa era la via giusta perché io credo che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così si continuano a fidare”,

“Accogliamo con favore l’annuncio del ministro Adolfo Urso sul ripristino delle risorse per Transizione 5.0. È un segnale importante di attenzione e di ascolto verso il sistema produttivo, che conferma la sensibilità del governo in una fase economica internazionale particolarmente complessa. Le tensioni geopolitiche, l’incertezza sui mercati e la volatilità dei prezzi energetici hanno reso inevitabilmente più difficile la gestione delle risorse pubbliche e delle priorità di intervento. In questo contesto, riteniamo che le polemiche dei giorni scorsi siano state, almeno in parte, eccessive. Era evidente che il quadro complessivo richiedesse tempo e approfondimento per individuare soluzioni sostenibili. Il governo ha dimostrato di saper affrontare la situazione con pragmatismo, trovando un punto di equilibrio tra esigenze di finanza pubblica e sostegno alle imprese”. Sono state invece le parole del presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. Mentre Lega coop parla di rapporto fiduciario tra governo ed imprese ripristinato.

Insomma gli sforzi fatti dal governo e dal ministro Urso in particolare, hanno trovato unanime consenso da parte del mondo delle imprese e confermato che l’impegno del governo è indirizzato verso aiuti ad imprese e famiglie come da programma. E questo sarà anche uno dei temi di cui certamente parlerà Giorgia Meloni il 9 aprile, quando è attesa alle camere per riferire sull’azione di governo

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