( Fonte Vatican News del 28 marzo 2026 )
La visita di Papa Leone XIV nel Principato ha costituito una esortazione a chi occupa le alte sfere della finanza a scuotere “ le configurazioni ingiuste di potere ”;: citando le parole “ attuali ” di Paolo VI che traendo spunto dalla Rerum Novarum affermava che nella società secolarizzata l’umanità può progredire approfondendo la Dottrina sociale, il Papa ha evidenziato come “…..il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva – afferma – impegnano la ricchezza a servizio di giustizia e diritto”.
Sono le 9.35 circa quando il Vescovo di Roma raggiunge la Monaco Vecchia, Le Rocher, La Rocca, dove sorge il Palazzo del Principe e affondano le radici dei legami tra la Chiesa monegasca e lo Stato Pontificio: l’arrivo del Pontefice è salutato da 21 colpi di cannone; ad attendere il Pontefice nel Cortile del Palazzo, oltre al principe e alla principessa, i due primogeniti, i gemelli undicenni Jacques e Gabriella che stringono la mano al Vescovo di Roma: la piccola accenna un inchino. Al momento delle foto di rito, Alberto fa indietreggiare il figlio con fare paterno.
Nel suo discorso dal balcone del Palazzo, Leone XIV fa riferimento alle visioni condivise con i sovrani: dall’ecologia integrale, “che non schiaccia ma solleva, che non separa ma collega” alla comune attenzione verso ogni vita umana, “ in qualunque momento e condizione. Accolto a Palazzo del Principe, la residenza ufficiale dei Reali del Principato di Monaco, all’interno di una atmosfera veramente umana,il Papa esalta la “vocazione all’incontro e alla cura dell’amicizia sociale”, vocazione che il Principato custodisce da tempo immemorabile: un incanto “reale”: non riferito all’altezza di un sovrano, ma all’umile concretezza invocata da un Pontefice, che abbraccia tutti. Nella Place du Palais, la folla è in fermento.
L’arrivo di Leone XIV nell’ambito del suo primo viaggio apostolico del 2026 rompe la scenografia immobile dei cannoni storici allineati sul limitare della piazza, altra testimonianza plastica delle travagliate vicende storiche monegasche. Persino i Carabinieri del Principe, gli stessi che ogni mattina alle 11.55 si danno il cambio di fronte al Palazzo, presidiano i selciati con un atteggiamento diverso: più vigili, meno cerimoniali. Anche loro guardano su, al Papa che si rivolge alla folla in lingua francese, ricordando la posizione strategia di questa terra, “affacciata sul Mediterraneo e incastonata fra Paesi fondatori dell’unità europea”. Bellissima l’immagine del Sovrano Alberto II che si affaccia dal balcone insieme a Leone XIV: nel suo discorso il Papa riconosce la forza della fede come punto di equilibrio “tra gli imperativi del presente e le esigenze di lungo periodo”.
Dopo l’esecuzione degli inni nazionali, il passaggio in rassegna della Guardia d’Onore e l’Onore alla Bandiera dei Carabinieri del Principe. Leone XIV e Alberto II hanno poi un tête-à-tête privato nel Salon de Famille, mentre in quello Empire avviene il tradizionale scambio di doni: il Papa offre una medaglia d’oro del pontificato e un mosaico di san Francesco. Dono non casuale, se si considera la già citata condivisa attenzione ai temi ambientali e la visita che lo stesso principe riservò al santuario de La Verna nel 2024. Da lì, il saluto dal balcone; poi un altro momento tradizionale: la firma del Libro d’Onore nel Salon des Glaces.
Al termine dei rispettivi discorsi, Alberto II e Leone XIV scendono poi nuovamente nel Cortile, dove il principe mostra i due affreschi della facciata: uno raffigura la visita di Papa Paolo III nel 1538 — quella che rende la giornata odierna la prima visita papale della contemporaneità — l’altro il passaggio della salma di Papa Pio VI nel 1802. Infine, entrano nella cappella per un momento di raccoglimento.
Ed infine un gradito incarico conferito da Leone al Principato: “….affido al Principato di Monaco, per il legame così profondo che lo unisce alla Chiesa di Roma, un impegno del tutto speciale nell’approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa e nell’elaborazione di buone pratiche locali e internazionali che ne manifestino la forza trasformativa “.















